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27.01.2021 - 14:59
Aggiornamento: 17:16

Gordola: referendum al Burio, al voto il 7 marzo

Popolazione alle urne per i crediti di ristrutturazione della scuola comunale nel giorno dello scrutinio federale

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La votazione popolare sul doppio referendum contro i due crediti legati alla ristrutturazione del centro scolastico comunale al Burio si terrà il 7 marzo prossimo, in occasione delle votazioni federali già in programma. Sono quindi stati accolti gli auspici del gruppo Lega-Udc e di Alternativa Gordola, che le due domande di referendum le avevano lanciate. Per questo motivo il gruppo Lega-Udc ringrazia l'amministrazione comunale, “che grazie allo sforzo profuso riesce a far risparmiare preziose risorse economiche al nostro Paese”. 

In una nota il gruppo Lega-Udc riferisce di un'analisi tecnica, realizzata da un ingegnere, “che bene spiega lo stato di degrado delle scuole al Burio, ovvero il fatto che le costruzioni in cemento armato degli anni 60-70 abbiano una durata di vita finita e non hanno nulla a che vedere con gli edifici antichi e storici che possono essere recuperati sempre, anche se con costi esosi”.

Scrive infatti il perito: “Considerando che le norme costruttive (ad esempio sismiche) hanno cominciato ad essere ‘serie’ dagli anni '80 in poi, è evidente che ci troviamo di fronte ad una struttura che se progettata oggi avrebbe delle sezioni non diciamo doppie di calcestruzzo, ma quantomeno nettamente più generose. Ma il problema non è solo nel sottodimensionamento strutturale: dagli anni 70 ad oggi i materiali (tra cui l’amianto) e le tecnologie impiegate per gli impianti hanno fatto passi da gigante, tanto che gli elementi impiantistici di un fabbricato con 50 anni e oltre di età appare oggi assolutamente inadeguato agli standard”.

Altro tema considerato cruciale, quello della dispersione termica: “Gli edifici di quegli anni sono costruiti senza badare minimamente all'aspetto energetico, e quindi sono dei veri e propri colabrodi termici: fanno ‘acqua’ da tutte le parti; se poi consideriamo che il complesso è tutt’altro che ‘compatto’, dove quasi metà del volume riscaldato sono scale e corridoi, capirete perché energeticamente questa struttura anche se ben coibentata (isolata) consumerà sempre fino a tre-quattro volte di più di una analoga, costruita con i requisiti minimi di legge attuali.”

Per Lega-Udc “il problema quindi è semplicemente capire quanto si possa ancora sfruttare questa scuola (10-15 anni ?), con una manutenzione adeguata e la sostituzione puntuale di parti tecniche, in modo da garantirne agibilità e un minimo di comfort, prima del suo inevitabile destino”. Bisogna infine “considerare i costi di risanamento, quelli di manutenzione, l’accessibilità e la fruibilità per gli allievi, i pochi spazi esterni verdi e i disagi enormi per bambini e docenti durante il risanamento (4-5 anni di lavori!)”.

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