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laR
 
14.02.2022 - 05:30
Aggiornamento: 15.02.2022 - 14:36

Il campetto di Solduno: spazio di gioco libero da preservare

L’ampliamento delle Elementari potrebbe rubare prato. Nella scelta del progetto alcune mamme chiedono al Municipio di scegliere quello meno invasivo

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‘Auspichiamo che il progetto scelto rubi meno suolo possibile al gioco libero e spontaneo’

Uno spazio di gioco libero e spontaneo, dove incontrarsi, socializzare e fare le prime esperienze di autonomia. Ecco cosa è il campetto (e come lui mille altri) adiacente alle scuole elementari di Solduno. Il prato in questione è parte importante del progetto di ristrutturazione e ampliamento della sede scolastica, infatti si prevede di dedicare parte della sua superficie, di proprietà della Città, alla nuova ala. Il bando di concorso architettonico internazionale scade a fine febbraio e, sebbene l’ampliamento sia «benvenuto e necessario», un gruppo di mamme si è mobilitato lanciando una raccolta firme destinata al Municipio di Locarno che, nel ruolo di giuria, sarà chiamato a decidere quale sarà il progetto vincitore.

Spazi verdi di gioco in città sempre più rari

La raccolta firme – che ha subito visto l’adesione di molti genitori – è partita proprio una settimana fa e sostanzialmente chiede alla giuria di scegliere «il progetto che utilizza in modo parsimonioso il suolo, salvaguardando il più possibile il “campetto” e le sue peculiarità, per il bene di tutti i bambini di oggi e di domani», spiega senza troppi giri di parole Mara Dal Mas, fra le promotrici dell’azione. «Sfortunatamente abbiamo scoperto un po’ tardi il bando di concorso per un ampliamento che è benvenuto», ammette. «Se l’avessimo saputo prima, magari avremmo potuto chiedere alla Città d’inserire a concorso il criterio per cui il progetto non rubi troppo terreno. Speriamo comunque che la nostra richiesta non sia ora troppo utopica».

Le ragioni di questa mobilitazione sono chiare. «Da tanti anni, il campetto è uno spazio di ritrovo per bambini e ragazzi. È vero, ci troviamo in un contesto contornato dalla natura, che però sempre più soffre della cementificazione e gli spazi verdi in città sono sempre più rari. Il campetto è interessante perché è situato in un posto strategico e permette ai bimbi più grandi (quelli che non frequentano più i parchi gioco) di vivere le prime esperienze in autonomia», introduce Mara. Soprattutto, in quel fazzoletto di erba non recintato ci si ritrova e si sperimenta «il gioco libero e spontaneo, che nei contesti urbani viene sempre più a mancare».

Gioco libero significa espressione incondizionata che non necessita di strutture esterne (come altalene, scivoli eccetera) o di una sovrastruttura associativa. «La libertà oggi come oggi è sempre più rara nell’organizzazione del tempo dei ragazzi». Per questo «il campetto è preziosissimo», perché è importante che i più piccoli abbiano la possibilità di accedere a luoghi aperti per potersi esprimere, «favorendo così la crescita personale». Dalla prospettiva genitoriale inoltre il prato è situato in una zona ottimale poiché «lontano dalle strade trafficate e facilmente raggiungibile, rappresenta quindi un luogo sicuro in cui far giocare i propri figli», sottolinea Dal Mas.

Una scelta coraggiosa

Le promotrici della petizione, come si legge nel testo e come ribadito dalla nostra interlocutrice, fanno leva sul label ‘Comune amico dei bambini’, ottenuto circa un anno fa (era il 1° febbraio 2021) dalla Città di Locarno, la prima a livello cantonale. Il riconoscimento promosso dall’Unicef Svizzera e Liechtenstein implica, a loro modo di vedere, che «la Città sia partecipativa, che ascolti quindi i pareri di tutta la popolazione, adulti e bambini».

Uno spazio con un’identità riconosciuta

In una settimana, la petizione ha raccolto circa quattrocento adesioni: «Sta andando molto bene; siamo contente e soddisfatte – afferma –. La maggior parte di coloro che l’hanno firmata sono abitanti della zona; tanti genitori, ma anche adulti che in passato hanno vissuto il campetto», aggiunge Mara. A fine febbraio, ricorda, il concorso architettonico verrà chiuso, la giuria si riunirà in marzo per decidere il vincitore. Anche la raccolta firme si concluderà a fine mese e le promotrici hanno deciso di organizzare la consegna delle firme stampate all’autorità municipale venerdì 25 febbraio, alle 16.30, proprio al campetto: «I bambini saranno travestiti, ci saranno giochi e musica, e il Municipio ha assicurato la sua presenza».

Ristrutturazione e ampliamenti necessari

La ristrutturazione e l’ampliamento della sede scolastica, come sottolineato anche nella petizione, sono necessari e nel marzo del 2020 il Municipio aveva licenziato un messaggio con la richiesta di credito di 454’500 franchi per l’allestimento di rilievo, studio di fattibilità, analisi e concorso internazionale di progettazione (in due fasi). I lavori – stimati in sei/sette anni – permetteranno all’edificio scolastico di stare al passo coi tempi, rispondere alle necessità del mondo dell’apprendimento e alle evoluzioni demografiche.

La scuola è stata progettata agli inizi degli anni Sessanta dall’architetto Agostino Cavadini e da allora, si leggeva nel rapporto commissionale, non sono mai stati apportati risanamenti. L’attuale edificio versa in condizioni definite precarie e non risponde più alle esigenze spaziali, né tanto meno alla concezione dell’insegnamento moderno.

Quindi, oltre alla sistemazione dell’edificio originario, si amplierà con la costruzione della nuova ala e della nuova palestra. Ma non è tutto, la rinnovata sede avrà inoltre una mensa per una cinquantina di allievi, una biblioteca e una ludoteca.

Ogni città ha il suo campetto e più o meno tutti ci si passa. Quando questi pezzi d’infanzia e adolescenza spariscono sotto un parcheggio, un edificio o chiusi da una recinzione, è un po’ come se frammenti della nostra storia sparissero con loro.

 

Leggi anche:

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Locarno, Comune amico dei bambini per Unicef

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