Locarnese
Casa San Carlo: verso il futuro con l'ente autonomo
Cambio di marcia a Locarno nella gestione dell'istituto comunale per anziani. Cotti: ‘Un modello ad autonomia controllata’
19 ottobre 2020
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È in primo luogo la condivisione cercata e ottenuta all'istituto per anziani e attorno ad esso (personale, parti sociali) ad interessare al Municipio di Locarno nel momento del cambiamento di gestione di Casa San Carlo. O almeno questo è quanto emerso dall'intervento che il capodicastero Giuseppe Cotti ha fatto stasera prima del voto favorevole alla costituzione dell'ente autonomo che prenderà in mano le sorti della casa anziani.  Ed è un accento, quello messo dal municipale Ppd, che traduce l'oggettivo impegno da lui messo nella ricerca della concordanza, fin da quando, alla fine di febbraio del 2018, si era “impadronito” del dossier. L'obiettivo era allora raddrizzare una situazione che sembrava sfuggita di mano, anche a causa dei diversi avvicendamenti alla direzione che avevano fatto perdere stabilità, serenità e una visione chiara del futuro a chi, da dipendente, osservava l'istituto per anziani dall'interno.

«Il tempo degli esami è stato sufficiente – ha premesso Cotti ribattendo alla richiesta di rinvio del messaggio della Sinistra, poi bocciata dal Consiglio comunale –. Ora si tratta di decidere». E ha ricordato appunto il lavoro di preparazione svolto dal Comune con sindacalisti e personale per giungere ad un cambiamento secondo un modello sostenibile e realmente favorevole a chi Casa San Carlo la fa funzionare ogni giorno (oltre naturalmente che agli ospiti, le cui buone condizioni di soggiorno non sono comunque mai state messe in discussione). Rilevando la scarsa autonomia comunale in materia di gestione delle case per anziani, Cotti ha sostenuto la soluzione dell'ente autonomo di diritto pubblico quale garanzia di maggiore flessibilità e autonomia; ma un'autonomia comunque «controllata»: sia dal Municipio nel Consiglio direttivo (con due elementi), sia dal Consiglio comunale, cui spetteranno le decisioni finali. La “stanza dei bottoni” sarà dunque in larga parte un organo tecnico, formato da persone qualificate nominate dal legislativo. Si è discusso sul numero di municipali presenti nel Consiglio direttivo: non è passata la proposta della Gestione di limitare le poltrone a una, destinandola al capodicastero.

Un'altra differenza di vedute rispetto alla Gestione riguardava i tempi del passaggio degli immobili all'ente autonomo. La commissione lo auspicava immediato, mentre il Municipio, stando al messaggio, preferisce procedere con un risanamento globale della struttura e con una valutazione dell'esperienza secondo il nuovo modello, e solo dopo mettersi a tavolino. In votazione è passata questa versione, ma ci sarà ancora una riflessione nel merito.

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