corsia-bus-ponte-maggia-un-analisi-dei-rischi
Come si suol dire, ci passa “a ipp”
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
40 min

Ascona, nuovo parco giochi in via Delta

Presentata la domanda di costruzione. Nel frattempo vengono risanate anche le altre dieci aree attrezzate per i bimbi
Ticino
42 min

Caso India, Biscossa (Ps): ‘Macché burro e ferrovia’

La prima firmataria della petizione che chiedeva lumi al governo respinge le accuse di Gobbi sui dati utilizzati: ‘Manca una risposta soddisfacente’
Locarnese
1 ora

Brione sopra Minusio, calano gli abitanti

Nel corso del 2021 le partenze hanno superato gli arrivi
Luganese
1 ora

Liceo diocesano di Breganzona, aperte le iscrizioni

Serate di presentazione pubblica, tra i percorsi possibili anche quelli per musicisti e sportivi
Luganese
1 ora

Apre il 26 gennaio il Casinò di Campione d’Italia

La sala da gioco riapre i battenti con la formula ‘Tutto in un Touch’
Locarnese
1 ora

Ronco s/Ascona, posteggi gratuiti

Fino al 28 febbraio non si dovranno pagare gli stalli pubblici comunali muniti di parchimetro
Ticino
1 ora

Visita di cortesia del console d’Italia a Lugano

Gabriele Meucci, appena entrato in carica, ha incontrato per la prima volta le autorità cantonali
Locarnese
1 ora

Losone, lavori Ses e interruzione corrente

Il 28 gennaio l’erogazione sarà brevemente sospesa, nel corso del pomeriggio, tra Caraa Servetta e via San Materno
Locarnese
2 ore

Annullato il Carnevale di Ribellonia a Solduno

Il comitato sta valutando di organizzare al suo posto un evento estivo
Locarnese
2 ore

Riapre la Bottega del Mondo a Cavergno

Dopo la pausa natalizia, riprende l’attività benefica della sede alto-valmaggese
 
27.03.2021 - 05:150

Corsia bus Ponte Maggia: un’analisi dei rischi

Divisione delle costruzioni e Fart co-finanzieranno una valutazione esterna per capire se è necessario intervenire sul manufatto costato circa 1,7 milioni

La reale entità del pericolo che può derivare dalla nuova corsia bus chiaramente troppo stretta sulla “Direttissima” Ascona-Locarno sarà stabilita da un’analisi dei rischi commissionata ad uno studio d’ingegneria dalla Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio.

Il lavoro specialistico dovrebbe essere avviato a stretto giro di posta e richiederà alcune settimane di lavoro, in maniera tale da poter disporre dei risultati al più tardi entro fine giugno. Su quella base sarà possibile stabilire se la situazione infrastrutturale è accettabile o se invece sia il caso di intervenire per adeguarla.

L’allarme dagli autisti

Alla decisione di procedere con l’analisi dei rischi la Divisione delle costruzioni è giunta in pratica di comune accordo con le Ferrovie e autolinee regionali ticinesi (Fart), il cui direttore, Claudio Blotti, aveva reso pubblico il problema in un’intervista rilasciata a fine gennaio alla “Regione”. Blotti, rispondendo a precisa domanda, aveva ammesso che un problema riguardante il calibro della corsia – larga 3,8 metri su tutti i suoi 200 metri di lunghezza – in effetti esiste e che “se un bus vi rimanesse bloccato vi sarebbero impedimenti per far scendere l’utenza”. Il tema era stato sollevato dagli stessi autisti delle Fart, che avevano ravvisato nella corsia dedicata una larghezza insufficiente rispetto a quella degli automezzi, con potenziali problemi specialmente in caso di incendio. Risulta infatti impossibile, nella malaugurata ipotesi in cui un bus prendesse fuoco proprio nella breve tratta dedicata sul ponte Maggia, procedere all’evacuazione dell’utenza, in particolare quella in carrozzina.

Da queste legittime preoccupazioni il discorso si era poi sviluppato in direzione della Divisione delle costruzioni, responsabile della progettazione e della realizzazione del manufatto – costato circa 1,7 milioni – che ha infine appunto propeso per un’analisi dei rischi, equamente finanziata dal Cantone e dalle Fart (che al Cantone, per altro, appartengono).

«L’obiettivo di un’analisi dei rischi è inventariare tutti i possibili rischi, capirne la frequenza (ovverosia ogni quanto tempo possono capitare) e, per quelli non sostenibili o accettabili, definire le misure di mitigazione», dice alla “Regione” Blotti. Il direttore delle Fart sottolinea comunque che l’ipotesi più grave, quella riguardante l’incendio di un automezzo, è statisticamente remota. Basta infatti un dato per situarla sulla scala delle probabilità: dal 2002 al 2020 si sono verificati a bordo dei bus Fart 4 incendi. In un solo caso il mezzo era andato completamente distrutto, e non v’erano passeggeri a bordo. Si tratta dell’incendio prodottosi nel 2017 sull’autostrada A2, all’altezza di Torricella-Taverne: danno importante, ma nessuna conseguenza per le persone. In altri due casi si era parlato di inizio d’incendio e il problema era stato risolto dal personale senza particolari problemi.

Dispositivi per le anomalie

Va inoltre considerato che gli ultimi 36 automezzi entrati a far parte della flotta delle Fart sono dotati di moderni dispositivi che forniscono all’autista tutte le indicazioni possibili e immaginabili sullo sviluppo di eventuali problemi tecnici o meccanici. A questo si aggiunge la particolare attenzione sempre richiesta agli autisti rispetto ad ogni segnale di anomalia; attenzione di certo maggiormente focalizzata, nella fattispecie, sui momenti che precedono il transito sulla nuova corsia sul ponte Maggia.

© Regiopress, All rights reserved