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laR
 
24.08.2022 - 05:30

Raddoppio binario Contone-Ponte sul Ticino, ritardo indigesto

Fronte compatto per completare il progetto, che rientra nel concetto dei trasporti Città-Ticino. Comuni e deputati chiedono a Berna di procedere

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Ti-Press
Semaforo rosso per i lavori sulla linea Locarno Bellinzona

Non va giù il rinvio (a data da stabilire) dei lavori di raddoppio del binario sul tratto ferroviario Contone-ponte sul Ticino. Il progetto, dato per acquisito da molti anni e che rientra a pieno titolo nel concetto di sviluppo dei trasporti pubblici per la "Città Ticino", ha subìto una battuta d’arresto dopo la decisione della Confederazione di ritardarlo, a causa dell’aumento dei costi.

Pronta la reazione della regione del Locarnese, che per far ripartire i lavori si sta muovendo a più livelli. Non solo con i deputati a Berna, ma anche con una lettera dei Comuni interessati: in particolare Locarno e Gambarogno.

Firmata da due sindaci, rispettivamente Alain Scherrer e Gianluigi Della Santa, la missiva che giungerà sulla scrivania del direttore dell’Ufficio federale dei trasporti (Uft) Peter Füglistaler a Berna, ricorda che lo stesso Uft non ha concesso l’autorizzazione alle Ffs per iniziare i lavori di estensione del doppio binario fra Contone e il ponte sul Ticino; lavori che comprendono pure la realizzazione del nuovo sottopasso la Monda.

Per avere delucidazioni, era stato richiesto un incontro con i rappresentanti Ffs in Ticino; la riunione, alla quale ha partecipato anche il Cantone, si è svolta di recente. Le Ffs hanno spiegato che l’Uft ha deciso lo slittamento dell’opera a causa del sorpasso di spesa di 10 milioni di franchi rispetto a quanto preventivato. Da qui la richiesta alle Ffs di valutare correttivi per rientrare totalmente nei costi.

Uno dei nodi da sciogliere è quello del sottopasso di Contone, che andrà rifatto con un investimento ingente. Va però ricordato – e i due sindaci nella lettera lo segnalano a chiare lettere – che il Comune di Gambarogno cinque anni or sono aveva ritirato il ricorso contro il progetto di modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie, presentato al Tribunale amministrativo federale, poiché l’Uft, in uno scritto del febbraio 2017, garantiva l’assunzione dell’onere finanziario per il nuovo sottopasso.

Nel 2017 l’Uft disponibile a finanziare il sottopasso

Per chi avesse la memoria corta, vale forse la pena ricordare un paragrafo di quel testo inviato dall’Uft al Municipio di Gambarogno il 7 febbraio del 2017: "Confermiamo con la presente la nostra disponibilità al finanziamento per la realizzazione di un sottopasso o di un sovrappasso in zona la Monda, a monocorsia, con deviazione su ‘via Isola Martella’ e munito delle infrastrutture necessarie per la mobilità lenta. Il progetto dovrà essere conforme alle norme della circolazione stradale applicabili in materia che prevedono una larghezza massima dei veicoli e dei rimorchi di 2,55 metri e un’altezza massima, compreso il carico, di quattro metri".

La lettera dei due Comuni segnala quindi che, con l’accordo del Cantone e delle Ffs, il "Gruppo di lavoro attraversamento ferroviario in zona la Monda", che già aveva approfondito il tema scegliendo l’unica variante percorribile, poi scelta e sviluppata dal profilo progettuale, sarà riconvocato a breve. L’obiettivo è quello di approfondire gli argomenti dell’Uft in modo oggettivo e tecnico. In seguito i Comuni prenderanno una posizione definitiva sul tema.

In attesa degli approfondimenti, Locarno e Gambarogno ribadiscono con fermezza che il progetto nel suo insieme risulta fondamentale per il Locarnese e non può essere prorogato nella sua realizzazione, in quanto creerebbe conseguenze negative su altri progetti, che sono strettamente legati. Il completamento del raddoppio del binario sulla linea Locarno-Bellinzona garantirà una migliore offerta di trasporto pubblico, con un orario cadenzato di 15 minuti e quindi favorirà lo sviluppo del concetto di "Città Ticino", che avvicina i principali agglomerati urbani.

La lettera è stata inviata in copia, fra gli altri, al Consiglio di Stato ticinese, alle Ffs e alla Deputazione ticinese alle Camere federali.

Sul tema abbiamo interpellato il consigliere nazionale Fabio Regazzi, Il Centro (Ppd). Lui e il suo collega Bruno Storni, Ps, si sono accordati per chiedere già nel mese di settembre, quando riprenderanno le sessioni delle Camere federali, un incontro a Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec). Storni, dal canto suo, aveva già interrogato il Consiglio federale sul tema. A esplicita domanda, chiara risposta: il rinvio per l’aumento dei costi è stato confermato.

«Il potenziamento della tratta Contone-Tenero faceva già parte del lontano programma di finanziamento Sviluppo infrastruttura ferroviaria (Sif) che seguiva il programma e il finanziamento Ferrovia 2000 ed era stato ripreso con il raddoppio completo in Prossif 2025 – ricorda Regazzi –. Su un’opera che per la Locarno-Bellinzona prevedeva costi di decine di milioni di franchi, l’aumento causato dal completamento ora interrotto è di circa 10 milioni: una metà dovuta a rincari e l’altra ad adattamenti del nuovo sottopasso di Contone, promesso nel 2017, che servirà sia per il settore agricolo, sia per il percorso ciclopedonale sul Piano di Magadino. Il progetto è importante e la recente proposta di procrastinarlo è inaccettabile: la cadenza di 15 minuti dei treni è un caposaldo del trasporto pubblico della Città Ticino. Per questo dobbiamo intervenire in modo deciso affinché l’Uft torni sui suoi passi e completi l’opera».

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