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28.05.2019 - 06:00
Aggiornamento: 20.08.2019 - 10:34

Rustici in vendita a un franco l'uno

Gambarogno metterà sul mercato a un prezzo simbolico nove stabili da ristrutturare. È una delle proposte per salvare i Monti di Sciaga

di Serse Forni
rustici-in-vendita-a-un-franco-l-uno
A circa 1200 metri di quota (foto C. Bordoli)
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Il nucleo montano di Sciaga, in alta Val Veddasca, è composto da una manciata di rustici in parte in rovina. Nella pittoresca frazione di Indemini la storia è scritta nelle pietre, quasi del tutto abbandonate da più di mezzo secolo. Ora il Comune ha intenzione di (ri)lanciare un’operazione di recupero e valorizzazione, mettendo anche in vendita nove stabili, che potranno essere acquistati (e che poi dovranno essere riattati) da privati per un prezzo decisamente simbolico. Attualmente “molti edifici sono ormai diroccati – segnala il Municipio nella proposta che sottoporrà al Consiglio comunale il prossimo autunno –. Nonostante ciò il nucleo sprigiona un fascino del tutto particolare, meritevole di protezione”.

Per trovare le soluzioni migliori a garantire un futuro al piccolo comprensorio montano è stata creata una commissione ad hoc. La stessa è giunta alla conclusione che il Comune non dispone di sufficienti mezzi finanziari per realizzare l’intero progetto. La visione: “Costruire un capanno alpino aperto (non custodito), promuovere la ristrutturazione degli edifici esistenti, assegnati a privati a precise condizioni, e rilanciare una migliore gestione agricola dei terreni da sfalcio”.

Per la capanna alpina, sono stati scelti l’area che attualmente comprende tre rustici limitrofi e che si trova quasi all’entrata del nucleo, per chi arriva da Idacca, a valle del sentiero. Per i rustici da cedere ai privati, che sono stabili potenzialmente recuperabili, sono state preparate delle schede tecniche. Saranno consultabili all’ufficio tecnico e contengono le informazioni cartografiche, catastali, pianificatorie, fotografiche e i piani di dettaglio, con le piante, le sezioni, le facciate. Tutte informazioni utili – specifica il Municipio – per promuovere un sondaggio “inteso a verificare l’effettivo grado d’interesse dei privati per investire e ristrutturare parte degli stabili esistenti a Sciaga”.

Prezzo stracciato, ma con vincoli

Le condizioni di partenza saranno interessanti per gli acquirenti, che potranno accaparrarsi gli oggetti “con un indennizzo simbolico di un franco, ma con precisi vincoli sulla qualità costruttiva, i materiali e i tempi di ristrutturazione”. Per il Comune vi saranno garanzie inserite negli atti notarili: “Si potrebbe ipotizzare un diritto d’uso durante la fase costruttiva, con successiva e definitiva cessione a lavori ultimati”. In conclusione il Municipio afferma: “Siamo consapevoli che sarà compito arduo trovare un adeguato numero di interessati ad assumersi l’onere di ristrutturazione, malgrado la cessione possa avvenire a prezzo simbolico”. Oltre a un’efficace promozione, occorrerà affiancare il salvataggio degli stabili all’edificazione della capanna alpina, che potrà divenire meta di mountainbiker, e a un’efficace gestione agricola dei fondi. Va ricordato che nel 2016 è già stato costruito un serbatoio per l’acqua potabile al quale i rustici riattati potranno allacciarsi. Il recupero del nucleo, per la sua valenza socio-culturale, potrà beneficiare dei sussidi decisi nell’ambito del decreto legislativo per il progetto aggregativo.

I tentativi precedenti

L’odierno esperimento del Comune di Gambarogno ne ricalca altri, mai andati in porto. Nei primi anni 70 una società immobiliare acquistò una trentina di rustici e 20 ettari di prati e boschi per realizzare un villaggio turistico diffuso, con 70 posti letto, diversi servizi e una teleferica da Indemini. Ma dopo pochi anni, pur avendo ottenuto le licenze edilizie, il progetto fu abbandonato.
Nel 1998 rustici e terreni furono comperati da Indemini, con l’appoggio del Cantone. Quindi sono stati recuperati i pascoli. Ma nel 2002 la proposta denominata “Far rivivere Sciaga”, con il rafforzamento delle strutture agricole e con obiettivi turistici (le promesse di finanziamento erano state garantite), non aveva superato lo scoglio dell’assemblea comunale di Indemini.

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