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A essere interessata dal dissodamento è la lingua di bosco lungo la sponda destra del fiume Verzasca
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19.10.2021 - 05:300
Aggiornamento : 10:10

Tenero-Contra, ‘quel bosco non si tocca’

Il Municipio si oppone al progetto di dissodamento di un terreno sulla sponda destra della Verzasca, che dovrebbe diventare pascolo alberato

Gli alberi non si toccano, almeno per il momento. Il Municipio di Tenero-Contra ha deciso d’inoltrare un’opposizione contro la domanda di dissodamento di quasi 4’800 metri quadrati di bosco. Un’area verde che si trova sulla sponda destra del fiume Verzasca, a Tenero, all’altezza di via Brughiera.

La domanda di dissodamento, coordinata dall’Ufficio forestale cantonale, era stata pubblicata a fine agosto. Considerato che ci troviamo in un’area urbana, possono sembrare tanti 4’790 metri quadrati di bosco, ma a incuriosire è soprattutto la decisione dell’esecutivo di Tenero-Contra di contrastare la domanda della Sezione forestale, con una risoluzione d’inizio ottobre. Sollecitata in merito alla natura dell’operazione, l’autorità comunale ha spiegato che lo «scopo del dissodamento è rendere una porzione di terreno coltivabile e quindi utilizzabile, in questo caso, a scopo agricolo».

I motivi dell’esecutivo

L’opposizione è stata invece inoltrata perché non c’è stato «coinvolgimento del Municipio nella richiesta di dissodamento da parte della Sezione forestale», ha spiegato a laRegione l’autorità di Tenero-Contra, che ha inoltre chiesto che vengano verificati «alcuni dettagli in relazione al piano regolatore vigente». Un coinvolgimento anteriore, avrebbe permesso di «non dover entrare nel merito di alcune criticità in sede di opposizione in quanto le stesse si sarebbero potute valutare prima della pubblicazione della domanda». L’esecutivo ha quindi auspicato che «il Dipartimento evada le opposizioni nel giro di qualche settimana, emettendo poi la sua decisione con i rimedi giuridici usuali».

‘Il bosco non verrà tolto’

Per capire quali siano le necessità di trasformare un bosco in un pascolo e approfondire l’entità dell’intervento, abbiamo interpellato il proprietario dell’azienda agricola che ha presentato la richiesta di dissodamento. «L’intervento in verità manterrà il bosco – dichiara –. Saranno tagliate solo alcune piante malate e gli alberi pericolanti». L’intento – specifica – è quello di rendere l’area un «bosco prativo da recintare e tenere come rifugio per capre, pony, asini e cavalli. Se non potremo procedere con il dissodamento, saremo costretti a sopprimere parte dei nostri animali. Questa è l’unica soluzione per poter offrire loro lo spazio necessario e quindi per poterli tenere in vita. Per l’azienda significa mantenere un introito e salvaguardare anche un posto di lavoro», dichiara a denti stretti. «Non vogliamo eliminare il bosco, che rimarrà lì dov’è; vogliamo solo poterlo utilizzare per le nostre attività d’allevamento», ribadisce.

Lo studio del dissodamento, spiega ancora l’agricoltore, è stato allestito da un ingegnere forestale: «Per qualunque nostro progetto ci avvaliamo dell’aiuto di professionisti», assicura il nostro interlocutore. «Vogliamo bene alla nostra azienda e al nostro territorio, un’area verde in mezzo alla cementificazione», conclude.

‘Un elemento da preservare’

«Un elemento del paesaggio di valenza pubblica, sicuramente da preservare, nel mezzo di un territorio urbano densamente popolato e situato a breve distanza dalla zona protetta d’importanza internazionale delle foci dei fiumi Verzasca e Ticino. Oltre a essere una zona di svago e frescura, è un’area di bellezza e biodiversità», dichiara – da noi contattato – il presidente dell’Associazione Fratello Albero. Un’associazione che non vede di buon occhio il dissodamento dei circa cinquemila metri quadrati di selva. «Se venisse tolta, mancherà», prosegue l’intervistato, anche se ammette che i dettagli e l’entità dell’intervento non sono stati resi noti nell’ambito della procedura edilizia.

La neonata associazione si prefigge di monitorare il verde urbano di Locarnese e Valli, al fine di salvaguardare la biodiversità in città valorizzandola, sensibilizzando altresì la cittadinanza sull’essenzialità delle aree verdi in contesti urbani. Data la recente costituzione, per l’organizzazione non è ancora possibile inoltrare formali opposizioni.

Fratello Albero, tuttavia, non ha mancato di esprimere sulla sua pagina Facebook i dubbi sull’intervento progettato per i quasi cinquemila metri quadrati di bosco: «È una striscia di verde importante che fa da separazione naturale tra Tenero e Gordola; dove passa anche l’ultimo tratto del percorso naturalistico ‘Sentiero delle Rive’», rileva il presidente in conclusione.

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