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02.04.2021 - 19:450

Incendi, una Pasqua 'calda' tiene tutti sul chi vive

L'arrivo di molti turisti, l'assenza di precipitazioni e i boschi secchi aumentano il rischio di roghi. Ma la capacità di risposta dei pompieri è già pianificata

Non sarà una Pasqua baciata dal sole. Almeno così sembra. Ma di precipitazioni copiose, secondo gli esperti della meteo, non dovrebbero arrivarne (se non qualche goccia lunedì). Nelle aree montane, col ritiro della neve, la presenza di residui vegetali rinsecchiti o secchi crea situazioni di potenziale pericolo.
Lo sa chi, come i vertici dei Civici Pompieri di Locarno, è chiamato a coordinare l'intervento delle squadre delle sezioni di montagna dei vari corpi sparsi nel Locarnese e nella Vallemaggia, in caso di allarme.
Nelle ultime settimane, purtroppo, qualche incendio boschivo frutto di disattenzioni e negligenze ha già visto accorrere militi qua e là nel comprensorio. È stato il caso delle Centovalli, a due riprese, a Ronco s/Ascona, a Cavergno e in territorio di Cugnasco-Gerra. Roghi boschivi (o di sottobosco) fortunatamente di piccole dimensioni, contenuti grazie ai dispositivi d'intervento tempestivi, pianificati da tempo nelle varie caserme. In ogni caso si tratta di segnali premonitori non certo incoraggianti.

I picchetti di pronto intervento, perché ogni minuto conta

In molte sedi dei pompieri sono stati introdotti dei picchetti composti da una decina di uomini a disposizione 24/24 ore, in modo da assicurare, dal momento dell'allarme, forze iniziali sufficienti al contenimento del sinistro fino all'arrivo dei rinforzi. Un sistema di mobilitazione che ha dimostrato tutta la sua efficacia proprio nei casi sopra citati, ricorda il maggiore Alain Zamboni, comandante dei Civici pompieri di Locarno.
Naturalmente i corpi pompieri di montagna possono contare sull'indispensabile appoggio aereo fornito dagli elicotteri delle aziende ticinesi, anch'esse organizzate in turni di picchetto. Ditte che possono, in caso di necessità, essere supportate da velivoli militari come il Super Puma dell'esercito. Un grosso elicottero che, soprattutto nei periodi di forte siccità e vento, può essere trasferito su richiesta dell'Ufficio forestale cantonale da Alpnach alla Base di Locarno Magadino.

La prevenzione, la miglior difesa

Va da sé che il miglior alleato nella lotta alle fiamme rimane, comunque sempre, la prevenzione indiretta (attività di informazione/divulgazione nei confronti della popolazione in generale). Molti dei piccoli incendi scoppiati di recente sono frutto di gravi sviste (cenere calda depositata a confine con il bosco, accensione di fuochi all'aperto, abbruciamento di scarti vegetali) da parte di confederati e turisti proprietari di rustici. Sviste che poi costano care anche alle assicurazioni chiamate alla cassa, dal momento che i dispositivi messi in campo costano anche migliaia di franchi all'ora. Importante è dunque l'informazione. Da parte dei media, soprattutto: «Televisione e radio trasmettono di questi tempo ripetuti appelli alla prudenza e questo, sicuramente, fa presa sulla popolazione indigena. Purtroppo, però, il più delle volte sono coloro che non parlano la nostra lingua a causare incendi. Non si tratta di fare una guerra ai confederati, ci mancherebbe altro. Questi ultimi purtroppo non conoscono spesso bene la nostra realtà e quindi inavvertitamente commettono delle disattenzioni che possono costare caro. Salgono sui monti, dove affittano rustici, fanno pulizie primaverili bruciando sterpaglie o disperdono la cenere ardente del camino fuori dalla baita, creando potenziali rischi» – osserva il comandante.

Il grado di prontezza stabilito in base a condizioni meteo e stato dei boschi

Potrebbe contribuire a ridurre i pericoli una campagna informativa tramite la cartellonistica disposta lungo i principali assi stradali (come all'uscita del Gottardo), nelle stazioni ferroviarie o all'entrata delle valli? «Sicuramente. Si stanno studiando vari metodi per una campagna d'informazione efficace. La prevenzione è sicuramente una componente importante. Come lo è la prontezza di risposta. Tutta la macchina d'intervento è pianificata su gradi di pericolo. Più il rischio di roghi aumenta, maggiore dev'essere la messa a disposizione di dispositivi di risposta. Nei casi di massimo rischio (secco prolungato e ventoso), il tempo d'intervento degli elicotteri è ridotto a pochi minuti. Ciò significa avere il velivolo e il pilota pronti al decollo in men che non si dica. Si tratta, tuttavia, di casi rari. La scala è aggiornata regolarmente dall'Ufficio forestale d'intesa con MeteoSvizzera, che assieme decidono, scrutando il cielo e lo stato dei boschi, il grado di allerta. Le loro decisioni sono in seguito trasmesse ai responsabili dei vari corpi pompieri che adeguano i contingenti e organizzano il lavoro degli uomini».

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