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29.01.2021 - 18:43

Gordola, Plr e Ppd sul risanamento al Burio

Presa di posizione congiunta in vista del voto per i referendum

Le sezioni Plr e Ppd di Gordola si esprimono con un comunicato congiunto sulla questione del risanamento del Centro scolastico al Burio, ricordando che saranno i cittadini a decidere “su un importante tassello inteso a dare una scuola adeguata ai giovani del comune”.

“Che sia chiaro a tutti però: se dalle urne uscirà una bocciatura, i cittadini di Gordola dovranno leggere per i prossimi 10 anni, illuminanti visioni su ipotetiche sedi e concetti della cosiddetta ‘nuova scuola’ – affermano i presidenti sezionali di Plr, Mauro Andreotti, e del Ppd, Giovanni Comotti –. Con una soluzione pronta a partire ancora quest’anno e che, proprio per evitare disagi ad allievi e docenti, verrà realizzata prevalentemente durante il periodo di chiusura delle scuole, si vuole rimettere tutto in discussione nonostante un chiaro tetto ai costi, illudendo i Gordolesi che vi sia un piano B, quando invece vi sono solo concetti di massima senza alcuna unità d’intenti tra gli stessi promotori”.
E ancora: “È con sconcerto che apprendiamo infatti che una parte dei referendisti, a pochi giorni dalla consegna delle firme, propongono quale sede delle nuove scuole, il quartiere Santa Maria: un progetto travagliato più dello stesso risanamento e che ora viene rimesso in discussione con il rischio di gettare al vento altri 25-30 anni di lavoro. Un quartiere che richiederà anni per venir completato, con quei disagi di cantiere a cielo aperto che gli stessi fautori della votazione adducono quale scusante per non risanare un edificio dall’innegabile valore, oltre che economico pure affettivo: una proposta che definire incoerente è ancora riduttivo, seguendo oltremodo una sciagurata politica dell’usa e getta, ristrutturando parzialmente il Burio, per poi… demolirlo. In attesa e nella speranza di un’intesa sulla zona in cui verrebbe edificata un’opera ancora tutta da pensare, lo stabile al Burio richiederà interventi milionari, sollecitati paradossalmente dagli stessi promotori del referendum nei loro continui scritti. È infine irrispettoso e ingannevole verso la popolazione far credere che una ‘nuova scuola’ costi meno del risanamento stesso: vi è un chiaro tetto che progettisti, direzione lavori ed ente pubblico saranno chiamati a rispettare scrupolosamente: 16 milioni di franchi, al netto dei sussidi. Importo chiaro e definito che va rispettato dalle stesse istituzioni di cui per altro fanno parte i rappresentanti di Lega-Udc e Alternativa Gordola”.

In conclusione: “Noi siamo per un convinto sì alla votazione del 7 marzo, per dare finalmente avvio senza indugio all'ammodernamento della scuola al Burio: un progetto pronto, funzionale, sostenibile dalle finanze pubbliche e che i cittadini aspettano da 12 anni, per non ritornare nuovamente ai piedi della scala”.

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