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29.03.2019 - 11:130

I Salva Monte Brè: 'Siamo del tutto apartitici'

L'associazione che si batte contro il mega resort fra Brè e Cardada risponde alle affermazioni del Plr di Locarno

L'Associazione Salva Monte Brè risponde piccata alle esternazioni del Plr di Locarno, che giudicava prematura l'iniziativa popolare finalizzata a un cambiamento del Pr cittadino per mettere al riparo le zone montane (Brè e Cardada) da investimenti immobiliari che snaturerebbero il territorio. Potrebbe essere il caso, com'è noto, per il mega progetto di resort che prevede una novantina fra villette e residenze al Monte Brè e un albergo 5 stelle con annessi e connessi a Colmanicchio. Questa la reazione del Salva Monte Brè:

"È con grande curiosità che abbiamo appreso la posizione della sezione Plr di Locarno riguardo alla nostra azione. In primo luogo vorremmo ringraziarli, perché in effetti la questione merita attenzione e merita di essere discussa. Sono l'indifferenza e l'apatia il nostro principale avversario, non opinioni che contrastano con le nostre; anzi, accogliamo con favore tutte le opinioni, per quanto controverse possano essere. Per riassumere: Il Plr ritiene che noi 'gridiamo al lupo' e che sia sbagliato 'demonizzare e ostacolare a priori i progetti di chi ha investito nell'acquisto di terreni'. Indica che non è stato presentato alcun progetto o domanda di costruzione e che la nostra azione è quindi prematura. Ritiene che il sostegno da noi ricevuto, che include (ma non si limita assolutamente) a personalità di sinistra, sia opportunistico e con fini elettorali, e che quindi non riflette alcuna ambizione di verità e di giustizia. In primo luogo, vorremmo respingere con forza questo terzo punto. I promotori dell'iniziativa sono persone appartenenti a diversi partiti (tra cui un certo numero di liberali radicali) e abitanti/proprietari del Monte Brè. L’associazione 'Salva Monte Brè' che sostiene l’iniziativa è apartitica. Ci rifiutiamo categoricamente di ridurre la nostra lotta a una semplice concorrenza tra partiti".

"Riteniamo inoltre – prosegue la nota – che sia estremamente inopportuno, in una democrazia, mettere in dubbio in questa maniera le intenzioni di coloro ai quali ci si oppone. Viviamo in un sistema partecipativo e ognuno ha diritto alle proprie opinioni. Mettere in questione le motivazioni profonde delle persone in questo modo, piuttosto che concentrarsi sulle idee presentate, fa regredire la democrazia. Al contrario, crediamo che tutti condividiamo la stessa ambizione, che è quella di lasciare ai nostri figli una società libera e prospera. Possiamo non essere d'accordo su come raggiungere questo obiettivo, ma non attaccheremo mai i valori o le motivazioni dei nostri concittadini. Non ci verrebbe mai in mente, ad esempio, di accusare i rappresentanti del PLR di essere subordinati a interessi diversi da quelli degli elettori locarnesi. Sarebbe demagogico, oltraggioso e irresponsabile: invitiamo quindi i nostri interlocutori a mantenere la stessa levatura".

E poi, nel merito del progetto: "Le domande di costruzione saranno frammentate e incrementali. Non riveleranno mai la natura completa e integrata del 'maxi-resort' come invece la conosciamo oggi grazie alla documentazione dei promotori e all'estensione e al numero delle case e dei terreni già acquistati. Da quello che si può dedurre dagli opuscoli dei promotori il progetto ha una portata territoriale notevole che non può essere affrontata come se si avesse davanti un progetto normale. Già solo il fatto che un progetto di tale portata potrebbe essere realizzato in quei comparti montani della città indica che probabilmente vi è un problema di piano regolatore, proprio ciò che si vuole affrontare con l’iniziativa popolare. Se non fossimo stati a conoscenza delle loro reali intenzioni prima della richiesta dei permessi di costruzione, non avremmo mai potuto chiedere misure sospensive di conservazione nell'ambito dei ricorsi che intendiamo presentare. Né avremmo avuto il tempo di studiare adeguatamente l'impatto ambientale di questo progetto faraonico e farlo valere nei suddetti ricorsi".

Per il "Salva Monte Brè", "è nell'interesse dei promotori mantenere il più a lungo possibile la massima segretezza, perché è proprio dal segreto che dipende il successo di un progetto di questo tipo. Tuttavia, se molti fondi di investimento in tutto il mondo hanno ricevuto questa stessa documentazione, perché negarla agli abitanti della regione direttamente coinvolta? Il segreto è stato tenuto per molto tempo, e anzi gli abitanti del Monte Brè si sono scontrati con una vera e propria disinformazione, prima che la nostra associazione (e dei coraggiosi giornalisti locali) rivelasse la verità lo scorso autunno". In merito alle obiezioni sull'iniziativa popolare, poi, "ci riserviamo di rispondere il giorno in cui avremo raccolto tutte le firme. Il dibattito dovrebbe aver luogo solo a quel momento. Ricordiamo semplicemente che non si tratta di ostacolare lo sviluppo normale e organico del territorio, ma semplicemente di impedire i progetti alberghieri faraonici (conformemente alle nuove disposizioni cantonali e federali in vigore). Il risultato di un'iniziativa popolare, per definizione, è quello di esprimere un'opinione pubblica e democratica; non quella di una singola associazione. Anticipare questo dibattito e sottintendere che una simile iniziativa sia dannosa a priori non va certo a favore di coloro che difendono tale posizione: anche se probabilmente è una minoranza all'interno del Plr. Coloro che ritengono che questo dibattito debba aver luogo, a prescindere da eventuali reticenze sui nostri metodi, sono invitati a firmare l'iniziativa e ad aiutarci nella raccolta delle firme". 

E infine, un monito: "Il liberalismo economico non prevede da nessuna parte l'esistenza di un Politburo che manipoli segretamente i tassi di interesse e la quantità di denaro in circolazione, causando proprio questo tipo di bolla e squilibrio di cui il mega-progetto è un sintomo. Ci aspetteremmo per questo una vostra posizione a favore dei produttori, dei risparmiatori e della libertà economica; ci aspettiamo cioè che vi uniate alla nostra causa, per uno sviluppo organico e sano della nostra bella regione montana".

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