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L'albergo del futuro
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11.05.2019 - 06:00
di Davide Martinoni

Nel balletto dei progetti 'vale quello presentato alla Città'

Resort a Brè: intervista esclusiva al Ceo della Augur Invest, che giudica 'ininfluente' la vasta documentazione presentata ai potenziali investitori

«L’unico, vero progetto che verrà realizzato al Monte Brè è quello presentato al Municipio di Locarno. Tutte le altre indicazioni uscite sulla stampa vengono da documenti confidenziali destinati ai potenziali investitori. Tali indicazioni presentavano un concetto generale, non un progetto. Vanno pertanto considerate del tutto ininfluenti». Marc Sontag, Ceo della Augur Invest Ag con sede nel Canton Svitto, raggiunto dalla “Regione” esprime il suo punto di vista in merito alle molteplici versioni del progetto di resort al Monte Brè emerse negli ultimi mesi.

Marc Sontag, nei giorni scorsi abbiamo riportato i dettagli contenuti nelle “informazioni di progetto” che la Augur Invest ha diramato ai potenziali finanziatori. Vi si legge tutt’altro rispetto a quello che avete presentato alla Città. Si parla ad esempio della prestigiosa “Six Senses Hotel Resorts Spas” come operatore alberghiero.

Con la “Six Senses” non c’è alcun contratto firmato. Nel caso ci fosse, e questo vale per qualsiasi operatore, non potremmo svelarlo o commentarlo a causa di accordi di confidenzialità. Per chi opera nel nostro settore è normale prendere contatto con diversi operatori, ed è ciò che abbiamo fatto. Ma non c’è niente di definitivo. Anche questo, come altri aspetti, è in via di definizione.

Stando al “concetto” da voi presentato, il progetto è profondamente diverso rispetto a quello illustrato alla Città anche in merito alle ubicazioni. Si parla ancora dell’albergo che sarebbe realizzato alla “Follia I” e delle residenze alla “Follia II”.

Ribadisco che la versione del progetto da considerare affidabile e che vorremmo realizzare si limita agli insediamenti alla “Follia II”, dove l’attuale albergo in disuso verrà ristrutturato e dove sorgeranno, a sud, le residenze con gli apparthotel.

Quindi i terreni acquistati dalle vostre società alla “Follia I” rimarranno inutilizzati?

Al momento non sappiamo cosa succederà in futuro su quelle superfici, ma il progetto che ci apprestiamo a presentare non li considera.

Come spiega dei cambiamenti di rotta così drastici rispetto a quanto era lecito aspettarsi rispetto alle versioni precedenti presentati in documenti che voi considerate confidenziali?

Quando si presenta un concetto i cambiamenti e gli adeguamenti dipendono dagli operatori e dagli altri investitori che vengono coinvolti. Poi arriva un momento in cui si tirano le somme e ci si sente in grado di presentare ufficialmente un progetto alle autorità comunali. È quanto accaduto a Locarno per il Monte Brè: abbiamo dovuto attendere fino al momento in cui eravamo sicuri di ciò che siamo in grado di proporre.

Il progetto da voi presentato può essere considerato la prima tappa in vista di un’evoluzione del resort?

No. Quello è e quello rimarrà.

C’è anche il grosso tema dell’accessibilità: quella stradale da una parte e quella aerea dall’altra. Ha suscitato preoccupazione l’ipotesi di un eliporto che consentirà agli elicotteri di fare la spola per trasportare in quota i facoltosi ospiti del resort.

Non ci sarà alcun eliporto propriamente detto. Ricordo che la legislazione svizzera prevede, per i voli sotto i 1’100 metri (come sarà il caso per raggiungere la “Follia II”), una normale licenza. Per quanto riguarda la strada che sale al Monte Brè, altrove in Svizzera – Paese montano – sono stati realizzati progetti importanti in zone non facilmente accessibili. In questi casi si trovano soluzioni che possano ovviare ad eventuali problemi. Ma vanno concordate con le autorità comunali e cantonali.

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