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Angelo Cassano
19.11.2021 - 15:180
Aggiornamento : 15:49

Quel ‘bisogno di leggerezza’ nelle pagine di Angelo Cassano

È uscito il nuovo libro del pastore locarnese. Sabato 20 novembre al Centro evangelico di Muralto una tavola rotonda di presentazione

a cura de laRegione

Una tavola rotonda pubblica per presentare “Il bisogno di leggerezza” (Claudiana, 2021), il nuovo libro del pastore Angelo Cassano. L’appuntamento è per domani, sabato 20 novembre, dalle 16 al Centro evangelico di Muralto (via Sciaroni 8). Di livello il “parterre”: con l’autore dialogheranno lo storico e direttore dei Servizi culturali di Locarno Rodolfo Huber, la professoressa Elena Bein Ricco di Milano e l’illustratrice del libro Catia Berbeglia, docente di arti visive al Collegio Papio. Tra un intervento e l’altro sono previsti brani musicali del giovane Gianluca Schwarz con la chitarra classica. Seguirà aperitivo. I bambini saranno assistiti da un team coordinato da Daniela Cassano. Tutto il ricavato della vendita del libro andrà in beneficenza a famiglie afghane giunte in Europa tramite i corridori umanitari attivati dalla Chiesa Valdese. Entrata libera con Green Pass.

Parlando della sua pubblicazione, Angelo Cassano considera che «noi non siamo troppo vuoti, ma troppo pieni. L’armadio della nostra anima e dei nostri pensieri è pieno di inutilità e di pesi che ci opprimono. Bisogna rimuovere questi pesi se vogliamo assaporare la vera leggerezza, quella leggerezza che non è superficialità, ma è una forza d’animo che ci fa volgere lo sguardo alla luce che fa tremare le ombre più fitte». Bisogna chiedersi di cosa si ha veramente bisogno, dove si sta davvero andando, come combattere la negatività. «Provare a dare una risposta a queste questioni è un bisogno reale. Il mio libro non propone risposte oceaniche e che ci dicono tutto, ma è un percorso di riflessione che può aiutarci a liberare dai tanti pesi inutili che ci portiamo dentro. Sono risposte che, per quanto frammentarie, provano ad aprire una feritoia che ci illumini e che possano darci la forza di curare le ferite più profonde».

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