19.09.2022 - 10:58
Aggiornamento: 16:42

Lavizzara, per il Ponte della Merla non c’è il due senza il tre

Giornata di festa per la consegna del vecchio collegamento pedestre sul fiume. La terza arcata del manufatto ritrova la sua veste originale

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Il Ponte della Merla, a Brontallo, ha ritrovato il suo aspetto originario. La fine dei lavori di restauro di questo antico manufatto risalente al Medioevo è stata sottolineata domenica scorsa con una giornata di festa (che ha visto pure la partecipazione di Endrio Ruggiero, capo dell’Ufficio dei beni culturali), con una breve cerimonia alla quale ha preso parte una trentina di persone. Giornata che coincideva, caso vuole, con il 25esimo dell’Associazione Pro Brontallo, anch’essa impegnata in questo progetto. Gabriele Dazio, sindaco di Lavizzara, nel suo intervento ha sottolineato l’eleganza di «quest’opera architettonica d’altri tempi, riportata agli antichi splendori con le tre arcate originali, realizzate rigorosamente in pietra naturale: una delle poche materie prime che i nostri antenati avevano a loro disposizione e che con essa avevano imparato a cimentarsi in modo davvero unico ed esemplare». L’importante intervento alla struttura che unisce le due rive del fiume è iniziata la scorsa legislatura. Grazie alla preziosa collaborazione dello Studio d’ingegneria Mignami, il Municipio (capofila dell’operazione) ha elaborato un progetto, la cui esecuzione e raccolta fondi è stata in una seconda fase affidata alla Pro Brontallo: «Un’associazione, quest’ultima, coinvolta proprio grazie al suo attaccamento al territorio da sempre dimostrato e alla sua preziosa esperienza nella raccolta fondi destinati proprio a favore di opere antropiche».«L’intervento principale verteva nella ricostruzione di questa terza arcata, presumibilmente andata distrutta a seguito di una rovinosa alluvione verificatasi in data purtroppo sconosciuta. La campata in acciaio e calcestruzzo sostitutiva, presente fin dagli anni Quaranta, è stata così rimpiazzata. Il grande valore del risultato raggiunto è sotto gli occhi di tutti. Attraverso la professionalità e la straordinaria passione di Alessio Moretti e dei suoi validi aiutanti che si sono, concedetemi il termine, "amorevolmente", presi cura del ponte romanico, il nostro comune e la nostra regione possono annoverare nel loro patrimonio storico, paesaggistico e di certo anche turistico, un nuovo monumento incluso fra i beni culturali tutelati a livello cantonale ma pure federale».

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