13.10.2020 - 17:40

Gordola si strappa l'etichetta di Città dell'Energia

La decisione di non chiedere la ricertificazione è stata presa a larga maggioranza dal Municipio. Storni: ‘Una rinuncia coerente. Non ci sembrava corretto’

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Dopo cinque anni, Gordola rinuncia all'etichetta ‘verde’ (foto Ti-Press)

“Gordola perde il label Città dell'Energia o meglio vi ha rinunciato per coerenza”, scrive sul suo profilo Facebook Bruno Storni, municipale del comune locarnese. Contattato, il rappresentante in esecutivo di Alternativa per Gordola spiega che è stata una decisione del Municipio «presa a larga maggioranza. Insomma, è stata una rinuncia volontaria perché non ci sembrava corretto essere ricertificati».

Il label era stato ottenuto dal Comune cinque anni fa, ma da allora nessuna svolta concreta

Il riconoscimento “verde” era stato ottenuto dal Comune cinque anni fa, tuttavia «alle promesse non hanno fatto seguito azioni concrete. Richiedere la certificazione sarebbe stato ridicolo»; basti pensare, esemplifica Storni, che due fra i più importanti stabili comunali (il Palazzo comunale e l'edificio scolastico al Burio) hanno continuato a bruciare nafta, 75mila litri all'anno».

Si è fatto il minimo, già previsto dalle leggi

A riprova dello scarso impegno in materia di sostenibilità, Storni cita ancora come «l’energycheck annuale, che analizza i consumi e classifica l’efficienza energetica degli stabili comunali, abbia dato come risultato il livello G: il più basso sull’etichetta energetica”. Le azioni intraprese dal Comune, rileva Storni, altro non sono quanto "di regola è richiesto dalle normali leggi, che fra l'altro chiedono agli enti pubblici di fungere da esempio”.

Il municipale esprime ancora dubbi sull'utilizzo del Fondo energie rinnovabili (Fer) per progetti “che di fatto non lo meritavano, non avendo i requisiti di alto standard” e adduce che la lista delle inadempienze sia lunga, ma preferisce non dilungarsi.

Allargando la prospettiva

Il dubbio del municipale sul merito del label ottenuto da certuni enti locali allora si allarga: “Sono troppi quelli che l'hanno ottenuto troppo facilmente, senza alcun beneficio ambientale, ma tanto marketing politico”, osserva criticamente.

In Svizzera, dagli anni Novanta a oggi, le Città dell'Energia sono 454, “il 60 per cento della popolazione del nostro Paese – considera – vive in un comune insignito dell'etichetta, ma di svolta energetica nessuna traccia”.

In ultima battuta: “In futuro, o si alza l'asticella o meglio chiudere. Continuare così significa far credere alla popolazione che stiamo facendo politica ambientale, ma di questo passo la svolta energetica non la faremo”, chiosa.

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