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08.04.2022 - 16:10
Aggiornamento: 16:50

Ex caserma Losone, esercito e (per ora) null’altro

L’incertezza del Piano regolatore del comparto, in balìa di un ricorso, impedisce ancora future visioni

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Ti-Press
L’ex piazza d’armi

Le sorti dell’ex caserma militare, acquistata da Losone alcuni anni fa, sono una sorta di mantra per il Consiglio comunale, che puntualmente torna sul tema. Lo ha fatto ancora ieri sera con due interpellanze. La prima, di Roberta Soldati (Udc), che ha suggerito di accogliervi profughi ucraini. La seconda di Mario Tramèr (Ppd), che ha chiesto lumi sulle strategie future, con visione regionale, per l’importante comparto.

A entrambi ha risposto il sindaco Ivan Catarin: «Per l’accoglienza di persone in fuga dalla guerra ci siamo attivati immediatamente, con una riunione straordinaria del Municipio e interpellando i vertici dell’esercito, la Segreteria di Stato per la migrazione e il Cantone. Il risultato di queste consultazioni: l’ex caserma al momento non è una soluzione per i profughi, ma viene usata come supporto per le truppe. Bisogna attendere per capire se più avanti le cose cambieranno. Nel frattempo il nostro Ufficio comunale del controllo abitanti si è attivato per assistere i rifugiati e i privati che hanno messo a disposizione alloggi. Come Municipio abbiamo deciso di creare un gruppo di lavoro per accompagnare i profughi sia dal punto di vista amministrativo, sia da quello umano. Siamo anche a disposizione dei privati losonesi che hanno generosamente aperto le porte delle loro case».

Sulle strategie future, il sindaco ha ricordato che l’ex caserma è uno tema trattato anche all’interno del Convivio dei sindaci del Locarnese (Cisl): «Gli spazi non entrano in linea di conto per una scuola di turismo; a questo proposito posso annunciare che presto verrà presentato un progetto dell’Ente regionale di sviluppo e che l’ubicazione auspicata sarebbe quella del Grand Hotel di Muralto». E per l’ex caserma? «A livello regionale, e cantonale, è ritenuta ideale quale futuro polo delle arti sceniche con l’Accademia Dimitri, il Cisa, la Ticino film Commission e il "Base camp" estivo. Ma la riqualifica degli stabili è ancora in sospeso per il ricorso al Tribunale federale contro la variante di Piano regolatore adottata dal Consiglio comunale alla fine del 2019. Quindi, attualmente ci limitiamo a gestire la struttura con usi provvisori consentiti».

Tra i temi affrontati anche l’arrivo del supermercato Migros allo stabile ex Agie ai Saleggi, con le domande di Tramèr alle quali ha risposto il municipale Daniele Pinoja. In sintesi: il Piano regolatore (che in quella zona prevede artigianato e commercio, ma non stabili residenziali) non è stato toccato per favorire l’insediamento della nuova superficie di vendita. Inoltre, per il rilascio della licenza edilizia è stata verificata la sostenibilità viaria; in tal senso è giunto il preavviso favorevole della Sezione mobilità del Cantone.

Infine, discussione aperta sui rifugi, lanciata da Tramèr e raccolta da Mauro Quattrini (Plr), della PCi. Quest’ultimo ha spiegato che anche a Losone sono diversi i rifugi, privati e pubblici, ma che non esiste un’assegnazione dei posti protetti. Un piano in tal senso dovrebbe essere aggiornato su richiesta del Cantone.

Per quanto riguarda i crediti all’ordine del giorno, sono tutti stati approvati: 85mila franchi per l’allestimento del piano delle zone di pericolo del riale Brima; 752mila per il risanamento canale San Giorgio in zona Vicolo Motto; 740mila per la realizzazione di infrastrutture in via Pestalozzi ad Arcegno. Accolta anche la convenzione per la fase di sviluppo del Progetto di prossimità del Locarnese.

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