Locarnese

Losone, passano le ‘zone 30’ nei nuclei storici

Il Consiglio comunale approva pure il credito per il riordino viario di via Cesura

Losone, passano le ‘zone 30’ nei nuclei storici
Prevista una nuova segnaletica (Ti-Press)
23 febbraio 2021
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Losone introdurrà le “zone 30” nei nuclei storici del comune, caratterizzati da vicoli e stradine strette e sinuose, che si snodano in un tessuto denso di edifici. Coinvolti nel progetto l'antico agglomerato collinare di Arcegno e quelli di San Rocco, San Giorgio e San Lorenzo. Ieri sera il Consiglio comunale ha deciso di accordare al Municipio il credito di 130mila franchi che servirà sostanzialmente per le opere di segnaletica verticale e orizzontale. Non saranno necessarie misure di moderazione fisiche (né dossi, né restringimenti). La soluzione delle zone 30 per preservare i quartieri residenziali dalle conseguenze negative del traffico motorizzato e per aumentare la sicurezza (pensando soprattutto a pedoni e ciclisti) non è nuova a Losone. È già stata introdotta nel 2008, in concomitanza con l'apertura della Scuola dell'infanzia, lungo le strade attorno al comparto frequentato giornalmente anche dagli allievi delle elementari e delle medie, in alcune vie di Arcegno e, l'anno scorso, su diverse arterie del comparto dei Saleggi.

Nel corso della medesima seduta, il legislativo losonese ha concesso altri crediti: 110mila franchi per l'esecuzione della pavimentazione pregiata in Vicolo Canaa (nel tratto che da via Lusciago scende verso Contrada Maggiore); 770mila per il risanamento del canale San Giorgio, tratto via Cesura; e, infine, 700mila per il riordino viario del comparto di via Cesura. Un riordino che comprende anche la chiusura della strada al traffico motorizzato nel segmento tra la Casa Patrizia e il nuovo Centro polivalente per anziani, ormai a tetto. In questo caso, tuttavia, i consiglieri hanno deciso di aderire al rapporto di maggioranza della Commissione della gestione, che ha stralciato dal progetto la pavimentazione pregiata, riducendo quindi la somma proposta dall'esecutivo da 770 a 700mila franchi.

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