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laR
 
18.08.2022 - 05:20
Aggiornamento: 16:07

Cevio: Esecutivo richiamato dalla Sel; forse si va al Tram

L’autorità di vigilanza chiede spiegazioni al Municipio sul volantino pre-referendum. Mattei annuncia il ricorso al Tribunale amministrativo

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Ti-Press
Il volantino, dalle bucalettere degli abitanti di Cevio è approdato sulla scrivania degli Enti locali

Si aggiungono nuovi episodi alla "Cevio-novela" dei due referendum lanciati lo scorso 4 agosto: uno sulla costruzione di una scuola a Bignasco (con convenzione tra Comune e Patriziato) e l’altro sulla vendita di un terreno nel capoluogo, acquistato tempo fa per alloggi a pigione moderata. La raccolta firme, che sarà consegnata venerdì in cancelleria, è al centro di una polemica arrivata fino alla Sezione enti locali (Sel). Mentre c’è già chi ventila un ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (Tram).

Prima ancora dell’inizio della raccolta delle firme il Municipio di Cevio aveva inviato una circolare a tutti i fuochi, esprimendo la propria opinione. Ne era seguito un comunicato stampa dello stesso esecutivo e la sindaca Moira Medici si era espressa pubblicamente sul tema. "Il nostro intento era quello d’informare la popolazione – aveva spiegato Medici –. Lo abbiamo chiaramente scritto: il referendum è un diritto democratico, non è il punto che mettiamo in discussione". Il Municipio aveva posto l’accento sulle conseguenze per il Comune di un "no" ai due progetti. Un atto comunicativo che ha suscitato molti dubbi nella popolazione e non solo. La questione che si pone: ha senso che un Municipio si esprima nella fase di raccolta di adesioni per un referendum? Può farlo?

‘Il Municipio non è tenuto a esprimersi in questa fase’

Abbiamo girato il quesito a Marzio Della Santa, capoufficio della Sezione degli enti locali (Sel). «No, in linea di principio il Comune non dovrebbe esprimersi. Questo poiché la raccolta delle firme, appunto referendum, non è un essere d’accordo o meno con quanto deciso dall’Esecutivo o dal Legislativo comunale, ma piuttosto un volersi esprimere, come cittadino, in prima persona. Il cittadino non ha quindi bisogno di sapere, in questa prima fase, le posizioni di uno o dell’altro; può anche semplicemente prendere atto delle discussioni che ci sono fra favorevoli e contrari. Perché il quesito è un altro. Poi, quando e se il referendum verrà dichiarato riuscito e si passerà alla seconda fase, ovvero la votazione, sarà compito del Municipio fornire al votante tutti gli elementi utili per decidere, inclusi gli argomenti della controparte. Esattamente come si fa per il bollettino che accompagna le votazioni cantonali e federali».

Il volantino, dalle bucalettere degli abitanti di Cevio è approdato sulla scrivania degli Enti locali con un’istanza, presentata da Germano Mattei, per chiedere l’intervento dell’organo di vigilanza nonché "il prolungamento di altri 15 giorni per raccogliere le firme necessarie".

La Sel, in questo senso, come si è mossa? «Abbiamo aperto una procedura amministrativa ordinaria nei confronti del Comune. Di fronte alla segnalazione, abbiamo posto una serie di quesiti al Municipio, anche per conoscere le ragioni che l’hanno spinto ad agire in questo modo. Inoltre abbiamo rammentato allo stesso la "prassi" da seguire nel caso di un referendum – prosegue Della Santa –. Ai referendisti abbiamo spiegato che ci sono rimedi ben più incisivi di un’istanza alla Sel, come ad esempio il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (Tram), anche se i termini previsti dalla legge in quei casi sono molto stretti. Si hanno infatti tre giorni di tempo per denunciare un intervento non rispettoso degli aspetti procedurali da parte del Municipio».

Il Comune ha 15 giorni di tempo per inoltrare le sue risposte agli Enti locali. In ogni caso, la "bacchettata" da parte della Sel è stata recepita, tanto che dagli albi comunali e sul sito sono sparite sia la prima circolare sia la seconda presa di posizione, da cui era nato il nostro articolo-intervista alla sindaca.

In attesa del Municipio, la Sel cosa può fare a livello giuridico? «Come organo non possiamo invalidare il referendum o approvarlo, perché il nostro compito è verificare se la procedura si è svolta nel rispetto delle norme oppure no. Se ci sono gli estremi per un intervento, allora le misure amministrative possono variare da un semplice richiamo a una sanzione. Ma nel caso di Cevio la procedura è ancora in corso, siamo in attesa di una risposta da valutare. Si deciderà più in là la procedura».

Mattei: ‘Pronto a rivolgermi al Tram’

Interrogato a caldo sulla questione l’ex vice sindaco di Cavergno e cittadino del capoluogo valmaggese, nonché firmatario della lettera agli Enti locali, Germano Mattei si dice pronto ad andare in fondo alla questione, rivolgendosi a un organo superiore. «Indipendentemente dal fatto che il referendum riesca oppure no, appena ricevo quanto deciso dalla Sel provvederò a interpellare, sempre tramite gli Enti Locali, il Tribunale amministrativo – afferma Mattei –. Non si tratta di accanimento verso il Municipio o verso una parte di esso, ma si vuole vigilare e rendere libero un atto democratico come il referendum. L’Esecutivo ha detto che ha agito così perché voleva "informare" la popolazione, ma vedendo quanto successo pare che abbia solo creato maggiore confusione, oltre che timore, nella gente. E questo è inaccettabile».

Leggi anche:

‘Con quella circolare volevamo informare’

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