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16.09.2021 - 17:53
Aggiornamento: 18:35

Ai piedi del Basodino, che molto presto sparirà

Oltre 200 persone alla commemorazione organizzata da Alleanza climatica svizzera e Iniziativa per i ghiacciai. Alla politica: ‘Urgenti misure forti ed efficaci’

ai-piedi-del-basodino-che-molto-presto-sparira
Daniel Pittet
Una giornata per ricordare, riflettere e reagire
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Domenica scorsa ai piedi del ghiacciaio del Basodino ha avuto luogo una commemorazione organizzata dall’Alleanza climatica svizzera e dall’Iniziativa per i ghiacciai, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone che hanno reso omaggio al maestoso Basodino, tristemente assottigliatosi, e agli oltre 500 ghiacciai già scomparsi in Svizzera.

La giornata mite di fine estate ha favorito lo svolgimento della manifestazione, che è stata nel contempo solenne, poetica e profonda, nella quale diverse persone hanno preso la parola intercalate dai canti del coro Goccia di Voci. Nel suo discorso il meteorologo e glaciologo Giovanni Kappenberger ha spiegato che il ghiacciaio del Basodino ha già perso l’80% della sua massa dall’inizio dell’era industriale e sarà completamente scomparso nei prossimi 20 anni, denunciando la società pirotecnica nella quale viviamo che sta bruciando in tempi che assomigliano a quelli di un’esplosione le risorse accumulatesi in milioni di anni.

Sanju Maharjan Marzi, cittadina nepalese, e Silvia Lafranchi Pittet, coordinatrice di Kam For Sud, hanno sottolineato il pesante costo climatico pagato dalle popolazioni che vivono di agricoltura di sussistenza nei Paesi più poveri del mondo, benché esse abbiano contribuito ben poco al riscaldamento globale. «La giustizia climatica richiede che i Paesi più industrializzati non solo riducano le loro emissioni di gas serra, ma sostengano anche concretamente le popolazioni del Sud del mondo nella loro ricerca di strategie di adattamento al riscaldamento climatico», hanno considerato.

Yvan Maillard e Tiziana Conti di Pane per tutti e Azione Quaresimale hanno sottolineato l’impegno delle rispettive Ong, ricordando che nei prossimi 30 anni nel mondo ci saranno oltre 150 milioni di migranti, dovuti solamente all’innalzamento del livello degli oceani. Chiara Joss, attivista di Giovani per il clima, e Norma Bargetzi-Horisberger, impegnata con le Anziane per il clima, hanno portato le loro accorate testimonianze di persone impegnate per la causa. Infine Mattia Passardi, giovane attivista e alpinista, ha raccontato la desolazione dei nostri ghiacciai, da lui percorsi durante la scorsa estate, che stanno scomparendo sempre più, mentre Don Rolando Leo ha concluso con una riflessione sul tempo del creato e la necessità di proteggere l’ambiente e il clima anche in ottica spirituale.

Un autunno importante per la politica climatica svizzera si staglia all’orizzonte, con l’esame parlamentare di una controproposta all’Iniziativa dei ghiacciai e le votazioni cantonali a Berna e Zurigo. Ai piedi del ghiacciaio del Basodino l’Alleanza climatica ha chiesto ai parlamentari svizzeri di mettere in atto misure forti ed efficaci per ridurre le emissioni di gas serra nel nostro Paese. Questa manifestazione è parte di una serie di 23 passeggiate promosse dall’Iniziativa per i Ghiacciai che hanno avuto luogo in tutta la Svizzera il 12 settembre scorso, per segnare l’inizio di questo autunno cruciale per la nostra politica climatica.

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