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Locarno
11.06.2019 - 06:000

Al Paravento il teatro (del genio) che unisce

I giullari shakespeariani in ‘Di Matti, di William e altre divagazioni’: sul palco sabato e poi in un documentario sul teatro come via per l'integrazione

Un notevole esercizio di creatività… al servizio di un progetto più ampio. Sono le credenziali di “Di Matti, di William e altre divagazioni”, lo spettacolo che la Compagnia Teatro Paravento di Locarno metterà in scena gratuitamente sabato prossimo, 15 giugno, dalle 19 al Teatro Paravento di Locarno. In realtà, più che di spettacolo propriamente detto parliamo in questo caso di “conferenza-spettacolo” poiché Miguel Cienfuegos e Luisa Ferroni, vestendo panni squisitamente shakespeariani, “dibattono” attorno al tema del ruolo del buffone nell’opera del Bardo; e lo fanno, appunto, in modo giullaresco.

“Lo spettacolo nasce dalla specifica richiesta dei realizzatori di un documentario che parte come affresco – entro contorni ticinesi – dell’opera shakespeariana, ma giunge ad essere, in primo luogo, un lavoro sul teatro come strumento di integrazione”, spiega Cienfuegos. Sono in effetti tre le compagnie scelte dai realizzatori del documentario – Lorenzo Pomari e Paolo Vandoni, videomaker e registi locarnesi - per affrontare la tematica: oltre al Paravento abbiamo l’”Associazione Scintille: teatro e spazio creativo”, anch’essa di Locarno, e la Bottega del Teatro dell’Associazione Giullari di Gulliver di Arzo. Tutte e tre le compagnie sono state seguite nella preparazione dei rispettivi pezzi shakespeariani (Scintille ha scelto “Il sogno di una notte di mezza estate” e la Bottega un adattamento del McBeth) e in ognuna i realizzatori del film hanno isolato un personaggio, seguito anch’esso nella preparazione del ruolo, ma anche nella vita privata. Nel caso del Paravento, il personaggio è Cienfuegos, per il quale il teatro è stato strumento di integrazione nel contesto svizzero e ticinese, fin dal suo arrivo dal Cile nel 1974.

Lunga vita (e dignità artistica) a ‘The Fool’, il buffone

Chiamata a mettere in scena il genio per eccellenza, la Compagnia Teatro Paravento ha dunque optato per un “ventaglio di ritratti” dei più celebri giullari dell’opera shakespeariana. “Il buffone è una figura contraddittoria a cui spesso si dà un significato negativo – nota Cienfuegos -. Viene identificato con un tipo di divertimento di livello piuttosto scarso. Tuttavia questo personaggio ha vissuto nella Storia del teatro momenti sublimi di grande spessore. Grandi autori come Shakespeare hanno ridato al buffone, ‘the fool’, una grande dignità artistica e ricuperato da questa figura aspetti meno noti: la sua capacità di esprimere profondi e convincenti pensieri filosofici, la sua vena poetica e il suo senso critico verso la realtà che gli è toccato vivere”. La conferenza-spettacolo del Paravento mette in luce questi argomenti adoperando un meccanismo tanto caro al buffone: la comicità.

Per la cronaca, gli altri due personaggi principali del documentario in preparazione sono Seid Ali, un giovane eritreo di 19 anni, ospite del Centro per richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati di Castione della Croce Rossa, e Ludovico, undicenne di Minusio. Il primo ha un’allucinante storia di fuga dal suo Paese all’età di 14 anni, giungendo da solo in Svizzera e trovando il teatro (con la “Bottega” dei Giullari di Gulliver) come primo strumento di integrazione; mentre il secondo è un “normale” ragazzo ticinese che nel teatro (con l’Associazione Scintille) sta trovando le chiavi per accedere all’adolescenza e alla maturità. L’entrata allo spettacolo del Paravento è come detto gratuita. Occorre prenotarsi allo 091 751 93 53 o scrivendo a info@teatro-paravento.ch.

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