locarno-a-processo-con-l-accusa-di-stupro-su-una-70enne
(Foto Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
1 ora

In Ticino 4 ricoveri in più in cure intense e nessun decesso

Nel nostro cantone, nelle ultime 24 ore, sono stati segnalati 1’221 nuovi contagi da Coronavirus
Locarnese
1 ora

Locarno, l’Alliance ospita il fotografo Moreillon

Film conferenza mercoledì alle 20 nella Sala Congressi di Muralto
Ticino
1 gior

In Ticino 6 ricoveri in meno e nessun decesso

Sono 1’312 i contagi odierni, in ospedale restano ad oggi 167(-6) persone, di cui 15 (+1) in cure intense
Mendrisiotto
1 gior

Ferrovia Monte Generoso: rifatte le stazioni intermedie

Proseguono alacremente i lavori di ristrutturazione, fra imprevisti meteo e pandemia. Intervista al direttore del cantiere Pietro Brenni.
Gallery
Locarnese
1 gior

Brissago, l’ex cimitero come area di sosta per i camper

Presentata dal Plr una mozione che chiede di destinare il fondo a tale scopo. Così da favorire il turismo e generare indotti, evitando le soste selvagge
Bellinzonese
1 gior

Ad Airolo si scava in cerca della ‘zona di disturbo’

Seconda canna sotto il Gottardo: il tunnel di prospezione servirà a togliere la roccia più friabile localizzata a 5 chilometri dal portale sud
Ticino
1 gior

L’auto soffre ancora, ma quella elettrica piace

Ritardi nelle consegne e prezzi alti penalizzano il settore. Tira l’usato e si fanno largo le vetture elettriche. Nuovi dubbi sulle plug-in ibride
Luganese
1 gior

Monteceneri, il Punto Ascolto chiude dopo 9 anni

Il servizio potrebbe diventare una linea telefonica cantonale. Il Municipio ha scelto di potenziare la sua offerta con un’assistente sociale.
Bellinzonese
1 gior

‘Mancano posteggi’ nei quartieri di Bellinzona

Il consigliere comunale Ppd Pietro Ghisletta cita le situazioni di Camorino (centro e frazioni), Gudo, Paudo, Monte Carasso, Sementina e Claro
Luganese
1 gior

Abusi sessuali e pornografia, a giudizio un 31enne

Adescava le vittime in Italia, attraverso i social network. Le parti si sono accordate per 5 anni di carcere
Mendrisiotto
1 gior

I sindaci delle Città riuniti a Mendrisio

Fa tappa nel distretto più meridionale l’incontro fra i sindaci di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio
Mendrisiotto
1 gior

Dai Verdi alle Acli: si allarga il sostegno a India

Cresce la mobilitazione a favore della giovane richiedente l’asilo e della sua famiglia, che rischiano il rimpatrio forzato in Etiopia
Luganese
1 gior

Chi ha 18 milioni di franchi per Villa Elisa?

Asta dagli esiti incerti per una sontuosa proprietà sulla collina di Massagno
Grigioni
1 gior

Tessa Rosa Castorina nuova municipale di San Vittore

Eletta tacitamente al posto del dimissionario Flavio Raveglia
Bellinzonese
1 gior

Biasca, niente teatro per la Giornata del volontariato

Rimandato a causa della situazione pandemica lo spettacolo della compagnia Pin’s in programma per domenica 6 febbraio
Bellinzonese
1 gior

Airolo piange la scomparsa del vicesindaco Luca Ceresetti

Il municipale Plr è deceduto oggi, nel giorno del suo 47esimo compleanno, a causa dell’improvviso aggravarsi di una patologia
Ticino
1 gior

Radar in Ticino, ecco dove saranno piazzati

L’elenco delle località dove settimana prossima verranno eseguiti controlli
Locarnese
1 gior

Ferrovia Locarno-Domodossola: Ssif vuole comprare 4 nuovi treni

Lanciata la gara di appalto, con un investimento previsto di 50,5 milioni di euro. Saranno ‘fratelli’ degli otto nuovi convogli delle Fart
01.02.2021 - 19:480
Aggiornamento : 02.02.2021 - 08:01

Locarno, a processo con l’accusa di stupro su una 70enne

La difesa si è battuta per l’assoluzione: ‘Falsa denuncia forse per soldi’. L'accusa chiede 4 anni e 9 mesi e l‘espulsione per il cittadino marocchino

È un ritorno in aula per il 34enne di nazionalità marocchina accusato di violenza carnale e molestie sessuali su una donna 70enne – persona fisicamente debilitata – a cui faceva da autista in qualità di volontario sia per l’organizzazione che l‘assisteva, sia su chiamata per esigenze private. L‘accusa mossa nei suoi confronti è di avere violentato la donna in un’occasione, verificatasi nel 2019, dopo essere entrato in casa sua sfruttando il contatto che si era venuto a creare nell’ambito dei precedenti trasporti. 

