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laR
 
14.10.2021 - 20:40

Tegna, ’Viv Insema’ così non è affatto facile

Il cantiere della cooperativa abitativa si scontra da anni con il vicinato. Lamentele, segnalazioni all’autorità e sopralluoghi esasperano le parti

tegna-viv-insema-cosi-non-e-affatto-facile

“Viv Insema”. Hai un bel dire, se le premesse non sono date. Nella campagna di Tegna l’edificazione degli immobili della Cooperativa abitativa prosegue tra le lamentele di un vicinato sempre più adirato. Segnalazioni al Municipio e all’Ufficio tecnico, interventi della Polizia e proteste sembrano quasi una costante. Chi si è rivolto al nostro giornale, esprimendosi a nome di diversi confinanti, parla di una situazione inaccettabile e gestita male sin dall’inizio. «Vi sono inquilini che hanno già preso possesso dei loro appartamenti malgrado non dispongano della necessaria abilità rilasciata dall’Ufficio tecnico; i promotori modificano i progetti di costruzione appoggiandosi su domande retroattive; i camion che trasportano le componenti degli edifici combinano danni alle proprietà private. Proprio negli scorsi giorni un grosso articolato (dal peso superiore alle 16 tonnellate che è il limite masimo che questa strada di servizio del Ri di Nüs può sopportare!) nel compiere una retromarcia ha divelto una staccionata e danneggiato una grondaia di un privato confinante. L’autista dopo aver scaricato il tutto, se n’è andato infischiandosi della segnalazione. Un suo collega per poter girare il proprio mezzo è invece entrato su un prato privato a confine con la strada senza chiedere nulla, come se fosse cosa normale. Le segnalazioni, puntuali, non mancano. Abbiamo ripetutamente sollecitato il Municipio a intervenire, ma sino a ora non abbiamo ricevuto risposta alle nostre lettere e il mal andazzo continua».

‘Rapporti da sempre tesi, manca il dialogo e molte accuse non trovano conferma’

Incredulo e basito dinanzi a tanto astio nei confronti della Cooperativa abitativa tegnese l’architetto Andreas Engeler, che supervisiona il cantiere pedemontano: «Purtroppo sin da subito i rapporti tra i promotori del progetto delle tre palazzine e il vicinato sono parsi difficili. Ricordo, in particolare, due sentenze del Tribunale federale di Losanna su altrettante istanze presentate da un privato confinante. È sicuramente mancata una certa tolleranza. Diverse volte sono state inviate sul posto le autorità di controllo, ma mai sono emerse irregolarità. Quanto al problema sollevato dell’abitabilità, faccio presente che essendo i primi appartamenti praticamente conclusi, gli inquilini hanno iniziato il trasloco. Tuttavia, dal momento che vi sono dei ritardi con gli allacciamenti alla rete elettrica SES, abbiamo detto loro di collocare unicamente il mobilio e di trovarsi una sistemazione provvisoria alternativa. Ciò che hanno fatto. Non appena i documenti necessari all’abitabilità saranno pronti (questione di pochi giorni), potranno finalmente prendere possesso dei loro appartamenti».
L’architetto scagiona da ogni responsabilità la direzione lavori per ciò che concerne il comportamento dei camionisti e gli eventuali danni arrecati alle proprietà private e invita il vicinato al dialogo: «Sono cosciente dei disturbi che un cantiere simile può arrecare in una zona abitata. Sono 8 anni che la Cooperativa si sta battendo per veder realizzato il suo sogno. Sin dall’inizio abbiamo purtroppo notato la volontà di molti residenti nella zona di metterci il bastone fra le ruote. Ricordo che ci è stata concessa una licenza edilizia e che quindi il diritto di andare ad abitare su quel fondo è acquisito. Come pure il fatto che erano state eseguite, come da accordo tra le parti, delle perizie prima dell’avvio dei lavori. Se sono dunque stati causati dei danni, le assicurazioni risponderanno. Forse il fatto che si tratta di un modello di co-residenza poco diffuso e conosciuto in Ticino ha complicato un po’ le cose. Si sa poco sulle cooperative di abitazione e per questo è sorto tanto astio attorno a essa. Vedremo col tempo come finirà...».
A proposito di tempo, la fine del cantiere (e forse dei mal di pancia) è prevista per fine anno-inizio gennaio, quando anche l’ultima delle tre palazzine sarà ultimata. Da lì in poi sarà un quieto vivere? C’è da augurarselo.

Le segnalazioni non mancano, come neppure i controlli

Il Municipio di Terre di Pedemonte, da noi interpellato, non nasconde un certo disappunto per la gestione di questo cantiere e per le continue segnalazioni che arrivano all’Ufficio tecnico e all’autorità. Segnalazioni (spesso accompagnate da fotografie) che rendono necessari sopralluoghi e controlli. I locali in questione, ci è stato confermato, non hanno ancora ottenuto l’abitabilità. Eventuali irregolarità (come può essere il mancato rispetto ella quiete notturna), se comprovate dalle constatazioni della polizia, portano a multe anche salate. Non tocca invece all’Esecutivo entrare nel merito di quelle che sono le questioni prettamente private.

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