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Il caro benzina appesantisce l’aviazione leggera

L’Aero club Locarno fa i conti con l’impennata del prezzo del carburante. Si vola meno e per i pezzi di ricambio occorre pazienza.

(Ti-Press)
2 luglio 2022
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Sale alle stelle il prezzo del carburante e anche per la ‘piccola’ aviazione da diporto ticinese, il marcato aumento lascia il segno. Il caro benzina da ricondurre all’invasione russa dell’Ucraina e alle conseguenti sanzioni, infatti, rallenta l’attività di volo e ciò ha ripercussioni negative sul comparto. Del tema si è discusso in occasione della recente Assemblea dell’Aeroclub Locarno (sodalizio sotto la cui ala sono riunite le discipline del volo a motore, del volo a vela, i modellisti, gli autocostruiti e i paracadutisti), presieduto da Nicola Ravasi. La benzina (Avgas 100 LL) ha superato negli ultimi tempi i 3.03 franchi al litro all’Aeroporto Cantonale di Locarno. Il peggio è che la crescita verticale non sembra volersi arrestare: si viaggia verso i 3.30-3.40 al litro contro i precedenti 2.30-2.40. Per i piloti hobbysti, che pagano di tasca propria il pieno al velivolo, ciò significa una bella mazzata. Le conseguenze? Si volerà di meno ma, soprattutto, a destare qualche preoccupazione è il fatto che verrà meno il necessario allenamento ai comandi degli appassionati. Servirebbe ovviamente un tetto a questa crescita, ma al momento da parte della Confederazione di segnali, in questa direzione, non ne arrivano.
Il problema per i piccoli aerei da turismo e i loro proprietari non riguarda solamente i costi del propellente, bensì anche i ritardi nella fornitura di pezzi di ricambio e componenti. Si parla di mesi di attesa per poter recuperare, sul mercato, l’occorrente per riparazioni o sostituzioni.

Aeromodellisti ancora a Lodrino?

Tra i grattacapi che interessano il mondo dell’aviazione locale vi è anche quello legato al futuro degli aeromodellisti. Fino a ora potevano contare sull’ex aerodromo militare di Lodrino per la loro attività. Il cambiamento di gestione e orientamento della struttura bellinzonese dovrebbe permettere loro di rimanere attivi su questa pista. Al momento le discussioni con la Riviera Airport SA, società nelle mani del Comune di Riviera incaricata della futura gestione del polo aviatorio tecnologico, proseguono e la speranza è che si possa raggiungere un’intesa. Qualche voce preoccupata, durante l’assemblea dei soci, si è levata anche al riguardo del nuovo (provvisorio) Hangar 1 edificato dal Cantone per consentire la manutenzione e le revisioni periodiche dei velivoli. La struttura temporanea consente sì di operare ai tecnici della AeLo Maintenance SA, ma ovviamente per permettere all’Aeroporto locarnese di portare avanti i suoi progetti e diventare un punto di attrattività per l’utenza (aprendo così sbocchi lavorativi anche ai giovani formati alle professioni aeronautiche) è necessario procedere con la ricostruzione dell’aviorimessa realizzata dall’Aero Club nel 1938. Il credito era stato approvato dal Gran Consiglio nel febbraio del 2018. Secondo le indicazioni del Cantone non lo si vedrà prima del 2025 e non si sa nemmeno se il Dipartimento del territorio manterrà l’impegno assegnatogli dal Parlamento quattro anni fa. Dt che pure è assente sul progetto di mini allungamento della pista principale che, notizia raccolta tra gli esperti, avrebbe permesso una gestione più razionale degli aerei che arriveranno ad Agno per la Conferenza sull’Ucraina.
Nota positiva, per concludere: la passione e l’interesse per la terza dimensione lo scorso anno ha fatto segnare un ragguardevole risveglio; già i soli movimenti aerei della scuola dell’Aelo lo confermano. Il settore è in ripresa dopo la pandemia e le licenze di volo tornano a essere ambite da giovani e meno.

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