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22.09.2018 - 11:250

Isole, la manovra del ‘do ut des’

Ascona lancia una nuova proposta: ottenere in cambio terreni in riva al lago. Ronco e Brissago concordano. La palla è nel campo del Cantone

Quattro teste per gestire le Isole di Brissago apparentemente sono troppe. E infatti negli ultimi anni il Parco botanico adagiato nel Lago Maggiore e la prestigiosa villa Emden sono in perdita di velocità. Lo sanno bene i proprietari – Cantone (50 per cento) e Comuni (Ascona 25 per cento, Brissago e Ronco 12,5 per cento a testa) –, che vorrebbero trovare nuove soluzioni condivise. L’ultima proposta, in ordine di tempo, è quella di Ascona che, come anticipato dalla Rsi, ha scritto al Consiglio di Stato proponendo uno scambio di terreni. Il Borgo sarebbe disposto a cedere la sua quota di Isole per avere, quale controparte, alcune aree sulla terraferma, in riva al lago (spiagge demaniali comprese). Una soluzione “win-win”, stando a chi l’ha proposta: permetterebbe di avere un solo ente (il Cantone) alla testa delle Isole e di utilizzare al meglio (da parte di Ascona) alcune zone pregiate del territorio comunale. Le trattative sono in corso e s’attende un comunicato congiunto del governo (il dossier “Isole” è gestito dal direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali e dal suo collega Manuele Bertoli del Decs) e dei Comuni comproprietari. Sulla questione il sindaco di Ascona Luca Pissoglio si trincera dietro un no comment; i suoi colleghi delle altre località coinvolte, tuttavia, qualche dichiarazione la rilasciano.

Brissago: ‘O tutti o nessuno’

Brissago intende allinearsi alla posizione di Ascona? «O tutti, o nessuno – è la risposta del sindaco Roberto Ponti –. Ci siamo riuniti con i funzionari del Cantone, ai quali abbiamo formulato, nero su bianco, la nostra idea. Si tratta di una proposta che andrà discussa e approfondita. Come Municipio siamo d’accordo di entrare nel merito. Ma è chiaro che nelle trattative che seguiranno dovranno essere interpellati tutti gli attori locali coinvolti. Cittadinanza in primis. Va da sé che l’operazione di cessione delle Isole ha senso solo se tutti e tre i Comuni danno la loro approvazione. Altrimenti salterebbero gli “equilibri” all’interno della convenzione col Cantone. Non possiamo sobbarcarci ulteriori oneri finanziari derivanti dalla rinuncia di uno solo dei tre enti. Aspettiamo una risposta da Bellinzona poi vedremo come muoverci». Aspetta risposte dalla capitale anche il vicino Comune di Ronco s/Ascona, dove la notizia sembra avere colto un po’ tutti di sorpresa. Ieri il sindaco Paolo Senn non era raggiungibile. È lecito pensare, a questo punto, che l’esecutivo ronchese (che per primo, qualche anno fa, aveva “tastato il terreno” buttando sul tavolo l’idea di cedere la sua parte) attenda le mosse del Cantone.

Visitatori in calo

Va detto che la gestione attuale delle Isole sembra zoppicante: da tempo manca un direttore-coordinatore; c’è una lunga lista di lavori da eseguire, con i relativi costi; la navigazione ha ridotto di quasi la metà le corse per il trasporto dei turisti; il calo dei visitatori è costante e, a quanto pare, il 2018 ha fatto registrare un’ulteriore diminuzione del 30 per cento; infine, sulla proprietà grava un debito in costante crescita, che oggigiorno si aggirerebbe attorno al milione di franchi. Dati concreti, che inducono a un cambiamento di rotta. In attesa della passerella sul lago che potrà rilanciare il comparto, appare più che mai necessario trovare in tempi ragionevolmente brevi una soluzione gestionale condivisa.

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