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09.08.2022 - 11:28
Aggiornamento: 16:10

Abusi edilizi, Municipio di Losone bacchettato dagli Enti locali

Vanno contro le disposizioni pianificatorie cantonali alcune licenze legate alla sopraelevazione d’immobili rilasciate. Parte l’interrogazione

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Archivio Ti-Press
Un comune che ha conosciuto un notevole sviluppo edificatorio negli ultimi decenni

Tirata d’orecchie al Municipio di Losone. Nel mese di aprile la Sezione degli enti locali ha formalmente bacchettato l’autorità per abuso del proprio potere di apprezzamento in materia di rilascio di licenze edilizie. È quanto afferma, in un’interrogazione al Municipio, il consigliere della Lega Michele Grünenfelder. "L’Autorità cantonale ha infatti accertato che il Municipio ha concesso delle deroghe al di là dei casi di applicazione degli art. 4 bis e 52 NAPR, oltrepassando in tal modo il potere di apprezzamento concesso dalla Legge sullo sviluppo territoriale (LST).
Da ricordare che già il 6 febbraio 2018 il Consiglio di Stato, statuendo su un ricorso di privati cittadini, aveva annullato la licenza edilizia rilasciata dal Municipio di Losone relativa a una sopraelevazione di una casa esistente. Nel caso concreto, il Consiglio di Stato aveva giudicato che gli art. 4 bis e 52 NAPR non erano applicabili e che gli interventi autorizzati dall’esecutivo comunale travalicavano manifestamente i limiti degli interventi ammissibili dal diritto cantonale (art. 66 LST e 86 RLst)". Fatto ancor più grave è che "il Municipio di Losone, dal 2018 a oggi, ha però continuato a rilasciare delle licenze edilizie, concedendo deroghe, sulla base degli art. 4 bis e 52 NAPR; sembrerebbe in almeno una decina di casi".
"Chi intende sopraelevare il proprio stabile esistente e deve far capo all’art. 4 bis NAPR è pronto a far fronte a investimenti finanziari importanti per migliorare il valore e l’attrattività del proprio edificio. In gioco vi sono quindi esclusivamente interessi privati e somme non da poco e la concessione o meno della deroga da parte del Municipio fa la differenza".
Stando così le cose, il consigliere vuole sapere come mai l’esecutivo ha continuato a rilasciare le licenze edilizie derogatorie sulla base dell’art. 4 bis NAPR anche dopo il 6 febbraio 2018, "abusando intenzionalmente e consapevolmente del proprio potere di apprezzamento, favorendo gli interessi economici privati dei beneficiari di tali deroghe". Inoltre come intende procedere il Municipio con le licenze edilizie già rilasciate ma non ancora utilizzate (parrebbe almeno 6 casi): "Pensa di revocare tali licenze e ristabilire la legge e la parità di trattamento, esponendosi a richieste di risarcimento danni, o preferisce non fare nulla e quindi continuare a favorire gli interessi economici privati di taluni?".

Il Pr del 1975 quale base e lo ‘strappo’ alla regola

Il Piano regolatore di Losone, allestito una prima volta nel 1975 e aggiornato di recente, sulla sopraelevazione/ampliamento di edifici esistenti parla chiaro. L’articolo 4 bis NAPR (Norme attuazione Piano regolatore, distanze tra edifici e distanze dai confini), adottato dal legislativo nel 2009, disciplina il rilascio delle licenze, che in prima istanza sono preavvisate dal locale Ufficio tecnico. Il Municipio lo applica dunque al momento di pronunciarsi sulle singole richieste. Da una verifica commissionata dall’autorità municipale, risulta come in diverse zone densamente edificate di Losone, la percentuale degli immobili la cui distanza dal confine con il vicino non è conforme alle norme di Pr sia alquanto elevata. Non si tratta di un caso unico in Ticino, sia ben chiaro. Le norme di attuazione di molti Pr comunali prescrivono infatti la possibilità di sopraelevare gli edifici seppure in contrasto con le distanze a confine in vigore (prassi, a detta del Municipio di Losone, accettata anche dal governo). Lo stesso esecutivo, dopo la decisione del Consiglio di Stato del 2018, si è quindi chinato sulla problematica, "consapevole che la mancata applicazione dell’articolo 4 bis nella realtà locale non comprometteva solo le aspettative dei cittadini, bensì gli obiettivi stessi prefissati dalla pianificazione". Al pianificatore l’autorità ha chiesto di rendere meno penalizzante la possibilità di ampliare ed elevare le costruzioni esistenti. In modo da accontentare le numerose richieste giunte sul tavolo. In pratica in assenza di opposizioni da parte dei confinanti, l’Amministrazione ha autorizzato degli interventi agli stabili conformi agli obiettivi generali stabiliti nell’ultima revisione del Pr. In conclusione l’autorità municipale, rispondendo alle osservazioni di alcuni privati, auspica che presto si possa trovare una soluzione che permetta di operare in modo che la futura pianificazione sia in linea con le disposizioni in materia superiori (leggasi Cantone, ndr), ma tenga conto maggiormente anche della situazione edificata effettivamente presente sul territorio (...). Nel frattempo lo stesso ha rilasciato licenze edilizie che si trovano nella cosiddetta zona "d’ombra" ma unicamente quando le condizioni eccezionali degli interventi prospettati sono accettate e condivise dai confinanti. In pratica l’esecutivo ritiene di aver agito nel pieno rispetto dell’interesse pubblico, applicando le disposizioni NAPR con equità e proporzionalità, senza ledere gli interessi dei privati e conformandosi allo scopo della pianificazione in vigore. Prova ne è che l’autorità cantonale non ha mai chiesto la revoca delle autorizzazioni già concesse, pur richiamando il Municipio a un maggior rigore nell’esame delle domande di costruzione future.

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