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25.01.2022 - 09:30
Aggiornamento : 10:00

Soccorso alpino, più interventi lungo i corsi d’acqua

Bilancio d’attività 2021 della Colonna di soccorso regione di Locarno. Casistica sui livelli degli scorsi anni, si avvicina la realizzazione della sede

Nell’anno appena passato, sempre ancora pesantemente condizionato dalle restrizioni pandemiche, la Colonna di soccorso della Stazione di Locarno ha compiuto 44 interventi, che hanno mobilitato 144 soccorritori volontari per grossomodo 500 ore di lavoro. Cifra che rispecchia l’attività svolta nel 2020. Tuttavia ciò che balza all’occhio da queste prime, indicative, cifre di bilancio, come conferma il responsabile Andres Maggini, è un significativo balzo in avanti dell’attività di soccorso lungo i corsi d’acqua. Ben 12 le chiamate d’allarme che hanno infatti richiesto l’intervento dei membri della Colonna. Un dato che stride con la notevole campagna di prevenzione portata avanti dalla Commissione fiumi ticinesi sicuri in questi ultimi tempi. Nella casistica complessiva fornitaci, è opportuno precisarlo, non sono considerati gli interventi di recupero animali o di assistenza a eventi sportivi, come le corse in salita (Skyrace).

L’escursionismo genera il maggior numero di chiamate

Nell’analisi delle attività che hanno generato le chiamate di soccorso alpino durante il 2021, il primo posto è comunque ancora saldamente occupato dall’escursionismo, che distanzia di parecchio l’alpinismo, il canyoning (3 interventi), la ricerca di dispersi e altre voci numericamente meno importanti. Nel 2021 non si sono registrati incidenti speleologici e in una sola occasione è stato necessario intervenire per la ricerca di un cercatore di funghi. Nella più parte dei casi si è trattato d’infortunati di nazionalità svizzera (confederati) o tedeschi.

Una pianificazione delle uscite non sempre realistica

Simile contesto lo si riscontra anche nelle cause, dove cadute, malori o infortuni su tutti i terreni occupano la testa della classifica. Se a livello di equipaggiamento e materiale, è stato possibile accertare che gli escursionisti soccorsi erano quasi sempre ben attrezzati, altrettanto non si può dire della pianificazione delle uscite. Come spiega il Capo Soccorso Maggini, «perdita di orientamento, sfinimento, e calcoli dei tempi di percorrenza inesatti hanno fatto scattare diverse volte l’allarme. Nella maggior parte dei casi abbiamo fornito agli interessati consulenza telefonica, in alcuni casi abbiamo inviato sul posto i nostri soccorritori che poi hanno accompagnato le persone trovatesi in difficoltà anche su sentieri ben marcati e dotati di opportuna cartellonistica».
L’impiego del mezzo aereo (elicottero della Rega) è stato ancora una volta fondamentale: gli specialisti della Colonna di soccorso sono stati sollecitati una ventina di volte tra preallarmi e conferme di missioni con l’equipaggio dell’eliambulanza. Tra i mesi più “caldi”, la statistica indica un picco in agosto. Questo dato è legato molto probabilmente al numero consistente di persone che ha frequentato le nostre montagne, soprattutto durante il periodo estivo.

La formazione degli uomini in periodo di pandemia e la nuova sede

Da un confronto dei dati degli interventi di soccorso degli anni precedenti, nel 2021 sembra che la pandemia di Covid-19 non abbia dunque portato fortunatamente a un’ulteriore impennata delle missioni di soccorso.

«La quasi totalità dell’utenza ha approcciato la montagna ben attrezzata e con la necessaria prudenza, prevenendo così possibili incidenti. Malgrado la crisi pandemica, non ci siamo fermati nella preparazione e la formazione degli uomini (una settantina, oltre la metà dei quali operativi con specifico addestramento tecnico). Le ore di formazione sono state 980. Consapevoli che saremmo stati chiamati a un impegno corposo, rispettando i protocolli d’intervento in chiave di contenimento del rischio d’infezione, per garantire la sicurezza delle persone e limitare i contagi fra i nostri operatori abbiamo dovuto rivedere la pianificazione degli esercizi in base alle indicazioni forniteci dal Soccorso alpino svizzero» – conclude l’intervistato.

Intanto per il sodalizio locarnese si apre il discorso della nuova sede operativa, per la quale sarà necessario un investimento finanziario di non poco conto, che creerà un edificio adatto alle sue esigenze. Per questo motivo la Colonna di soccorso si appella e confida nell’aiuto di sostenitori. Grazie al contributo della popolazione e al volontariato dei suoi membri, sarà possibile conseguire questo importante obiettivo. Maggiori informazioni saranno presto disponibili sul sito www.caslocarno.ch.

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