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Pierino Ambrosoli, il capostipite
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Locarno
19.10.2017 - 07:00
Aggiornamento: 15.12.2017 - 17:12
di Davide Martinoni

Camping Delta, da visione pionieristica a istituzione turistica (di livello nazionale)

Da pura intuizione vissuta quasi come una scommessa, a realtà turistica di vertice di livello nazionale. In 60 anni di vita – festeggiati quest’anno – il Campeggio Delta di Locarno ha saputo affrontare con successo le fasi che sono proprie di ogni progetto: il lancio, l’evoluzione, il consolidamento e il continuo rinnovamento. La “Regione” ne ha parlato con Mila Merker, direttore del campeggio dal 1998, esponente di terza generazione di una famiglia “composita” (Ambrosoli e Marcacci) divenuta uno degli emblemi del turismo locarnese.

Mila Merker, partiamo dal presente. Come sta il Delta?
Stiamo vivendo un’annata straordinaria, di grande ripresa, che farà segnare oltre il 10% di crescita rispetto all’anno scorso. Questo 2017 è per così dire un’evoluzione di un 2016 che aveva già dato buoni segnali di ripresa dopo il 2015 pesantemente condizionato dalla questione del cambio euro-franco. Noi l’avevamo affrontato con un’azione per le famiglie (i ragazzi fino ai 13 anni compresi non pagano) che, visto il successo, abbiamo deciso di mantenere anche per il futuro.

Un esempio di come si tratti in fondo di saper osservare il contesto generale per cercare le risposte più appropriate ai bisogni che emergono.
Esatto. E questo mi dà l’occasione di fare un salto indietro di 60 anni, alle nostre origini. Era la metà degli anni 50: mio nonno Pierino Ambrosoli aveva acquistato sul delta il terreno di oltre 5 ettari e l’azienda che si occupava dell’estrazione di inerti dalla Maggia. Un giorno il suo braccio destro Renato Perucchi (morto a 100 anni nel 2014) si presentò e gli proposte di abbinare al silos, fronte lago, un campeggio, modalità di vacanza allora estremamente spartana, pionieristica, senza acqua corrente né elettricità...

Al che il nonno?
All’inizio era scettico. Ma lasciò fare affinché il Perucchi si accorgesse da solo dell’errore e tornasse autonomamente sui suoi passi. Invece successe il contrario, perché Renato, con la moglie, ci vedeva lungo. Andavano a fare volantinaggio con i turisti che giungevano in bici al passaggio a livello di Castione. Poi realizzarono un vecchio carrozzone del circo su ruote che adibirono a bar. Dentro organizzavano feste danzanti. Una volta lo portarono in Germania, a Essen, per la Fiera dei campeggi...

Intanto Pierino osservava l’evolversi della situazione.
Assolutamente, e lo faceva in modo molto partecipe, come era nella sua indole imprenditoriale. Ingegnere di formazione, il nonno è stato per tutti noi uno straordinario esempio di dinamismo, in una moltitudine di ambiti. Durante la guerra aveva importato, per rivenderle, le Jeep; poi con il fratello aveva allargato il campo d’azione alle Dodge e alle Chrysler. Aveva delle visioni: a lui si deve la costruzione dell’Eden Roc di Ascona e del Park Hotel Delta, così come di diverse importanti ville asconesi, alcune delle quali non ci sono più. Quello immobiliare era un ambito in cui era attivissimo anche con la compravendita.

Mentre il campeggio si ancorava sempre più nel tessuto economico e turistico del Locarnese.
Dopo la scadenza della concessione per l’estrazione di inerti, nel ‘78, tre anni dopo la prematura scomparsa del nonno, tutta l’area venne adibita a campeggio. Nel frattempo la proprietà era passata a mia mamma Daniela Ambrosoli, che con suo marito Franz Marcacci – e con lo stesso Perucchi fino all’82 – lo ha gestito negli anni a venire, decretando appunto il cambiamento d’attività nella zona, da industriale a prettamente turistica.

Un turismo “illuminato”, se vogliamo, visto che il Delta, così come i campeggi di Tenero, figura nella “top 10” delle migliori strutture svizzere. Quali le prospettive?
Continuare così, marciando al passo con i tempi. L’idea è di ampliare gli attendamenti fissi (rimanendo comunque entro la soglia legislavita del 30% del totale) creando alcune case mobili che ci consentiranno di allungare la stagione. Al Campofelice, grazie alla pianificazione già in vigore, lo hanno potuto fare in anticipo, con ottimi risultati.

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