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25.01.2022 - 17:22
Aggiornamento : 17:40

‘No ai nostri bimbi salvagente del mondo economico!’

Mascherine alle Elementari: sono già più di 600 le firme, partite da Locarno, della ‘contestazione collettiva’ che andrà al Consiglio di Stato

È già oltre la quota delle 600 firme e conta di raggiungere e superare le 1’000 entro venerdì, giorno in cui verrà spedita al Consiglio di Stato ticinese. Parliamo della “contestazione collettiva”, nata dalle mamme di Locarno, ma rapidamente estesasi a tutta la regione e al resto del Cantone, rispetto all’obbligo di mascherina anche per gli scolari di prima, seconda e terza elementare. L’obiettivo è spingere il governo a fare marcia indietro, includendo nell’eventuale liberazione dalla mascherina anche i bimbi di quarta e quinta.

Nell’accorata lettera di accompagnamento che, unitamente alle sottoscrizioni, finirà a Palazzo delle Orsoline, le mamme ricordano di aver passato gli ultimi 2 anni “tentando faticosamente di mantenere una certa normalità almeno per i nostri figli più piccoli”, trovando la scuola come “nostra alleata” in quanto ancora “luogo di aggregazione privo, almeno per loro (i bimbi più piccoli, ndr.) di forti e definitivi simboli riguardanti la pandemia”. Una situazione che con l’obbligo entrato in vigore il 10 gennaio “è venuta a cadere”, togliendo ai bambini, come fascia debole della popolazione, la “protezione psicologica” che meritano.

La sensazione, asserita dalle mamme, è che “i bambini si vedano assurgere a salvagente del mondo economico in quanto saranno obbligati a portare la mascherina tutto il giorno con il solo fine di evitare isolamenti di classe che metterebbero in difficoltà le attività professionali in cui operano i genitori, fermo restando che la nuova variante non appare per nulla problematica per la salute dei nostri piccoli”.

Insomma, ciò “viola gravemente il loro diritto alla tutela che la società tutta deve loro, riducendoli a mero strumento per scopi altri”, trascinando i bimbi “in un ruolo che non spetta loro”, “compromettendo la socializzazione e alienando i rapporti fra le persone”, laddove “l’aspetto della socializzazione è centrale”.

I firmatari della “contestazione collettiva” aggiungono che “durante la pandemia si sono dette e contraddette talmente tante parole da parte delle autorità, della medicina e della scienza, che pensiamo sia più che lecito da parte nostra avere dei dubbi in merito, soprattutto quando si parla della salute e del benessere dei nostri figli, per i quali siamo noi genitori gli unici responsabili”. Infine, riprendendo le parole di Bertoli, secondo cui i bambini sanno essere ricettivi e avrebbero accettato di buon grado la novità della mascherina, “siamo tutti coscienti che il limite fra manipolazione e vera condivisione è, a volte, estremamente sottile e fragile”.

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