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Società alpinistica valmaggese
La nube di fumo denso
26.10.2021 - 17:100
Aggiornamento : 27.10.2021 - 10:55

Incendio capanna Soveltra: condanna per incendio colposo

Le fiamme divampate dal sottotetto distrussero l’edificio, che dopo ristrutturazione non aveva ricevuto l’abitabilità. La difesa ricorrerà in Appello

a cura de laRegione

Sono passati poco più di quattro anni dall’incendio che ha distrutto la capanna Soveltra di Prato-Sornico, nel Comune di Lavizzara. Un rogo su cui si è aperta un’indagine sfociata in processo (in pretura penale di Bellinzona, giudice Elisa Bianchi Roth) conclusosi negli scorsi giorni con la condanna, a pena pecuniaria sospesa per il reato di incendio colposo, di una persona conosciuta in valle. A riportarlo è il Corriere del Ticino.

Il fatto

Nel pomeriggio del 2 ottobre 2017, le fiamme divampate dal sottotetto hanno divorato la capanna Soveltra. Nonostante l’intervento in elicottero dei pompieri di Cevio e Lavizzara, la struttura – a 1’530 metri di altitudine e gestita dalla Società alpinistica valmaggese (Sav) – è andata distrutta riportando danni irreparabili, per altro a pochi anni da una ristrutturazione. Fortunatamente durante l’incendio nessuno è rimasto ferito. Dall’indagine si scoprirà che la capanna non aveva ricevuto l’abitabilità.

La Soveltra, dopo gli interventi di ristrutturazione, disponeva di 40 posti letto, una cucina a gas e legna, servizi igienici, una sala adatta per seminari e 22 posti letto, suddivisi in quattro camere. Aperta da maggio a ottobre, accoglieva molti escursionisti, ma anche iniziative particolari, come i campi estivi per i giovani proposti e organizzati dalla Sav.

Si va in Appello

Contro la sentenza, oggi è stato annunciato dal patrocinatore dell’uomo – l’avvocato Marco Broggini – il ricorso in Appello, riporta ancora il CdT. Sarà quindi la Corte di appello e revisione penale di Locarno a ospitare il prossimo dibattimento.

 

 

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