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24.03.2022 - 09:00
Aggiornamento: 19:20

Argini della Melezza, la chiave di riparto fa (ancora) discutere

Il progetto di sistemazione delle rive tra Golino e il Meriggio chiama alla cassa tre Comuni. C’è chi storce il naso sulla suddivisione dei costi

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(Ti-Press)

Una chiave di riparto delle spese a qualcuno un tantino indigesta. Stiamo parlando dell’accordo, frutto di anni di trattative, riguardante la ripartizione dei costi tra Comuni di Terre di Pedemonte, Losone, Centovalli (e varie aziende ed enti) per l’oneroso lavoro di sistemazione degli argini del fiume Melezza, tra Golino e la zona del Meriggio. Del tema si è parlato lunedì, nella sala del Consiglio comunale, a Cavigliano. All’ordine del giorno figurava un credito di circa 174mila franchi quale partecipazione agli interventi di premunizione e sistemazione idraulica urgente in zona passerella ciclo pedonale Tegna-Losone. Nulla da ridire, da parte dei commissari della gestione. Opinione ben diversa, per contro, quella di Paolo Monotti (Lega/Udc/Indipendenti), scettico sulla chiave di riparto e sullo scarno contributo richiesto ai vicini di Centovalli. La spiegazione è giunta dal capo dicastero Opere pubbliche e vicesindaco Giotto Gobbi, il quale ha dapprima ricordato le discussioni che hanno preceduto l’intesa finanziaria tra i Comuni citati. Un lavoro puntiglioso, lo ha definito, che ha coinvolto pure Cantone e Confederazione per la questione riguardante il sussidiamento. Concetto sul quale è tornato anche il municipale Omar Balli (capo dicastero Finanze), che ha parlato dei criteri alla base della chiave di riparto, vale a dire la territorialità e i manufatti presenti lungo le rive del corso d’acqua. Nel caso ad esempio della passerella in questione, sorge tutta in territorio di Tegna benché un’estremità si trovi, verrebbe da pensare, su suolo losonese, sulla riva destra della Melezza. Altro criterio da tener presente e condizionante, quello dei beni da proteggere (campi sportivi, zona artigianale dello Zandone, il golf alle Gerre, ecc...). Insomma indietro non si torna, gli accordi parlano chiaro. E così il legislativo ha archiviato la richiesta di credito.

Sì all’acquisto del fondo accanto alla sede scolastica

Accolto, senza batter ciglio, il credito di 512mila franchi per l’acquisto di un fondo a confine con la sede scolastica nella campagna di Verscio. Terreno vincolato a Pr sul quale sorge una casa, il cui destino è legato al futuro trasferimento della scuola dell’infanzia, oggi all’entrata dell’abitato. «Il vincolo pianificatorio – ha osservato il sindaco Fabrizio Garbani Nerini – ci evita procedure laboriose che allungherebbero i tempi. Sul possibile utilizzo futuro è comunque ancora prematuro rispondere. Stiamo valutando di mettere a disposizione l’immobile per l’emergenza umanitaria che stiamo vivendo in Ucraina». Accantonata, almeno per ora, la proposta di insediarvi la mensa scolastica.

Su questa proposta si è innestata l’interpellanza di Paolo Monotti, che ha suggerito di mettere subito a disposizione di famiglie in fuga dalla guerra l’abitazione in questione, dal momento che il Comune non ha da offrire ai rifugiati alloggi o rifugi idonei. Un appello alla solidarietà con i profughi ucraini è arrivato anche da un’interpellanza della Sinistra (LiSa), che per bocca di Giovanni Lepori ha invitato il Comune a fare la sua parte, collaborando con Cantone e Confederazione nella ricerca di soluzioni abitative per le famiglie in fuga dalla guerra. Appello raccolto dal sindaco, il quale ha ricordato come «noi svizzeri, più che altri popoli, dobbiamo assicurare un sostegno».

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