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21.12.2021 - 09:28
Aggiornamento : 15:35

Mogno, mancano neve e giovani monitori

In Lavizzara impossibile al momento aprire gli impianti. Si guarda con speranza al Natale. Intanto per il futuro dei corsi si cercano maestri di sci

«Niente neve, per ora aspettiamo. Siamo in stand by e scrutiamo la meteo nella speranza di segnali incoraggianti». Non sprizza ottimismo ma nemmeno si scoraggia dinnanzi alla prospettiva di un inverno senza sci ai piedi Maurizio (Meury) Dazio, presidente dello Sci club Lavizzara nonché responsabile, da una vita, della piccola stazione invernale di Mogno, in alta Vallemaggia. «Come per buona parte delle stazioni sciistiche ticinesi, al momento anche quassù la coltre bianca non basta a garantire la pratica di questo sport. Tuttavia noi siamo pronti, gli impianti, revisionati, non appena le condizioni lo permetteranno verranno messi in funzione». Guardando alle previsioni meteo, non sembra che ciò possa avvenire nell’immediato. Forse qualche fiocco di neve arriverà per Natale. «Questo è un inverno un po’ particolare, per il momento. Non solo per il meteo, bensì anche per le polemiche sorte attorno a Bosco Gurin e le decisioni sul fronte covid che sono in continuo aggiornamento» – spiega l’intervistato.

Poter assicurare lo sci durante le vacanze scolastiche natalizie

La speranza del gruppo di volontari che assicura la gestione della località è comunque di poter mettere a disposizione dei bambini almeno una parte dei tracciati, così da permettere loro di divertirsi sulla neve. «I corsi di Natale sono completi; c’è da rimarcare che purtroppo fatichiamo a trovare giovani monitori di sci disposti a darci una mano. Possiamo contare sulla preziosa collaborazione dello Sci club Bassa Vallemaggia, però è evidente che le forze scarseggiano. Ci sono diversi giovani aiutanti che ruotano attorno alla nostra realtà, ma purtroppo non sono maestri di sci e snow G+S. Rispetto ai nostri tempi, le cose sono cambiate. Una volta quando un ragazzino entrava a far parte di un sodalizio, ci restava poi spesso per molti anni, passando da principiante a monitore. Oggi non è più così. Lancio dunque un appello a qualche eventuale interessato a farsi avanti. A mio avviso in futuro la pista da percorrere è quella d’incrementare la collaborazione tra sodalizi sportivi».
Lo scarso innevamento frena lo sci alpino e non consente nemmeno la pratica dello sci nordico. «Saremo in grado di offrirlo agli appassionati, seppure in forma ridotta rispetto al passato. Con la possibilità, per chi desidera cimentarsi per la prima volta, di noleggio del materiale direttamente sul posto». Quanto alla ristorazione, molto dipenderà dalle decisioni del Consiglio Federale: «Saremo in ogni pronti con un servizio take away per i nostri ospiti. Anche in questo caso, nel pieno rispetto delle direttive anti covid. Ci adatteremo ovviamente a quelle che sono le disposizioni sanitarie del momento».

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