Nell’agosto scorso l’uomo si era già trovato davanti alla Corte delle assise criminali di Locarno in Lugano, allora presieduta da Mauro Ermani. In quella circostanza, durante la fase dibattimentale, il giudice aveva però deciso di rimandare l’incarto al Ministero pubblico per ulteriori accertamenti. A distanza di cinque mesi ecco dunque l’uomo ricomparire nella stessa sede per il processo indiziario a suo carico svolto a porte chiuse. A presiedere la Corte, stavolta, il giudice Marco Villa, con i giudici a latere Aurelio Facchi e Monica Sartori-Lombardi. 

Il 34enne, assistito dall’avvocata Sandra Xavier, ha contestato sia i fatti che le imputazioni. Durante la fase dibattimentale il giudice Marco Villa lo ha interrogato, ripercorrendo la sua versione degli eventi per valutarne la coerenza e stabilirne la veridicità. L’imputato ha dichiarato di aver consumato tre rapporti sessuali completi con la donna e uno a metà, sempre su iniziativa di lei e con il suo pieno consenso. Atti sessuali che, stando alla versione dell’uomo, sono avvenuti dopo espliciti inviti a casa da parte della donna – con cui si era instaurata una relazione di amicizia – e a cui egli stesso avrebbe messo fine nonostante altri approcci da lei tentati.

Le richieste dell’accusa pubblica e privata

In fase requisitoria il procuratore pubblico Roberto Ruggeri ha ripercorso la difficile vita della donna e i suoi problemi di salute. Ha poi definito quelle dell’imputato «dichiarazioni strategiche e strumentali, un cocktail di ‘non ricordo’ e incoerenze». In seguito si è soffermato anche sulle incoerenze e le contraddizioni evidenti nelle versioni rilasciate dalla presunta vittima, riconducendole allo stress e alla sofferenza emotiva di una persona oggetto di violenza. Secondo il procuratore pubblico, l’imputato ha cercato di ricostruire e adattare una propria realtà che cozza con le condizioni di salute della donna (affetta da una malattia degenerativa che provoca limitazioni alla deambulazione, oltre che da altre patologie). «Non è una ‘femme fatale’, ma una vittima che chiede solo di essere creduta – ha detto Ruggeri –. Oltretutto non aveva nessuna ragione di denunciare falsamente l’imputato».

Ruggeri, definendolo l’accusato un predatore sessuale che ha tradito la fiducia di una persona della quale si doveva occupare, ha chiesto 4 anni e 9 mesi di carcere da scontare, dedotto il periodo di reclusione già sofferto (l’uomo si trova in prigione dallo scorso febbraio), più l’espulsione dalla Svizzera per 10 anni.

Presa la parola, il patrocinatore dell’accustrice privata, Marco Masoni, ha pure lui sottolineato come l’imputato si sia approfittato di una donna sola e vulnerabile. A titolo di risarcimento per torto morale ha avanzato la richiesta di 15’000 franchi.

L’arringa pronunciata dalla difesa

Di tutt’altro avviso la difesa che ha chiesto la completa assoluzione del 34enne. Sandra Xavier ha iniziato la sua arringa sostenendo la fragilità della tesi del procuratore pubblico. I risultati degli accertamenti richiesti ad agosto – ha detto – non hanno minimamente intaccato le argomentazioni difensive, anzi hanno screditato quelle accusatorie. In primo luogo, «i problemi fisici della donna non le precludevano la possibilità di compiere le azioni raccontate dall’imputato». Passando in rassegna in modo dettagliato le diverse audizioni, l’avvocata si è in seguito soffermata su svariate dichiarazioni della donna mettendo in luce le incoerenze, i cambiamenti di versione e le inverosimiglianze: «La signora ha mentito a più riprese – ha cercato di dimostrare Xavier –. Inoltre non esistono riscontri su tutto quanto da lei detto, al contrario di quelli che attestano l’attendibilità di ciò che ha sempre sostenuto il mio assistito». Ha poi evidenziato la confusione generale nei racconti della donna e in particolar modo nel situare l’episodio del presunto stupro – prima a luglio, poi a ottobre 2019 (la denuncia è avvenuta nel febbraio 2020) –, così come i comportamenti difficili da ricondurre a una vittima di abusi sessuali – far nuovamente entrare in casa l’imputato di cui non ha mai detto di aver avuto paura e andare a bere il caffè con lui al bar –, e altre reazioni ritenute spiazzanti. Le comprovate difficoltà economiche della donna, ha sostenuto la difesa, potrebbero essere alla base della falsa denuncia e della conseguente pretesa di risarcimento economico.

La sentenza della Corte è prevista nella giornata di martedì.

 

 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved