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27.02.2018 - 21:00

Parrocchia-Comune, due secoli di convenzione da 'svecchiare'

Il Cc di Terre di Pedemonte discute i nuovi accordi fra le istituzioni. Gli attuali risalgono al 1811 e non sono mai stati, formalmente, aggiornati

di David Leoni

“Hoc enim placitum novum”, “abbiamo una nuova convenzione”. Potrebbe essere questo l’annuncio, urbi et orbi, fatto alla sala dal sindaco Fabrizio Garbani Nerini in occasione della prossima seduta di legislativo. Quella che dovrebbe portare il Comune di Terre di Pedemonte e la Parrocchia di Tegna alla firma di un nuovo accordo. Quello attualmente in vigore, che regola i rapporti tra queste due istituzioni risale, pensate un po’, addirittura al 1811. In quei tempi, a Roma, sul trono di San Pietro sedeva Papa Pio VII e il Ticino, come Cantone indipendente, aveva da pochi anni aperto gli occhi. Ebbene malgrado da allora siano trascorsi 207 anni e i ruoli della Chiesa, così come il volto della società, siano profondamente cambiati, i rapporti tra le parti hanno praticamente attraversato due secoli senza essere mai “svecchiati”. Ed è proprio ciò che questa nuova convenzione sarà chiamata a fare. Anche perché ci sono alcune annose questioni fra le parti che andrebbero appianate una volta per tutte. Prima delle quali, quella riguardante gli aiuti finanziari versati dal Comune alla Parrocchia. Sì perché la firma di quel patto, nel 1811, obbligava di fatto l’ente al sostentamento economico della Parrocchia “sine die”. Questo in cambio dell’incameramento dei beni parrocchiali. Forse nel corso della storia qualche ritocco agli accordi c’è stato, ma non v’è traccia di sostanziali cambiamenti intercorsi in questi 207 anni di (più o meno) pacifica convivenza. Nessuna voglia di svincolarsi, dunque, dal retaggio, nulla a che vedere con Don Camillo e Peppone di Giovannino Guareschi immortalati in tanti film di successo. Come rileva l’Esecutivo, la crescente disaffezione dei cittadini verso la vita parrocchiale (da più parti, in passato, dai banchi del legislativo era stato chiesto di rivedere verso il basso il contributo annuo versato alla Parrocchia, ndr) rende comunque necessario sedersi attorno a un tavolo e discutere di collaborazione. Il Municipio, anima moderata, non intende comunque in alcun modo entrare in conflitto con il Consiglio parrocchiale, predilige la via dei buoni rapporti di vicinato e lo spirito collaborativo.


Gli aspetti finanziari, la dolente nota


Uno dei problemi di fondo con i quali deve fare i conti la Parrocchia di Tegna, oggi, è quello delle casse. Semivuote. Mancano riserve di liquidità, gli edifici sacri (dall’Oratorio di Sant’Anna alla Casa parrocchiale, passando per la Chiesa di Santa Maria Assunta, confrontata con problemi di infiltrazioni di umidità) necessitano di importanti lavori di manutenzione; con gli spiccioli a disposizione difficilmente si potranno affrontare importanti investimenti. Fino ad ora, il Comune versava un contributo annuo di circa 30mila franchi (con una punta di 37mila nel 2016). Con la sigla di un nuovo accordo (durata di 10 anni), oltre a stabilire un contributo forfetario definito (in pratica la conferma di 30mila franchi annui) viene regolata anche la questione delle spese di manutenzione (affidate alla Parrocchia, che non dovrà più bussare alla porta della cancelleria). Una volta trovata l’intesa, l’Esecutivo sottoporrà al legislativo una richiesta di credito per i lavori che interesseranno la chiesa (caso raro in Ticino, essa è di proprietà del Comune), in modo da salvaguardare questo bene culturale. In attesa che, chissà, un giorno non tanto lontano le tre parrocchie di Tegna, Verscio e Cavigliano si riuniscano in un’unica entità, l’Amministrazione dovrà chinarsi in seguito sulle due convenzioni che la legano alle rimanenti due Parrocchie.

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