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24.09.2019 - 20:500
Aggiornamento : 26.09.2019 - 15:39

Casa Vallemaggia verso i 15 anni. Bilancio positivo

La struttura gestita da Pro Infirmis a Locarno è cresciuta. Ecco cosa offre, tra interazione e integrazione

Nel 2020 Pro infirmis Svizzera taglierà il traguardo del secolo di vita; lo stesso anno compirà 15 anni Casa Vallemaggia, in via Varenna 1 a Locarno, aperta dalla Fondazione famiglia fu Daniele Pedroncini (tuttora proprietaria dello stabile) e gestita da Pro Infirmis Ticino e Moesano dal 2012. Il bilancio dei primi 15 anni lo facciamo con la responsabile della struttura, Sarita Capra. «Per quanto riguarda il ristorante, questo bilancio si può basare su un sondaggio che abbiamo promosso recentemente – spiega –. Hanno risposto circa 380 clienti e su tutti i punti, dal servizio al cibo, passando per l’atmosfera e i prezzi, il riscontro è più che lusinghiero».
Note dolenti? «Una certa qual mancanza d’informazione, ad esempio sul fatto che offriamo anche un servizio serale, una carta con menu stagionali, il “take away” e la vendita di buoni regalo». Al locale, oltre allo chef Remo Migliorini, lavorano alcuni professionisti affiancati da 25 collaboratori/utenti, beneficiari di una rendita Ai, in un’ottica d’integrazione, interazione e formazione. Una piccola équipe del ristorante gestisce la buvette al Dfa (ex Magistrale), aperta tutto il giorno e con buffet all’ora di pranzo. «Il contatto quotidiano tra il nostro personale, gli studenti e i professori è arricchente e stimolante per tutti».
Di recente è pure stato promosso un sondaggio presso le famiglie degli ex allievi della “Scuola di vita autonoma” (Sva), una struttura che occupa il terzo e il quarto piano di casa Vallemaggia. Anche in questo caso le risposte sono state positive.

Un ‘unicum’ in Ticino

Gestita da Pro Infirmis dalla sua apertura nel 2007, la Sva è un “unicum” a livello cantonale: «Offriamo sei posti in altrettante camere con servizi e spazi comuni – afferma l’intervistata –. Si tratta di una scuola-alloggio rivolta a persone adulte con disabilità, che si impegnano in un percorso formativo di tre anni, volto all’acquisizione di maggiori competenze per vivere in modo più autonomo. Le attività del quotidiano, e corsi specifici su temi come la gestione dell’economia domestica, del tempo libero, del proprio benessere e altri, sono delle opportunità concrete per conoscersi e sviluppare delle risorse. Una grande attenzione è data anche agli aspetti relazionali e affettivi. Al termine di questo percorso si cerca un’abitazione adatta per gli ex allievi, che nel frattempo si sono costruiti una rete sociale e hanno acquisito capacità importanti per i diversi aspetti della vita quotidiana, dagli spostamenti, all’attività lavorativa, passando per le faccende domestiche». Un’autonomia che, come risulta dal sondaggio, viene confermata (e oltremodo apprezzata) dalle famiglie. Pro Infirmis offre poi alle persone che terminano la formazione alla Sva, e che scelgono questa possibilità, degli appartamenti definiti di “vita autonoma”. Infine, un accenno al Centro diurno. «Accoglie persone con disabilità acquisite che sono state confrontate a un evento invalidante – conclude la responsabile–. Un obiettivo è favorire la permanenza a domicilio di queste persone e sostenere i famigliari curanti. Promuoviamo la partecipazione alla vita sociale, dentro e fuori il Centro, e il benessere di ogni partecipante. L’équipe pluridisciplinare è composta da educatori, un’ergoterapista e un operatore socioassistenziale. Anche in questo caso, è l’unica struttura in Ticino concepita con questa formula».

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