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16.02.2019 - 06:01

Cifre ballerine fra Kursaal Sa e Casinò di Locarno

La casa da gioco lamenta un calo delle entrate e chiede di ridefinire gli oneri. Intanto, taglia i contributi alle Fondazioni cultura e turismo

di Davide Martinoni
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Casinò di Locarno Sa e Kursaal Locarno Sa (la partecipata pubblica con l’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, Otlmv, come maggiore azionista) stanno cercando un non facile accordo finanziario. L’obiettivo finale è che la casa da gioco di tipo B possa (o decida di) rimanere nello stabile del Teatro di Locarno – di proprietà della Kursaal – anche dopo la scadenza, e l’auspicato rinnovo della concessione federale, posticipato al 2024 rispetto al termine naturale nel 2023.

Sullo sfondo della trattativa ci sono due elementi importanti, anche se di diverso peso specifico. Il primo, di carattere fortemente pubblico, è l’entità dei contributi che il Casinò continuerà ad erogare, per convenzione, alla Fondazione per il turismo e alla Fondazione per la cultura. Il secondo riguarda l’ipotesi – nel caso in cui l’accordo non venisse trovato – di un clamoroso trasloco della casa da gioco: “Forze esterne” starebbero cercando di attirare il Casinò in direzione di Muralto, dove il comparto della Stazione muterà radicalmente i suoi contenuti. Ma questa eventualità, al momento, appare piuttosto remota.

Dall’inizio dell’attività del Casinò nello stabile della Kursaal, la reciproca convenienza dei rapporti fra locatore e inquilino si basa sull’affitto pagato alla Kursaal – un milione di franchi all’anno, oltre 80mila franchi al mese – e sui contributi che il Casinò è tenuto a versare alle due citate fondazioni, ovverosia 400mila franchi all’anno ciascuna. Si tratta di sussidi vitali per molte iniziative – in entrambi gli ambiti –, con la particolarità che una fetta significativa del contributo alla fondazione per la cultura viene utilizzata per tenere in vita la stagione teatrale. Tuttavia, proprio i contributi alle Fondazioni hanno subito negli ultimi due anni altrettante erosioni per decisione unilaterale della Casinò di Locarno: meno 12,5% nel 2017 (a 350mila franchi) e meno 25% nel 2018 (a 300mila franchi ognuna). Stando a Vittorio Mariotti, presidente della Casinò Locarno Sa, ciò è «inevitabile vista la continua erosione delle entrate da parte della casa da gioco. Con, in più, la prospettiva della fetta di torta del gioco d’azzardo appetita dall’online. Questo significa che anche il Casinò di Locarno dovrà adeguarvisi, imbastendo appunto un’offerta digitale che consentirà di mantenere, nel computo, una certa stabilità. E procedere in questo senso ha dei costi». In generale, aggiunge l’avvocato, «la continua diminuzione delle entrate è un dato di fatto. Di conseguenza, da qualche parte è necessario rivedere le uscite. Questo, considerando che non vogliamo assolutamente pensare a tagli al personale, che consideriamo un nostro patrimonio. Inoltre, è necessario dimostrare che la casa da gioco abbia una certa redditività». Sull’altro fronte, Aldo Merlini, presidente sia della Kursaal Locarno Sa, sia dell’Otlmv, conferma che «trattative sono in corso e vogliamo certamente trovare un accordo». Quanto alle voci di un possibile trasloco, «se n’è sentito parlare, ma da parte della Casinò questa ipotesi è stata smentita categoricamente». Mariotti, del resto, conferma l’intenzione di rimanere a Locarno, «che è la sede naturale della casa da gioco».

Cifra d’affari lorda o utili?

Trattative sono dunque state intavolate per trovare una soluzione di compromesso. Il problema è che, per ora, chi sta dialogando lo fa parlando lingue economicamente diverse. La Casinò Locarno Sa basa infatti ogni ragionamento sulla cifra d’affari lorda della casa da gioco, mentre la Kursaal ritiene che si debba assumere come linea comune quella degli utili conseguiti. «E basandosi sugli utili – dice un’altra fonte della Kursaal Sa alla ‘Regione’ – il “quadro clinico” della Casinò appare decisamente meno critico».

Considerando la fragilità delle fondazioni e l’interesse pubblico affinché esse continuino ad assolvere i loro compiti, è ragionevole ritenere che eventuali sconti finiranno per riguardare l’affitto di un milione all’anno per occupare gli spazi in Largo Zorzi; la cifra è oggettivamente fuori mercato e pattuita in tempi di vacche più grasse di quelle attuali.

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