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22.02.2021 - 12:11
Aggiornamento: 23.02.2021 - 07:51

‘Amianto al Burio, c’è occultamento’

Tre municipali: nascosto un preventivo. Il sindaco: ‘Non distrarre l’attenzione’.

Un occultamento sarebbe stato operato a Gordola riguardo ai reali costi d’intervento per risanare il centro scolastico al Burio dall’amianto. Lo sostengono tre municipali: Bruno Storni (socialista), Nicola Domenighetti (in carica per il Ppd, ma candidato per Lega-Udc) e Roberto Balemi (Lega-Udc).

“Negli scorsi giorni, richiedendo una copia della perizia ‘amianto’ dello studio Galli Partners Consulting Sa, ci troviamo allegato (forse per errore) un ‘Preventivo di massima bonifica amianto’ redatto dallo stesso studio d’ingegneria il 12 giugno 2019”, scrivono. Preventivo per altro “mai giunto in Municipio”. Stando ai tre municipali, a “sorpresa, il preventivo di massima calcola in 578mila 350 franchi i costi della bonifica (senza i pavimenti, senza cucina e con riserva per elementi non ispezionati, tanto da prevedere una campagna di analisi più approfondita supplementare)”.

Ricordando l’istoriato dei costi di bonifica con quel preventivo 2019 – che, ribadiscono, non è mai stato consegnato al Municipio – avremmo quindi una situazione non chiara. “In base al progetto di risanamento delle scuole datato 2016, la parte del risanamento dall’amianto ammonta a 150mila franchi; ma secondo il preventivo di massima dello studio specialistico Galli (2019) i costi da mettere in conto sono pari a oltre 570mila franchi. Infine, c’è il progetto di risanamento “Scuole2020” che per quanto riguarda il risanamento dall’amianto indica una spesa di 237mila franchi”.

Per Storni, Domenighetti e Balemi ciò prefigura “una situazione molto preoccupante (si tratta di amianto) tutt’altro che conosciuta e sotto controllo, che richiede un approfondito chiarimento sui motivi per i quali il preventivo di massima di bonifica amianto del 2019 non è mai giunto in Municipio, e come mai nel preventivo del progetto di risanamento 2020 sia stata inserita la cifra di 237mila franchi e non i 578mila 350 franchi del preventivo specialistico del 2019 venuto alla luce in questi giorni”.

Ogni giorno, considerano i tre municipali, “300 persone studiano o lavorano nella scuola al Burio; se abbiamo un problema occorre risolverlo e non nasconderlo sotto una mano di pittura o nascondendo preventivi imbarazzanti”.

di lavoro apposta’

Benché le accuse di occultamento non siano rivolte a qualcuno in particolare, la ‘Regione’ ha raggiunto per qualche chiarimento il sindaco di Gordola, in quanto rappresentante del Municipio. Damiano Vignuta è tra l’altro membro del gruppo di lavoro che si occupa del risanamento al Burio, unitamente al vicesindaco Giorgio Carrara, a Nicola Domenighetti (che è appunto uno dei tre firmatari del comunicato di denuncia), a un rappresentante dell’Ufficio tecnico e dal supporto alla committenza. «Prendo atto con un certo stupore di quanto indicato a mezzo stampa dai colleghi di Municipio e non riportato dagli stessi nei preposti contesti istituzionali – premette Vignuta –. Questa sera (ieri per chi legge, ndr) vedremo di discuterne in seduta di Municipio». E intanto, in serata, dal Municipio è arrivato uno stringato comunicato che svela che “il preventivo di massima bonifica amianto non è mai giunto a nessun municipale”.

Vignuta nota poi che «tutti i documenti vengono discussi nel gruppo di lavoro di cui Domenighetti fa parte. Quanto alla perizia sull’amianto citata, di Galli & Partners, è datata primo luglio 2019 e il relativo preventivo (trattasi per inciso di “costi di grande massima”) è del 12 giugno 2019. Il Municipio, presente anche il supporto alla committenza, ha discusso il tema del risanamento, facendo riferimento anche alla perizia, il 22 luglio 2019. Il documento è poi stato portato in Municipio in altre 3 occasioni: il 10 febbraio, il 17 febbraio e il 4 maggio 2020. In tutte e tre le occasioni il collega Storni era assente». 

Una successiva «(parziale)» analisi, del 19 luglio 2019 «era parzialmente in contrasto con la perizia antecedente», aggiunge il sindaco. «Nel merito osservo che l’amianto, presente in particolare sull’impermeabilizzazione dei tetti e nelle colle di alcune piastrelle, è stato rilevato in 16 campioni su 53 prelevati. L’ispezione è stata totale ed ha interessato tutti i locali dell’edificio. Come indicato dai colleghi di Municipio, il tema non va sottovalutato ma neppure drammatizzato; anzi proprio per questo è necessario un impegno comune per portare avanti al più presto il risanamento».

Interrogato in merito alla significativa differenza tra il costo di grande massima della perizia Galli & Partners e il costo del progetto, Vignuta la giustifica con «le scelte progettuali prese dai progettisti e discusse nel gremi preposti a farlo. Come è ovvio che sia, più si avanza nella progettazione e più le cifre diventano precise in base alle specifiche scelte d’intervento».

Ma rimane la domanda: perché la perizia 2019 è dunque stata presentata, ma non il suo preventivo di spesa? «Non ho trovato alcun documento in cui si fa riferimento al preventivo. Immagino che questo sia stato discusso all’interno del gruppo di lavoro, e che se non è stato portato è perché si parlava di una situazione di “work in progress”. Tant’è vero che la cifra ipotizzata più tardi è stata relativizzata. E comunque parlare di 150mila, 230mila o 570mila franchi non cambia le sorti di un progetto da 16 o 20 milioni di franchi. Qui ho la netta impressione che si cerchi di distrarre l’attenzione dal tema principale, che è un altro, e cioè se si vuole andare subito in cantiere con il risanamento, oppure azzerare tutto e ripartire».

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