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24.06.2022 - 05:30
Aggiornamento: 18:38

Solduno, cadavere in decomposizione e con tagli sul viso

Sospetto omicidio in via Muro della Rossa. La vittima, il cui decesso risalirebbe a diversi giorni prima, è un cittadino svizzero di circa 20-30 anni

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Solduno, poco dopo le 15 di giovedì. Un tranquillo pomeriggio di un apparentemente altrettanto tranquillo quartiere della frazione di Locarno viene scosso da un macabro ritrovamento. Dopo aver risposto a una chiamata di soccorso giunta alla Centrale d’allarme, gli agenti della Polizia comunale e i soccorritori del Salva giunti nell’appartamento al quarto piano di una palazzina in via Muro della Rossa 7 vi trovano, al suo interno, un cadavere. Secondo nostre informazioni, la vittima sarebbe un cittadino svizzero tra i 20 e i 30 anni della zona, che al momento del ritrovamento era come detto già privo di vita e che presentava un’evidente ferita da taglio sul volto (tanto da renderlo quasi irriconoscibile), molto probabilmente la causa del decesso. Una tipologia di lesione che, in particolare per la zona del corpo in cui sarebbe stata inferta, molto difficilmente ci si procura da soli, sia di proposito, sia involontariamente. Al momento dell’arrivo della Polizia e dei soccorritori, la vittima era sola nell’appartamento in cui, sempre da nostre informazioni, viveva sola. I vicini hanno raccontato di non aver udito grida o rumori sospetti, ma che da giorni si sentiva uno strano odore soprattutto nelle scale. Secondo le nostre fonti la morte risalirebbe a diversi giorni prima e il corpo era già in stato di decomposizione.

Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno comunicato che gli accertamenti eseguiti nelle ore successive al ritrovamento non hanno permesso di risalire all’identità della vittima (le sue generalità potrebbero essere comunicate nella giornata odierna), così come di non poter escludere il coinvolgimento di terze persone. L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri.

‘Era un ragazzo silenzioso che non ha mai dato problemi’

«Sono tornata a casa e c’era già la polizia – ci racconta una residente dello stabile teatro dei fatti –. Ho bene in mente di chi si tratta, era un ragazzo molto educato e tranquillo, anche silenzioso e non ha mai dato problemi. Come in generale nel palazzo e nel quartiere non è mai successo niente di particolare, è una zona tranquilla questa».

Una tipica zona residenziale tranquilla

Gli abitanti del quartiere che si affacciano alle finestre o che scendono in strada attirati dal viavai di agenti e giornalisti sono tutti dello stesso parere: la zona è molto tranquilla, d’interventi della Polizia per schiamazzi o qualche alterco tra vicini non ve ne sono mai stati negli ultimi tempi. «Sono quasi trent’anni che abito qui – osserva un abitante di via Muro della Rossa –. Ci conosciamo quasi tutti e i rapporti, le posso assicurare, sono di buon vicinato. Una tipica zona residenziale tranquilla». Almeno fino a ieri.

I precedenti: la ragazza colpita all’addome e il morto carbonizzato

Il precedente fatto di sangue, a Solduno, risale al 21 ottobre dello scorso anno. In una palazzina di via Vallemaggia 51, uno svizzero domiciliato nel Canton San Gallo, accecato dalla gelosia, si presentò con un fucile davanti all’abitazione dell’ex ragazza, intenzionato a ucciderla. Dopo aver tenuto in ostaggio l’attuale compagno della 22enne, sparò alla giovane che era riuscita a liberarsi e a precipitarsi verso l’uscita, colpendola gravemente all’addome.

Un secondo fatto di cronaca che a Solduno aveva fatto parecchio scalpore risale invece a un decennio fa. Più precisamente alla fine di maggio del 2013. All’alba del 31 maggio, in zona via Bastoria, era stato rinvenuto il cadavere di un uomo che stava bruciando sull’argine del fiume Maggia. L’indagine, coordinata dal procuratore pubblico Nicola Respini, aveva portato alla conclusione che la vittima, vestita di scuro e che trasportava un trolley, non era stata uccisa ma si era tolta la vita perché oberata dai debiti. Una morte atroce, visto che il poveretto si era dato fuoco cospargendosi il corpo di benzina. L’uomo, un italiano sulla quarantina, dipendente di un istituto di credito della piazza locarnese, era stato identificato grazie alle fotografie diramate dalla Polizia.

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