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Il mappale 350 a Magadino
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19.10.2021 - 17:03
Aggiornamento: 17:32

Gambarogno, per quel terreno vecchi accordi troppo vaghi

Di proprietà del Comune, ospita stabili patriziali e in futuro forse sarà usato per l’ampliamento della discarica di inerti. Pronta una Convenzione

Enti diversi per un terreno e vecchi accordi troppo vaghi. Tanto che il Municipio di Gambarogno ha deciso finalmente di allestire una Convenzione, che sarà sottoposta al Consiglio comunale, convocato il prossimo 25 ottobre. Stiamo parlando del mappale 350, a Magadino, dietro la zona Luserte.

Alcuni decenni or sono, quando il sedime apparteneva al Consorzio piazza di tiro (lo stand è lì a lato), il Patriziato di Contone vi ha fatto costruire degli stabili, ancora oggi presenti, per ospitare la sua Azienda forestale. Azienda diventata privata in tempi recenti, seppur con una piccola partecipazione azionaria dello stesso Patriziato. L’accordo stipulato nel 1986 prevedeva un affitto trentennale del terreno per i capannoni, con, quale contropartita, la pulizia annuale della linea di tiro del poligono. Un accordo mai formalizzato, per resistenze da parte del Patriziato, che mirava a un diritto di superficie, ritenuto inconciliabile con la destinazione pianificatoria: beni amministrativi inalienabili.

Nel 2002, i proprietari hanno fatto allestire una perizia, che stabiliva un affitto annuo per il Patriziato di 10mila franchi, di cui 6mila da compensare con la pulizia del terreno dello stand di tiro. La proposta era stata accettata dal Patriziato nel 2004.

Il mappale passa al Comune

Nel 2013 il Consorzio dello stand di tiro si scioglie: il terreno e il contratto passano al Comune di Gambarogno. Il Patriziato torna alla carica e chiede di riconoscergli la proprietà degli stabili e di concedere un diritto di superficie. La prima richiesta viene accettata; la seconda invece no. Il sedime resta inalienabile. A questo punto si apre un contenzioso, come specifica il Municipio nel suo messaggio al Consiglio comunale. Nel 2017 viene avviata dal Patriziato una procedura di conciliazione di fronte al Pretore di Locarno Campagna, per ottenere la proprietà degli immobili in diritto di superficie, per sé stante e permanente (per sempre). La procedura si è conclusa con la Convenzione che sarà discussa dal legislativo gambarognese settimana prossima.

La perizia ordinata dal Pretore definisce il valore delle costruzioni del Patriziato, che si attesta a 595mila franchi più l’alambicco. La controperizia fatta eseguire dal Municipio arriva alle stesse conclusioni, aggiungendo tuttavia un valore per il terreno occupato dagli stabili di 14mila franchi annui.

La Convenzione, che avrà scadenza a fine 2029, è già stata approvata dall’assemblea patriziale lo scorso 22 giugno. Ora tocca al Consiglio comunale. La stessa prevede un canone locativo di 14mila franchi annui a carico del Patriziato e un valore di riscatto degli immobili di 732mila franchi da parte del Comune quando la convenzione cesserà o se verrà disdetta in anticipo.

La discarica d’inerti

In mezzo a tutto ciò, per aggiungere nuovi elementi alla questione, il Cantone nel suo Piano direttore prevede, per i prossimi anni, l’ampliamento della discarica d’inerti di Quartino proprio sul mappale 350. Una discarica che andrebbe a coprire il sedime con le costruzioni patriziali. Il Comune e il Patriziato, nell’ambito della procedura pianificatoria, hanno chiesto al Cantone di concedere, nel caso di un ampliamento della discarica, un’area alternativa di dimensioni simili. Di più: il Municipio ritiene che “il riscatto, ai valori indicati nella Convenzione, sarà eseguito dal Cantone prima della scadenza dell’accordo, nell’ambito dell’ampliamento della discarica”.

A questo punto, gli scenari ipotizzabili sono quattro. Il primo: entro fine 2029 il Cantone procede con il progetto per la discarica e il Comune gli cede l’obbligo di riscatto con il versamento d’indennizzo al Patriziato di Contone; allo stesso tempo viene concessa un’area alternativa. Il secondo: se il Cantone non riscatta gli stabili entro fine 2029, lo farà il Comune, pagando 732mila franchi al Patriziato. Il terzo: il Cantone procede con l’ampliamento della discarica dopo il 2029; a quel punto il Comune gli chiederà il rimborso dei soldi spesi per il riscatto degli edifici. Il quarto: il Patriziato disdice la Convenzione prima del termine di scadenza; il Comune paga l’importo pattuito, ritira gli stabili e li affitta a sua volta.

Insomma, la questione ereditata dal Comune unico di Gambarogno e trascinatasi per anni, trova oggi una regolamentazione che – seppur complessa per le diverse opzioni che si definiranno negli anni a venire – sembra mettere tutti d’accordo.

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