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08.03.2022 - 16:16
Aggiornamento: 17:19

‘Zona edificabile all’ex Caserma di Losone, a spese di chi’

Interrogazione della Lega dei ticinesi dopo la bocciatura da parte del Tram della pianificazione del comparto

a cura di Serse Forni
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Ti-Press
L’area è di proprietà comunale

"Per rendere edificabile il comparto ex Caserma con gli indici previsti dalla variante di Piano regolatore, il Municipio di Losone dovrà trovare all’interno del Comune i sedimi necessari da ‘dezonare’, rispettivamente i sedimi ai quali ridurre le potenzialità edificatorie". La questione viene sollevata, tramite un’interrogazione, dal consigliere comunale Michele Grünenfelder della Lega dei Ticinesi. Lo stesso Grünenfelder ricorda che nel giugno 2021 il Tribunale cantonale amministrativo aveva bocciato la pianificazione del comparto della piazza d’armi, considerando sostanzialmente che i sedimi non sono edificabili e che ogni nuovo azzonamento è inammissibile, in attesa di approvazione del Piano direttore cantonale da parte del Consiglio federale. Il Comune, dal canto suo, aveva interposto ricorso al Tribunale federale.

Va detto – al di fuori dell’interrogazione – che prima del ricorso al Tram, in accordo col Cantone, la variante considerava l’ex Caserma come zona edificabile... Ma la sentenza ha poi sconfessato questa scelta.

L’esponente leghista prosegue, segnalando che "la scheda di Piano direttore R6 prevede esplicitamente che la zona edificabile non può di principio essere ampliata; laddove è ammesso un ampliamento della zona edificabile, questo va immediatamente compensato". Per quanto riguarda i sedimi dell’ex Caserma, l’interrogante parla di 34mila metri quadrati di nuove possibilità edificatorie che andranno compensati riducendo "le potenzialità edificatorie dei terreni edificabili dei losonesi". E ancora: "Verosimilmente il Municipio ha già avviato la ricerca dei fondi ai quali ridurre il potenziale edificatorio, orientandosi logicamente in primo luogo verso i fondi edificabili non ancora costruiti o solo parzialmente. Da rilevare che il Comune che riduce o annulla i parametri edilizi di un fondo non deve automaticamente indennizzare il proprietario: tra i vari parametri che vengono presi in considerazione vi sono le azioni intraprese dal proprietario per sfruttare o meno la sua proprietà conformemente al Piano regolatore (Pr). Quindi, chi possiede un terreno edificabile da molti anni e non lo ha mai sfruttato e neppure ha intenzione di edificarlo nel prossimo futuro, in caso di riduzione o annullamento dei parametri edificatori vedrà le sue possibilità d’indennizzo ridotte a un lumicino. Vi è anche chi non ha ricevuto alcun indennizzo a fronte di una riduzione della superficie utile lorda del proprio terreno del 47 per cento". Per Grünenfelder questi timori stanno spingendo alcuni ad accelerare i propri progetti edilizi a Losone.

Istituire una zona di pianificazione

"Eppure il modo per evitare interventi edilizi che possano pregiudicare e ostacolare la riduzione dei parametri edificatori a Losone, al fine di permettere l’azzonamento dell’ex Caserma, vi sono – si legge ancora nell’interrogazione –. Ad esempio il Comune di Arbedo-Castione, per garantire uno sviluppo pianificatorio coerente della propria zona industriale, ha recentemente istituito una zona di pianificazione che impedisce di principio ampliamenti e nuove costruzioni. In tal modo tutti i proprietari del comparto sono posti sullo stesso piano ed è garantita loro la parità di trattamento da parte del Comune". Quindi: "Ritengo che il Municipio avrebbe dovuto istituire già mesi fa una zona di pianificazione, rispettivamente sospendere il rilascio di nuove licenze edilizie, per avere il tempo di esaminare quali siano i sedimi che entrano in considerazione per una riduzione dei parametri edificatori. In tal modo avrebbe garantito la parità di trattamento tra tutti i proprietari di sedimi situati in zona edificabile e quindi potenzialmente oggetto di riduzione o annullamento dei parametri edificatori".

Per il consigliere comunale il rischio è che "per rendere edificabili i sedimi dell’ex Caserma e realizzare superfici pari a tre volte il volume attuale, a essere espropriati saranno i piccoli proprietari losonesi che hanno tenuto il terreno per dare ai propri figli la possibilità di costruire un domani una casa in proprietà nel comune dove sono cresciuti".

Tra le domande poste: il Municipio ha già individuato i sedimi ai quali ridurre i parametri edificatori? Ha già stimato gli indennizzi che dovrebbe versare ai proprietari dei sedimi espropriati? Come mai non ha ancora istituito una zona di pianificazione?

Le risposte giungeranno dall’esecutivo, ma giova forse menzionare il fatto che Losone avrà tempo due anni dal momento dell’approvazione del Piano direttore cantonale da parte di Berna per eseguire il cosiddetto calcolo di contenimento (con le necessità edificatorie proiettate sui prossimi 15 anni); in seguito dovrà realizzare un "piano d’azione". Solo a quel momento le bocce saranno ferme e si saprà se sarà necessario, in che misura e con quali modalità, compensare le aree edificabili dell’ex Caserma.

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