l-america-first-di-vosti-con-trump-e-il-guastafeste
A Philadelphia
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
3 min

Verzasca, incontro con Flavio Zappa a Castello Marcacci

Domani i luoghi dimenticati della valle al centro della conferenza dello storico, che parlerà anche del senso della memoria
Bellinzonese
7 min

All’asta in Riviera mezzo quintale di canapa, ma è light

Proviene dall’attività di una società di Iragna fallita nel 2020: era attiva nella produzione e vendita all’ingrosso e al dettaglio
Locarnese
12 min

Ascona, promosso il progetto della copertura della Siberia

In Consiglio comunale l’idea di un tetto per la pista di ghiaccio ha raccolto unanime consenso
Locarnese
43 min

Al Paravento Yari Bernasconi e la musica classica indiana

Venerdì la poesia e il sabato note folk di qualità per gli ultimi due appuntamenti della stagione inverno-primavera
Locarnese
49 min

Cavigliano, Re Bagulon convoca i sudditi per l’assemblea

Venerdì la Società Carnevale si riunisce nella sala comunale (inizio alle 20) per discutere anche di finanze
Locarnese
1 ora

Losone, tombola e merenda per beneficiari Avs

Domani un pomeriggio di festa organizzato dal gruppo mamme alla Fondazione Patrizia
Mendrisiotto
1 ora

Mks Pamp impegnata a ridurre l’impatto ambientale

L’azienda di Castel San Pietro, attiva nella lavorazione di metalli preziosi, mira a rispettare le indicazioni degli Accordi di Parigi
Locarnese
1 ora

Lupo a Cerentino: autorizzato l’abbattimento

Germano Mattei: ‘Decisione inevitabile, anche se tardiva’. L’esemplare aveva attaccato e ucciso 19 pecore lo scorso 26 aprile in Val Rovana.
Grigioni
3 ore

Fra i nominati a Museo europeo dell’anno pure quello del Moesano

Durante la premiazione che si è svolta in Estonia (vincitore Museo della Mente dei Paesi Bassi) la struttura grigionese ha ricevuto un prestigioso diploma
Luganese
3 ore

Promossa l’accusa al Tpf per l’accoltellatrice della Manor

L’imputata dovrà rispondere di tentato assassinio, violazione della legge federale che vieta i gruppi islamisti, ed esercizio illecito della prostituzione
Locarnese
3 ore

Gambarogno, cade da 4 metri: serie ferite per un operaio

L’incidente si è verificato stamane sui Monti di Gerra. Dopo le prime cure sul posto, il malcapitato è stato elitrasportato all’ospedale
Ticino
3 ore

Covid, 107 test positivi nelle ultime 24 ore. Nessun decesso.

Anche oggi nelle case per anziani del cantone non si registrano nuovi casi di coronavirus
Locarnese
3 ore

Linea ferroviaria Cadenazzo-Locarno, lavori in vista

Dal 20 al 23 maggio modifiche nella circolazione dei treni, con cambiamenti d’orario e sostituzione con bus
Bellinzonese
4 ore

Bellinzona, presentazione di una rivista di pensieri libertari

Appuntamento per sabato 21 maggio alle 16.30 al Circolo Carlo Vanza con la direttrice editoriale di Emma Carlotta Pedrazzini
09.12.2020 - 16:57
Aggiornamento : 17:33

L’America First di Vosti, con Trump (e) il guastafeste

Per Dadò editore è uscito un intenso racconto dei 6 anni di corrispondenza Rsi da Washington del giornalista locarnese

Un colpo basso assestato alla cieca? Di più: il lancio della petizione online con cui il “Guastafeste”, nel marzo del '18, aveva chiesto la rimozione di Andrea Vosti dal posto di corrispondente Rsi a Washington era stato molto più di questo, poiché sferrato lucidamente, per quanto lucida possa essere un'azione vergognosa operata per esporre un giornalista alla gogna pubblica (peggio ancora, quella online, dove notoriamente i più bassi istinti si liberano e bombardano prima per distruggere, poi per ridere ballando sulle macerie fumanti).

La colpa del corrispondente: fare cronaca. Riportando altre azioni vergognose, ma con ben altra eco, compiute guarda caso da un altro sedicente “guastafeste”: il presidente degli Stati Uniti d'America. Quel Donald Trump campione di bugie (durante il mandato, circa 15mila fra false dichiarazioni o dichiarazioni fuorvianti, secondo i “fact checkers” del Washington Post) la cui natura si sarebbe poi definitivamente confermata nel teatrino post-elettorale sceneggiato su presunti brogli ovviamente inesistenti, ma buoni per tener lontana la pecorella smarrita dai guai giudiziari che la investiranno una volta uscita dai verdi pascoli dalla Casa Bianca.

