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20.01.2021 - 06:000
Aggiornamento : 15:47

Caso Cereghetti, ‘le riserve c'erano ma sono rientrate’

La Sezione Ps sull'esclusione dell'ex municipale dalla lista, poi accettata anche dai critici ‘in ragione di un'unità di partito’

L’esclusione di Bruno Cereghetti dalla lista per il Municipio di Sinistra Unita «non ha convinto alcuni compagni», ma la scelta del comitato sezionale è stata infine accettata «in ragione di un’unità di partito». Lo puntualizzano i vertici sezionali, che la “Regione” ha interpellato per capire le dinamiche innescatesi nel Ps prima e durante l’assemblea, specialmente alla luce della lettera – preparata ma a quanto pare mai ufficialmente consegnata – in cui almeno una decina di compagni evocavano il rischio di non sfruttare a sufficienza la possibilità concreta di raddoppiare in Municipio e invitavano la sezione a fare un passo indietro, reintegrando l’ex municipale. Cereghetti, ricordiamo, era stato cooptato prima delle elezioni 2020, convinto a mettersi a disposizione, ma poi escluso nell’ambito di un rinnovamento generale della lista (5 nomi nuovi su 7 rispetto alla prima versione).

In una presa di posizione della presidenza – sottoscritta dal co-presidente Giorgio Fransioli e dai membri di comitato Michele Bardelli, Francesca Fenini, Pier Mellini, Ronnie Moretti e Fabio Sartori – il Ps nota che durante l’assemblea online del 14 gennaio «da parte dei molti presenti – in tutto una quarantina – vi è stato un grande sostegno alla linea di rinnovamento proposta dal comitato, con molteplici interventi di supporto, fra i quali quello del co-presidente del Partito socialista cantonale, Fabrizio Sirica, quello di due ex municipali Tamara Magrini e Michele Bardelli, così come quello dell’ex presidente di Sezione, Fabio Sartori». Al municipale uscente Ronnie Moretti il gruppo di “critici” aveva affidato il compito di esternare le riserve, ma anche quello di giustificare il mancato recapito della lettera. Comunque, la “Regione” ha posto alcune domande aggiuntive.

È vero, come sostengono i firmatari della lettera, che escludendo Cereghetti si sarebbe data per scontata la rinuncia alla lotta per un secondo seggio?

Assolutamente no. L’obiettivo delle liste è sempre quello di un raddoppio del seggio in Municipio e dell’aumento degli eletti in Consiglio comunale. Durante l’assemblea questo obiettivo è stato posto, consapevoli che nei prossimi mesi di campagna elettorale vi sarà un grande impegno da parte della sezione per perseguirlo. Per raggiungerlo, la strategia del comitato – totalmente condivisa dall’assemblea – è quella del rafforzamento e del rinnovamento della sezione, valorizzando da una parte i candidati attivi al suo interno, e dando dall’altra la concreta opportunità a volti in parte nuovi, ma molto qualificati e già attivi negli apparati del partito, di correre per cariche importanti come quella di municipale. Per raggiungere l’obiettivo del raddoppio abbiamo anche avviato una proficua collaborazione con le nuove forze alleate, oltre a rafforzare le sinergie con gli alleati storici. Siamo convinti che solo attraverso la formazione di solide basi e di una compagine di sinistra coesa e forte nei propri valori, si possa raggiungere l'obiettivo di cambiare le dinamiche sempre più di destra di questo Municipio al maschile, portando nuove sensibilità.

Condividete che il Ps, con il rinnovamento in corso – e l’esclusione eccellente di Cereghetti – rischi di non sfruttare il vantaggio di aver raggiunto l’unità di tutte le forze di sinistra per mirare al raddoppio in Municipio?

Non condividiamo. Che Bruno Cereghetti sia un candidato d’alto profilo non è mai stato messo in discussione. Occorre tuttavia considerare due importanti fattori. In primis che l’alleanza e l’unità di sinistra raggiunta per le prossime elezioni conferisce un aspetto innovativo e un ulteriore messaggio di apertura e collaborazione rispetto all’anno scorso. In secondo luogo che, per quanto meno conosciuti, i nuovi candidati possono tutti vantare comprovate esperienze in vari ambiti politici e professionali, e soprattutto hanno dimostrato la volontà di rimboccarsi le maniche per realizzare il cambiamento verso una Locarno più sociale, attenta all’ambiente e alla parità di genere. Ribadiamo come all’assemblea straordinaria ci sia stato un forte sostegno, sia del progetto di rinnovamento, che delle liste. Durante quest’ultima è anche emerso come già solo l’elemento di cambiamento e rinnovamento in sè possa essere un segnale importante ed una forte spinta verso un raddoppio municipale in questa tornata elettorale.

Perché – come sottolineato nella lettera – i concetti di ringiovanimento e rinnovamento sono valsi l’esclusione di Cereghetti, ma non quelle di altri candidati anagraficamente simili a lui?

Noi abbiamo sempre parlato di rinnovamento, ma non l’abbiamo mai inteso in modo esclusivo come ringiovanimento. La lista è volutamente rimasta rappresentativa di tutte le sensibilità, sia anagrafiche, sia, soprattutto, di genere. Riteniamo che candidare Bruno Cereghetti, che è già stato municipale a Locarno per dodici anni, non sarebbe stato coerente con la linea di rinnovamento della Sezione e per le ragioni fin qui espresse.

Il passo indietro imposto a Cereghetti dev’essere quindi essere interpretato come una scelta legata al suo profilo ideologico, alle sue convinzioni e ad idee che alla fin dei conti sono incompatibili con quelle portate avanti dalla Sezione?

No, la scelta di non presentare in lista Cereghetti non è legata al suo profilo ideologico e alle sue convinzioni. All’interno di un partito è normale e giusto che ci siano delle sensibilità differenti, ma queste non rappresentano di certo una ragione per un’esclusione. Sosteniamo che la pluralità in senso lato – ideologica, di genere, anagrafica, culturale, ecc. – rappresenti per il nostro partito sempre un valore aggiunto e non il contrario. Quando il comitato si è confrontato con Bruno Cereghetti per discutere della sua eventuale candidatura, egli ha dato la sua disponibilità qualora il progetto portato avanti ne avesse richiesto il bisogno. Per tutto quanto espresso in precedenza, dunque, la scelta è ricaduta su altri profili, senza il bisogno di imporre a nessuno dei passi indietro.

Quale seguito ha avuto – se l’ha avuto – l’invito agli iscritti al Ps a partecipare all’assemblea per recuperare la candidatura di Cereghetti per “ricompattare il gruppo attorno a una lista unitaria e competitiva”?

Questo invito, come già detto, non è mai arrivato né al comitato, né alla base. Durante l’assemblea l’unico ad aver accennato a questa iniziativa, in seguito ritirata, è stato il nostro municipale uscente, Ronnie Moretti, che si è fatto portavoce delle compagne e dei compagni che si sono rivolti a lui per reintegrare la candidatura di Bruno Cereghetti. Egli ha informato che c’era l’intenzione di voler prendere posizione con uno scritto in tal senso, ma che infine, “in ragione di un’unità di partito” in seno alla sezione, l’iniziativa è stata ritirata. A sostegno di questa tesi Ronnie Moretti ha infatti esternato il suo pieno sostegno alla linea proposta dal comitato.

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