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25.01.2021 - 09:140
Aggiornamento : 10:57

Pochi microonde in mensa, i liceali di Locarno protestano

Il comitato degli studenti: 'Lunghe file e assembramenti in pausa pranzo, l'Ufficio della refezione scolastica non ci ascolta'

a cura de laRegione

Il comitato degli studenti del Liceo di Locarno attuerà una protesta pacifica il 29 gennaio, davanti alla sede. Una protesta pacifica - specifica il comitato in una nota stampa -, per farsi ascoltare dall’Ufficio della Refezione Scolastica dal quale si cerca di ottenere il via libera a dotare la mensa scolastica di più microonde. 

"Durante l’ora del pranzo - spiegano i giovani - si formano file ingestibili, che causano assembramenti e affollamenti eccessivi, situazioni inconcepibili se pensiamo alla crisi pandemica che stiamo affrontando". Visti il numero di contagi e le molteplici restrizioni in vigore, i ragazzi scrivono che si sarebbero aspettati dal Cantone "una posizione chiara e dei provvedimenti efficaci anche in relazione alla problematica verificatosi nel nostro Liceo, ma purtroppo non è stato così. Siamo invece stati completamente ignorati dalle istituzioni competenti, e vogliamo farci sentire". 

Il Comitato studentesco, ripercorrendo l'iter, indica che a settembre la direzione del Liceo di Locarno si era messa in contatto con l’Ufficio della Refezione Scolastica, per chiedere se ci fosse la possibilità di aumentare il numero di microonde in sede, "e la risposta era stata un categorico no". A novembre il Comitato ha a sua volta scritto all’Ufficio Refezione scolastica, "con la speranza di una risposta affermativa, in quanto la richiesta giungeva direttamente dagli allievi. L’Ufficio ha però scritto alla direzione con toni bruschi, affermando che non capiva perché il comitato, malgrado la risposta già sufficientemente chiara, avesse insistito".

Stando al Comitato degli studenti, il motivo per il quale non si forniscono più apparecchi è "puramente economico, perché con un aumento dei microonde, calerebbero le vendite della buvette. Vi è quindi il timore di una concorrenza, completamente infondato in quanto il
Comitato appoggia la buvette e l’ha dimostrato tramite iniziative e incentivi". La necessità di poter riscaldare un pasto portato da casa - si aggiunge - è data da diversi fattori: intolleranze, regimi alimentari particolari, motivi economici. "Purtroppo la mensa scolastica non offre un assortimento vario in grado di soddisfare gusti e necessità alimentari di tutti; al contrario è povero, limitato, e propone una dieta tutt’altro che sana ed equilibrata. Con un paio di microonde in più, si potrebbe anche evitare di dover attendere anche mezzora per poter scaldare un pasto, in una pausa che a volte è di soli 45 minuti".

I giovani si dicono convinti che non si tratti di una richiesta sproporzionata, bensì pertinente (anche in relazione all’emergenza sanitaria in corso). Inoltre da u sondaggio promosso dallo stesso liceo, è emerso che circa l’88% degli allievi ritenevano che due microonde non fossero sufficienti. "Il fatto che il Cantone preferisca questioni economiche a quelle sanitarie, rappresenta una mancanza di responsabilità e un comportamento incosciente, e di conseguenza un atteggiamento inaccettabile dal punto nostro punto di vista di studenti".

La protesta prevista il 29 gennaio (che non coinvolge la Direzione del Liceo di Locarno), "rappresenta l’ultima di tante opzioni che abbiamo messo in pratica. Non saremmo arrivati aa tanto, non ci avessero negato ciò che abbiamo umilmente chiesto".

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