Grandi storie, dal Muro a George Floyd

Proprio da quell'atto di bullismo – anche se in realtà, a posteriori, senza dargli più troppo peso – parte il racconto dei 6 anni americani di Vosti, che Armando Dadò editore ha pubblicato sotto il titolo “America First - Cronaca, storie e aneddoti di un Paese in crisi d'identità”. L'“America first” di Andrea Vosti è una dichiarazione d'amore verso un Paese senza molta storia ma popolato di grandi storie. Tante, Vosti torna a raccontarcele così come lui, da corrispondente, le ha vissute: la lobby delle armi e le stragi di massa, il sistema sanitario e l'annientamento dell'Obamacare, il Muro al confine con il Messico, George Floyd e suoi predecessori, tornando fino ai tempi della schiavitù e della sua abolizione. Altri contributi interessanti riguardano temi come l'alto tasso della mortalità materna e il costo proibitivo di una maternità negli ospedali pubblici, ma anche l'incorruttibile (e per noi inconcepibile) ottimismo a oltranza degli americani, il loro fatalismo, la capacità di sopravvivere a divieti e controsensi. E poi le inchieste – fra cui ricordiamo quella, sconvolgente, sul “commercio” online dei bimbi adottivi indesiderati – i viaggi e i grandi incontri.

‘Goodnight, Mr. Bradlee’

Fra questi ultimi, ma è un esempio fra i tanti, uno vale il libro. Vosti ci conduce all'inizio di ottobre del 2014, nel giorno in cui, per un caso fortuito, viene invitato ad una raccolta fondi nel giardino della villa di Ben Bradlee, il mitico direttore del Washington Post ai tempi del Watergate. «A un certo punto – scrive il cronista – durante la serata stavo chiacchierando sul terrazzo, quando attraverso le tapparelle semi chiuse ho intravisto la sagoma di un uomo anziano che guardava la televisione in salotto». Era Bradlee, in pigiama, totalmente incurante della festa. Vosti è incredulo, pensa al Waltergate, ai Pentagon Papers, vorrebbe entrare, presentarsi, stringere la mano al mito, complimentarsi, magari rubare un selfie. «E invece – ammette – non ho avuto il coraggio». Perché sapeva dell'Alzheimer di Bradlee e della sua scelta di attendere la morte in casa, fra gli affetti più cari. «Mi sono limitato a fare una cosa – racconta, emozionandoci, Andrea Vosti –: sono entrato in casa, ho atteso che l'infermiera gli portasse il tè e, in piedi sulla porta del salotto appena socchiusa, gli ho sussurrato, senza farmi sentire: “Goodnight, Mr. Bradlee”». Dieci giorni dopo, il mondo accoglieva la notizia della sua morte.

Dentro e dietro la notizia

Ma il libro è, appunto, molto di più: è un appassionato e appassionante racconto incrociato dove i fatti di cronaca si compenetrano con la vita vissuta, con quel “dietro le quinte”, o “dietro la notizia”, che è il vero valore aggiunto di questo genere di resoconti. Grazie a Vosti conosciamo un po' meglio i colleghi Ssr a Washington – cameramen freelance inclusi –, incontriamo Jim Acosta, volto noto della Cnn, e respiriamo i grandi spazi dell'Arizona battuti dai cartelli della droga messicani. In Messico, a Puerto Palomas, il cronista ci presenta la famiglia Castillo e il piccolo Mauricio, 6 anni, che ogni giorno, zainetto in spalla, attraversa la frontiera per andare a scuola a Columbus, New Mexico, in quanto nato negli Stati Uniti, da madre messicana, e quindi cittadino statunitense.

Incontri, racconti e reportage. Come quello da Wilmington, Carolina del Nord, dove nel settembre del '18 passa l'uragano Florence, che Vosti va a “conoscere” di persona e dalle cui disastrose conseguenze dovrà fuggire lungo strade che chiudono una dopo l'altra, fiumi che esondano e colleghi che, sui sedili posteriori del Suv, pregano per la propria salvezza...

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
america first andrea vosti dadò editore giornalista libro trump
Guarda le 4 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved