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18.11.2020 - 21:330
Aggiornamento : 24.11.2020 - 10:07

Così il Cantone fa ‘scomparire’ le antenne di Arcegno

Dipinte in grigio le tre strutture sul campanile, che è monumento storico. Ma per chi contesta, ciò non basta

Una mano di vernice grigia e il leggero arretramento di una delle tre: così le antenne sul campanile di Arcegno sono “scomparse”. Il trucco d'illusionismo è stato svelato dal direttore del Dipartimento del territorio (Dt) Claudio Zali in una lettera (co-firmata dal direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità, Martino Colombo) inviata in risposta a un cittadino della frazione losonese, Piergiorgio Rangoni, che da un biennio lotta contro l'istallazione dell'invasivo impianto per la telefonia mobile al centro del villaggio. Invasivo non sono solo parole sue, ma dati di fatto oggettivi, sotto gli occhi di tutti. Ne avevamo già scritto e da mesi si attendevano correttivi.

Sono arrivati, con l'intervento dell'Ufficio beni culturali, per altro sempre attento alla salvaguardia dei monumenti ticinesi. Occorre precisare che la chiesa di Arcegno, con la sua torre campanaria costruita fra il 1560 e il 1565 (forse su progetto di Giovanni e Pietro Beretta), è un monumento storico protetto e riconosciuto a livello cantonale.

Il Tf ha già sentenziato su casi simili

“L'installazione dell'antenna ha seguito l'iter di approvazione conformemente alle leggi in vigore – scrive Zali –. Il presupposto è dato dalla legge federale sulle telecomunicazioni che prevede di garantire a tutte le cerchie della popolazione un servizio di telecomunicazione affidabile e a prezzi accessibili. Il Tribunale federale si è già espresso su casistiche simili, sentenziando che in assenza di migliori alternative, la posa di antenne all'interno di beni culturali protetti può essere eccezionalmente ammessa”.

Diverse le sollecitazioni giunte alle autorità per contestare le tre antenne sul campanile: opposizioni, ricorsi, prese di posizione pubbliche e contestazioni sui media. Ora i servizi del Dipartimento hanno analizzato attentamente il problema: “A fronte di alternative che sarebbero risultate più invasive dal profilo del paesaggio e dell'impatto sul nucleo – spiega il Dt –, abbiamo ritenuto che fossero dati i presupposti per la soluzione poi realizzata. I servizi cantonali, tra i quali l'Ufficio dei beni culturali, hanno tuttavia posto condizioni rigide che in un primo tempo non erano state rispettate. Con l'intervento degli stessi e del Comune, l'antenna è stata poi modificata e arretrata in modo che l'impatto visivo ora è stato ridotto al minimo possibile”.

Un trucco d'illusionismo, si diceva... Ma l'auspicata sparizione in verità non c'è stata. Una mano di vernice grigia e l'arretramento di pochi centimetri di una delle tre antenne francamente non soddisfano i contestatori. Rangoni, replicando a Zali, sostiene: “Inutile continuare a usare le parole per spiegarmi. Le fotografie delle tre antenne dopo gli interventi dimostrano che l'impatto visivo non è stato ridotto al minimo possibile. Una simile affermazione, anche se in buona fede, è assolutamente fuorviante se non assurda”.

Suvvia, sono “praticamente invisibili”

Rangoni ricorda quindi che il Municipio di Losone, prendendo posizione su un ricorso del “Gruppo abitanti di Arcegno”, il 10 gennaio 2019 precisava: “Nel limite del possibile le antenne nella cella campanaria non devono pregiudicare l'aspetto del monumento, ovvero la loro presenza deve essere percepibile in maniera minima dal suolo pubblico e dagli spazi accessibili al pubblico”. Nel limite del possibile, appunto...

Giova inoltre segnalare come Jürg Studerus della Swisscom il 2 luglio scorso sosteneva in una mail al combattivo arcegnese che “L'Ufficio cantonale per i beni culturali ha accettato la collocazione nel campanile perché i pannelli dell'antenna sono praticamente invisibili”. Va detto che l'assemblea parrocchiale ha accordato il suo permesso per l'impianto, siglando un contratto d'affitto per il campanile.

Le antenne saranno messe in funzione e anche qui non mancano le preoccupazioni. Timori dovuti alla posizione centrale della struttura, a due passi delle case d'abitazione e a un passo da un parco giochi comunale, con altalene e scivoli. “Dal profilo delle emissioni, l'antenna è costruita per rispettare tutte le normative in vigore”, assicura Zali nella recente missiva. E infine: “L'installazione ha seguito la procedura del nostro stato di diritto e ha ottenuto le autorizzazione previste dalla nostra legislazione”. Con successiva mimetizzazione.

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