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22.11.2021 - 20:07
Aggiornamento: 23.11.2021 - 07:10

Vallemaggia: rispuntano i cartelli abusivi

Rimessi i manifesti contro la Legge Covid, ma anche stavolta sono durati ben poco

di Shila Dutly Glavas
vallemaggia-rispuntano-i-cartelli-abusivi
LaRegione

Ci risiamo, potrebbe dire qualcuno. Dopo la decisione – presa settimana scorsa – da vari comuni del fondovalle valmaggese di rimuovere (solo per quanto concerne la strada cantonale) i manifesti e striscioni abusivi degli oppositori alla legge Covid, rieccoli apparire in alcuni dei luoghi dove erano stati tolti.

È successo venerdì scorso, due giorni dopo la pubblicazione dell’articolo “Vallemaggia: cartelloni ‘no vax’… ‘no autorizzat’”, pubblicato nell’edizione di mercoledì 16 novembre su LaRegione.

E così eccoli ancora lì, i pollicioni rossi con le scritte nere ritornare, per esempio lungo il cavalcavia della pista ciclabile che collega Cevio a Bignasco. Ma stavolta erano in regola?

«Ci siamo resi conto che erano state riposizionate le insegne pre-voto la mattina stessa, tramite la segnalazione della squadra esterna comunale. Abbiamo provveduto a rimuoverli di nuovo, poiché anche in questa circostanza non avevamo ricevuto nessuna richiesta né tanto meno rilasciato un’autorizzazione», chiarisce il segretario comunale di Cevio, Fausto Rotanzi.

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico, direbbe qualcun altro. Chiediamo, sempre al segretario comunale del paese capoluogo valmaggese, se il Municipio è intenzionato a multare gli autori del gesto, grazie anche al supporto della Legge sugli impianti pubblicitari, contenuta - come ricordiamo- nella raccolta delle leggi del Canton Ticino (CAN), in caso di impianti pubblicitari non conformi.

«Il Comune non ha pensato a una sanzione riguardo alla riposa dei cartelloni. Anche perché non sappiamo esattamente chi sia stato a metterli. Nessuno ha visto niente e quindi nessuno sa dirci se a mettere gli striscioni sia stato un privato, di sua spontanea iniziativa, oppure il comitato politico, quest’ultimo che stampa e distribuisce il materiale, ma che non sempre si occupa del “volantinaggio”. Certo, se “l’andazzo” è questo, potremmo pensarci in futuro».

Alcuni potrebbero pensare che l’atteggiamento portato avanti dai Comuni valmaggesi possa essere pregiudizievole e legato al messaggio lanciato dai manifesti, contrari alla legge Covid. Anche in questo caso, è sempre Rotanzi a rispondere chiaramente: «Lo ribadisco. Non abbiamo, né noi, né tanto meno gli altri Comuni, deciso di togliere i cartelloni per il contenuto espresso sopra, dato che la libertà d’espressione esiste ancora ed è garantita. Li abbiamo rimossi, oltre al fatto sopracitato che non avevano chiesto, anche e soprattutto per una questione di sicurezza sulle strade».

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