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27.09.2022 - 12:00
Aggiornamento: 15:36

Rimosso quel che restava del vecchio sci-lift di Cimetta

Protezione civile all’opera con i militi impegnati in varie zone del distretto. Dai sentieri all’approvvigionamento elettrico un lavoro molto apprezzato

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Dal 14 al 26 settembre i militi della Compagnia 34 della Protezione civile di Locarno e Vallemaggia, diretti dal capitano Rafael Manias, hanno eseguito diversi lavori di pubblica utilità nel Locarnese. Come è stato il caso a Solduno, dopo i danni del vento dell’inverno scorso, che ha sradicato numerosi alberi finiti sul passaggio del sentiero Piodascia, che collega Solduno a Locarno Monti. Piante e rami caduti sono stati rimossi e il sentiero reso nuovamente agibile in tutta sicurezza. Inoltre, è stata sfalciata una piazza d’atterraggio per elicotteri resa ormai inaccessibile a causa della crescente vegetazione.

Una situazione analoga si è presentata sul sentiero di Orselina alta, dove in aggiunta sono state liberate diverse canalette di scolo dell’acqua piovana ormai intasate da terra e sassi, nonché danneggiate dalle intemperie.
A Cardada, invece, non resta più nulla dell’impianto sciistico di risalita Vegnasca-Cimetta. Le squadre impegnate hanno demolito e rimosso i basamenti delle vecchie "ancore" che portavano in quota gli sciatori. Il materiale di scarto è stato elitrasportato a valle per essere poi smaltito.

In territorio di Avegno-Gordevio è stata sostituita una scala in legno che facilitava l’accesso al fiume. Questa era ormai resa pericolante dal tempo e dalle intemperie; si è perciò resa necessaria la sua totale rimozione. A Gordevio è stata eseguita una riprofilatura del sentiero che porta all’acquedotto, con la posa di nuovi scalini e una pulizia generale. L’ultimo intervento ha interessato la Valle Onsernone, dove il sentiero che da Berzona porta a Colmo era ridotto in cattive condizioni. Oltre 150 scalini in legno sono stati posati dai militi della PCi e il sentiero è stato sistemato. L’ubicazione remota del cantiere ha imposto il trasporto dei militi e del materiale con l’elicottero.

Simulato un blackout nella fornitura di elettricità

Numerosi anche i momenti d’istruzione svolti durante il corso. Tra tutti spicca l’esercitazione denominata "Black Radio". Essa simulava un’interruzione improvvisa e di lunga durata dell’erogazione di energia elettrica e livello cantonale. Il compito attribuito alla Protezione Civile era di alimentare le antenne Polycom. Alcuni militi selezionati hanno stazionato per 24 ore ai piedi di diverse antenne radio situate nel Locarnese e garantito il corretto funzionamento delle comunicazioni grazie a dei generatori. In totale, l’esercitazione è durata 36 ore.

Si è pure svolta l’istruzione "Acqua" finalizzata a testare l’utilizzo degli strumenti per il pompaggio, così come passerelle e gommoni utilizzati in caso di esondazione del Lago Maggiore. I militi dell’aiuto alla condotta hanno infine curato le riprese video volte a documentare l’intero corso e l’allestimento di un posto di comando mobile all’ex macello di Locarno. Soddisfatto per l’esito dei cantieri il direttore del corso, il tenente colonnello Lorenzo Manfredi, come pure i responsabili delle piazze di lavoro, maggiore Patrik Arnold e tenente Roberto Scaglia.

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