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Locarnese
07.06.2019 - 06:000
Aggiornamento : 07:08

Il 29enne rimane in carcere, ma la difesa ha una carta

Caso 'La Palma' di Muralto, in corso nuovi accertamenti tecnici che potrebbero giustificare una richiesta di rimessa in libertà

Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha stabilito che il 29enne accusato dell’uccisione della 22enne inglese, all’albergo “La Palma au Lac” di Muralto, dovrà rimanere in carcere per altri due mesi o poco meno. Si tratta della prima proroga della carcerazione preventiva, dopo che il primo periodo, iniziato il 9 aprile, giorno del fermo, si era esaurito il 28 maggio.

La notizia della decisione del gpc è stata diramata ieri in mattinata dal Ministero pubblico, che nei confronti del 29enne tedesco ha formulato le ipotesi di reato di omicidio intenzionale, subordinatamente omicidio colposo. Il giovane, residente a Zurigo, aveva soggiornato alla “Palma” di Muralto con la 22enne britannica, ma dopo alcuni giorni di permanenza ne aveva denunciato affannosamente il decesso presentandosi alla “reception” dell’hotel. Era poi emerso che la ragazza era morta per soffocamento; un tragico decesso che il compagno ha sempre sostenuto essere stato l’epilogo di un gioco erotico finito male. Questo, quando nella notte precedente il custode del “4 stelle” aveva dovuto intervenire al 5° piano – dove si trova la camera – per calmare i due ragazzi, i quali, secondo alcune testimonianze di vicini di stanza, avrebbero litigato (ma forse non era un litigio propriamente detto) con eccessiva foga.

Interpellato dalla ‘Regione’ sulla proroga della carcerazione preventiva del suo assistito nel carcere giudiziario della Farera, il legale del giovane, avvocato Stefano Genetelli, avverte che importanti sviluppi potrebbero tuttavia giungere nelle prossime settimane. Precisamente, quando saranno a disposizione delle parti le risultanze di importanti accertamenti di natura tecnica che gli inquirenti stanno compiendo. Negli auspici di Genetelli, tali verifiche potrebbero rafforzare la tesi della difesa, e cioè che davvero ad interrompere l’idillio fra i due giovani in vacanza irruppe una errata interpretazione dei possibili effetti di una pratica erotica estrema. Nessuna intenzione di uccidere, dunque, ma “soltanto” un grave effetto collaterale.

Se dagli accertamenti emergessero elementi tali da suffragare la versione del 29enne, Genetelli valuterebbe seriamente l’eventualità di una richiesta di scarcerazione; possibilità, questa, alla quale il legale di Giubiasco non ha ritenuto finora di far capo.

Nessuna novità sostanziale, intanto, trapela dall’altro fronte, quello degli inquirenti. In ragione della “delicatezza del caso”, come si leggeva in una nota del Ministero pubblico, la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, titolare dell’inchiesta, continua a trincerarsi dietro il massimo riserbo.

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