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30.11.2021 - 05:300
Aggiornamento : 16:38

Lo Stadio del Lido ritroverà la sua copertura. Solida e...

A tre mesi dal danno causato dal forte vento l’architetto Marco Crippa, capo Sezione logistica e manutenzione del Comune, illustra lavoro svolto e tempi

Pomeriggio del 16 agosto, una tromba d’aria, con vento a raffiche sferzanti, formatasi all’improvviso sopra il lago si abbatte investendo la riva tra il Delta della Maggia, il Parco della Pace e il Bosco Isolino, devastando tutto ciò che incontra sul suo cammino: piante d’alto fusto, insegne, tensostrutture. Volano fronde e rami un po’ ovunque, in quei pochi minuti. Scene da film americano sui tornadi. Il danno alla parte boschiva cittadina è ingente, molte strade sono chiuse e alcune aree sono dichiarate inaccessibili per motivi precauzionali, fra cui il bosco Isolino per più settimane. Un quadro di danneggiamenti a proprietà e ferite alla natura che riserva una sorpresa anche allo Stadio del Lido, dove la massa d’aria si porta via la copertura della tribuna. Ed è solo grazie a una provvidenziale intuizione che un allenatore richiama i suoi giovani calciatori al riparo negli spogliatoi: i detriti sollevati da questa sorta di turbine volano ovunque e finiscono disseminati sui campi d’allenamento B e C circostanti.

Quando la Divisione logistica e territorio (ex Ufficio tecnico) di Locarno viene allarmata e informata dell’accaduto, in collaborazione con i forestali, invia subito i propri giardinieri sul posto e provvede a mettere in sicurezza i perimetri toccati dalla sfuriata di Eolo; strade e parchi chiusi al pubblico, Stadio compreso. L’architetto Marco Crippa, a capo della Sezione logistica e manutenzione del Comune (servizio che si occupa della gestione del patrimonio immobiliare cittadino) ricorda bene quei momenti concitati di 3 mesi fa che, alle nostre latitudini, costituiscono fortunatamente un fenomeno assai raro. «Il primo grosso grattacapo col quale ci siamo trovati confrontati – commenta – è stata la presenza delle lastre di eternit pericolanti sopra la tribuna. Quelle volate dal tetto sono andate in frantumi, disseminando la superficie dei campi B e C di grandi e piccoli pezzi di lastre ondulate in fibrocemento. Sono quelle comunemente chiamate eternit, delle quali sono solo pericolose (in polvere e se respirate) le fibre in esse contenute. Per tutelare la salute degli utenti e della cittadinanza ci è dunque parso per prima cosa indispensabile interpellare sia un esperto in sostanze pericolose nei materiali costruttivi, sia una ditta omologata e rodata in materia. L’analisi ci ha in seguito permesso di procedere con i lavori di pulizia e bonifica dei campi, come pure delle lastre ancora presenti sul tetto».

Un lavoro meticoloso per eliminare la totalità dei detriti

L’intervento, molto meticoloso, ha portato al recupero e all’eliminazione della totalità delle lastre o dei pezzetti. Oltre al tetto della tribuna (in parte danneggiato anche l’impianto a collettori per l’acqua calda) hanno riportato danni la buvette (vetrate in frantumi), i pali e le reti divisorie dei campi B e C come anche la rete metallica e le coperture delle panchine. «Il lavoro non è mancato – prosegue Crippa – L’obiettivo era quello di rimettere in funzione al più presto e in sicurezza l’impianto sportivo per consentire alle società di completare il programma della stagione prima della pausa invernale. L’area dello stadio è rimasta chiusa al pubblico per una decina di giorni per effettuare al meglio i lavori di bonifica. È stata posata una copertura provvisoria in plastica sopra la tribuna, che ha consentito lo svolgimento poi delle ultime gare al Lido».
Chiusa questa prima fase di accertamenti e verifiche allo Stadio e cessata l’attività agonistica dei club è poi iniziata – ed è cronaca recente – la fase dedicata alla gestione della ricostruzione della copertura, nonché della stima dei danni collaterali.

La copertura della parte centrale inadeguata e non più a norma

«Verificato che la struttura della carpenteria metallica non ha subito danni, ci siamo presto resi conto che la copertura della parte centrale della tribuna ha una capacità portante insufficiente e la sicurezza strutturale non rispetta le norme oggi vigenti. In aggiunta, è stata riscontrata la presenza di vernici contenenti piombo. Per fortuna, per ciò che concerne la parte rinnovata nel 1986 (ovvero le due estremità), quando il Fc Locarno è stato promosso in serie A, sia la struttura metallica, sia le vernici rispettano le normative vigenti. Queste due estremità saranno quelle che verranno ricoperte per prime entro marzo 2022. Chiaro che non è solo una questione di copertura, si dovrà anche ripristinare la protezione anticorrosiva prima di procedere col montaggio di una nuova copertura. Questo il quadro, insomma».

Resta ora da capire come orientare la rotta: «Ci siamo chiesti se non fosse il caso di posare sul nuovo tetto della tribuna in pannelli di lamiera (o isolanti, o semplici) la predisposizione per un moderno impianto fotovoltaico. I modelli oggi sul mercato permettono addirittura di trasformare, in caso di forti nevicate, la corrente elettrica in calore, ciò che facilita lo scioglimento della coltre bianca e alleggerisce il peso sulla copertura. Abbiamo perciò trasmesso al Municipio un rapporto dettagliato degli interventi, consigliando alcune decisioni che a nostro modo di vedere sono
opportune. Il tutto redatto da un ingegnere delle costruzioni. Purtroppo mi rendo conto che questo iter richieda tempo, ma non possiamo in alcun caso procedere in deroga, visti gli importanti importi per la parte centrale».

Una corsa contro il tempo

Scadenze? «Il Municipio prende le sue decisioni e incarica la Divisione logistica e territorio di allestire il messaggio municipale urgente all’indirizzo del Consiglio comunale. Dovrebbe essere trasmesso al Legislativo per fine gennaio. Nel frattempo si procederà all’allestimento dei capitolati specifici e dei piani esecutivi. Se tutto andrà come previsto, il messaggio col credito dovrebbe essere approvato entro la primavera 2022, così da poter avviare il cantiere tra settembre e ottobre e concluderlo a dicembre dello stesso anno. A complicare le cose, non dimentichiamolo, c è pure la pandemia, che rende difficile alle imprese il recupero delle materie prime necessarie per i lavori».

Quanto all’aspetto costi: «È un’operazione importante, parliamo di alcune centinaia di migliaia di franchi. Solo una parte della spesa verrà coperta dall’assicurazione. Quest’ultima non copre infatti la sostituzione della parte centrale della tribuna, che ha una capacità portante insufficiente». La tribuna risorgerà esattamente com’era, pronta a far da palcoscenico a prestigiose manifestazioni sportive entro dicembre 2022.

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