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08.05.2022 - 15:43
Aggiornamento: 16:27

‘Equilibrio tra contesto domestico e funzione pubblica’

Inaugurata a Losone la nuova residenza medicalizzata per anziani. Lodate la collaborazione fra enti, la struttura e la posizione centrale

equilibrio-tra-contesto-domestico-e-funzione-pubblica
Samuel Golay/Ti-Press
Autorità locali e vertici della “Casa ai noci”

Grande festa, sabato mattina, alla nuova residenza medicalizzata per anziani di Losone. Discorsi, vino bianco e canapè per inaugurare quella che è stata battezzata "Casa ai noci": 60 letti (di cui 12 in un’unità abitativa protetta, destinata ai malati di Alzheimer), sale comuni, spazi per le attività mediche e sanitarie, un grande giardino, un salone da pranzo e altri contenuti. La realizzazione dello stabile, disegnato dallo studio d’architettura di Michele Arnaboldi, è costata 23 milioni di franchi (escluso il valore del terreno – messo a disposizione gratuitamente dal Comune – di oltre 5’000 metri quadrati).

L’opera nasce da una collaborazione stretta tra Patriziato, Comune e Parrocchia, con l’appoggio del Cantone. Per la parte ufficiale, orchestrata dal direttore della struttura Daniele Mazzoleni, hanno preso la parola i presidenti di Parrocchia, Silvano Beretta; Patriziato, Carlo Ambrosini; Consiglio comunale, Romolo Pawlowski; Fondazione patrizia, Corrado Bianda; così come il sindaco Ivan Catarin, il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, il parroco Jean-Luc Farine e l’architetto Arnaboldi.

I discorsi hanno posto l’accento su alcuni aspetti: primo fra tutti la collaborazione fra i diversi enti per la realizzazione della struttura. Una collaborazione definita ottima da più parti. Poi sono giunte le lodi per il risultato ottenuto, a beneficio dei residenti, ma più in generale dell’intera comunità: «Una progettazione e una gestazione lunga, ma quello che conta è il risultato, che è qui da vedere», ha affermato Bianda, prima di ripercorrere l’iter iniziato molti anni fa. Alcune tappe salienti: nel 2011 il Consiglio comunale ha accordato un credito di tre milioni per la costruzione, come pure un diritto di superficie gratuito per 99 anni sul sedime; nel 2018 il Gran Consiglio ha approvato il finanziamento dell’opera; nel 2019 c’è stata la posa della prima pietra, mentre lo scorso marzo sono stati accolti i primi ospiti.

Posizione centrale: una piazza di paese

Un terzo aspetto che da più parti è stato sottolineato, è quello della posizione centrale di "Casa ai noci". Si trova nel bel mezzo del comune, a due passi da molti servizi e accanto alla Casa Patrizia, che dal 1974 mette a disposizione 39 posti per anziani autosufficienti e che è gestita in parallelo dalla stessa fondazione. Losone, ha ricordato Catarin, ha colto l’occasione per pedonalizzare il tratto di via Cesura tra le due strutture; si è così creata per la prima volta in duecento anni – parole di don Farine – «una piazza per il paese, che non è tanto elemento architettonico, quanto luogo dove la gente può incontrarsi, all’ombra di alberi ad alto fusto, per coltivare relazioni umane». Senza dimenticare che nelle circostanti aree verdi è stato installato un parco giochi innovativo, con attrezzature adatte anche ai portatori di handicap. «Non è facile oggigiorno realizzare uno spazio pubblico di queste dimensioni», ha aggiunto Arnaboldi che, per quanto riguarda il disegno, della nuova struttura ha commentato: «Abbiamo iniziato sette anni fa a pensare come dovesse essere. E siamo giunto alla conclusione che non dovevamo realizzare né un ospedale, né una scuola, ma un edificio che fosse una casa. Perciò abbiamo ricercato un equilibrio tra il contesto domestico e quello pubblico. Senza dimenticare che doveva emanare un energia positiva, compito questo affidato ai materiali, alla scelta dei colori e alla luce naturale». Il risultato, stando a Beretta è «un ambiente armonioso e tranquillo, che mette in primo piano la dignità degli ospiti». E De Rosa: «Già rientra nei concetti espressi con la pianificazione anziani 2030: spazi aperti, inclusione e incontro intergenerazionale».

Attualmente i residenti sono 33 e i collaboratori 63. Verso fine giugno tutte le camere saranno occupate e a pieno regime la struttura occuperà 80-90 impiegati nei diversi settori.

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