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laR
 
27.06.2022 - 19:16
Aggiornamento: 19:38

Formazza-Rovana, sul confine i lupi uccidono un vitello

All’alpe di Cravariola azzannato a morte un bovino. I cani mettono in fuga i due predatori. Anche il vescovo emerito da Mogno difende la pastorizia

Ancora il lupo, anzi due lupi, essendo ormai accertata la presenza di un branco. Ma questa volta hanno colpito appena oltre il confine svizzero, sull’alpe Cravariola, raggiungibile salendo anche dalla Rovana (alta Vallemaggia). Di più: le vittime non sarebbero né ovini, né caprini, ma addirittura un giovane bovino dal peso di un’ottantina di chilogrammi. Le voci di questo ennesimo attacco si sono rincorse per tutto il fine settimana. La conferma ufficiale ci è giunta tuttavia solo nella giornata odierna, dalla voce di Fabio Borda, allevatore di bestiame d’oltre confine. In un primo tempo si parlava di più vitelli e di mucche che, nel tentativo disperato di fuggire dalle fauci dei predatori, sarebbero precipitate nei dirupi. «Per fortuna l’intervento dei cani da guardia ha messo in fuga i due lupi, due esemplari di notevoli dimensioni. Altrimenti avrebbero compiuto una strage di vitelli». L’episodio è accaduto nella giornata di venerdì sotto gli occhi di un alpigiano, poco distante da una baita, in zona Stufa, a 1’800 metri di quota.«Stavolta abbiamo evitato il peggio; pensare di trasferire altrove la mandria è utopico. Non cambierebbe i termini del problema, dal momento che i lupi sono ovunque. Nella Valle dei Bagni di Craveggia, negli scorsi anni, in una predazione dei lupi ho perso tre vitelli e una decina di pecore».

‘Non c’è più un luogo sicuro per il pascolo’

Difficile, in attesa degli esami del veterinario, capire se i due lupi sono gli stessi che hanno fatto strage di pecore in territorio valmaggese. Se così fosse sarebbe l’ulteriore dimostrazione di una situazione che si fa sempre più grave. La lista dei capi predati in Val Rovana è lunga. Nel giro di poco più di due mesi gli allevatori hanno raccolto le carcasse di 63 pecore. Uno di loro lo scorso marzo aveva 76 capi: oggi gliene restano due dozzine. Ora, nell’elenco, potrebbero finire altre mucche e vitelli, condotti all’alpe per il periodo estivo. La preoccupazione, in alta Vallemaggia, resta tangibile. Samuel Senn, allevatore e titolare di un’azienda agricola biologica di Cimalmotto, proprio nelle vicinanze del confine ha messo al pascolo diverse mucche con vitelli piccoli: «Francamente non so proprio dove portarle a pascolare, non esiste un luogo sicuro. Non dispongo di cani da guardia e pensare di recintare tutti quei vasti prati è deleterio. Inoltre basterebbe una piccola falla nella rete di protezione per rendere tutto vano».

L’Ufam tace, il Dt non aiuta gli agricoltori con le carcasse

Come noto, dopo la scoperta che il lupo non era single ma parte di un branco, la competenza era passata dal Cantone, che lo scorso 10 giugno ha annullato la decisione di abbattimento, alla Confederazione. «Ma dall’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) non si sente più nulla – afferma Germano Mattei, co-presidente dell’Associazione ticinese per un territorio senza grandi predatori –. Il silenzio più assoluto nonostante le nostre sollecitazioni. Ora c’è questa notizia da oltre confine che si aggiunge ai numerosi sms ufficiali del Cantone che allarmano per probabile presenza di lupi in diverse aree del cantone. Gli allevatori, intanto, rimangono in balìa di sé stessi: da quanto mi risulta, non sono neppure stati aiutati per lo sgombero delle carcasse delle pecore uccise. Non sappiamo più cosa dire e come commentare quanto sta avvenendo. Siamo senza parole».

Dal Vescovo emerito il sostegno agli allevatori

Mattei, infine, racconta con piacere del sostegno giunto dal vescovo emerito Piergiacomo Grampa che domenica ha celebrato la messa per la Festa patronale dedicata a San Giovanni Battista, a Mogno: «Durante la predica ha menzionato il lupo e ha ricordato che proteggere unicamente questo predatore, trascurando le esigenze degli allevatori e di chi si occupa di pastorizia alpina, significa distruggere la cultura della montagna. Il suo appoggio ci ha fatto molto piacere».

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Lupo in Val Rovana, annullata la decisione di abbattimento

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