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Calderari, Doninelli, Beretta e Gallina (Ti-Press/Golay)
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15.04.2021 - 16:110

Losone, concluso il restauro di antichi affreschi

Nella chiesa di San Giorgio lavori per preservare le opere murarie quattrocentesche

Risanamento dei muri esterni per scongiurare l'infiltrazione di umidità verso l'interno, ma anche speciali “impacchi” per togliere il sale che si formava sugli affreschi. Un lavoro certosino quello eseguito sulle pitture murarie quattrocentesche nel coro della chiesa di San Giorgio a Losone. Ieri il consiglio parrocchiale ha proposto un incontro con i rappresentanti dei media per fare il punto sull'avanzamento della delicata operazione, avviata tempo fa. «Abbiamo anche cambiato il sistema di riscaldamento della chiesa, posando radiatori elettrici sotto i banchi, per preservare le opere e soprattutto la celebre scultura lignea di San Giorgio – ha spiegato il presidente Silvano Beretta –. Per coprire tutte le spese, che in totale ammontano a circa 100mila franchi, ne abbiamo già ricevuti 48mila da 300 generosi donatori privati. Vi saranno poi contributi cantonali e comunali per coprire circa il 50 per cento delle spese, limitatamente ai restauri».

Lara Calderari dell'Ufficio cantonale dei beni culturali ha posto l'accento sull'importanza dei dipinti murali attribuiti a maestri seregnesi: «Il degrado causato dall'umidità che risaliva dai muri andava fermato, per preservare questi dipinti, che sono rare testimonianze rimaste della chiesa quattrocentesca. Sono opere tutelate a livello cantonale. All'esterno è stato pure posato un drenaggio e ora, per diversi anni, gli affreschi resteranno intatti e quindi verrà tramandata questa importante testimonianza».

È previsto – come confermato dall'architetto Renato Doninelli, coordinatore dell'intervento – un monitoraggio costante, basato anche su documentazione fotografica, delle opere. I restauratori Marcello Bagutti e Silvia Gallina della Cgb di Bellinzona erano già stati coinvolti nel 2015 per definire la linea degli interventi: «Tempi lunghi per capire come agire al meglio – ha commentato Bagutti –. Per le opere pittoriche il problema erano i sali in superficie, capaci d'intaccare intonaco e colori. Un fenomeno che abbiamo arrestato con speciali impacchi. Il metodo ha permesso pure di stabilizzare il colore originale».

Beretta, concludendo l'incontro, ha ricordato che è tuttora aperta la possibilità di effetture donazioni per coprire le spese residue dell'intervento a favore di questi affreschi. Le opere, seppur celate nel coro, sono visibili al pubblico. Per scoprirle bisogna accedere al piccolo locale dalla porticina posta dietro l'altare principale.

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