
“L’attività di valenza regionale è tollerata visto l’interesse pubblico a favore dei Comuni e dei privati della regione del Locarnese, limitatamente al periodo transitorio fino al consolidamento di una soluzione sostitutiva”. In questi termini pompieristici il governo risponde ad un'interrogazione con cui il deputato socialista gordolese Bruno Storni tornava sulla "illegalità" della Compodino e si informava sui tempi di chiusura dell'azienda. "Considerati l’interesse pubblico e la necessità di assicurare la valorizzazione e lo smaltimento degli scarti vegetali per la regione del Locarnese”, gli risponde il Consiglio di Stato, "si ritiene inopportuno effettuare lo stralcio della Compodino Sa dalla lista degli impianti di compostaggio fino a quando non sarà operativa un’alternativa valida e sufficientemente dimensionata”. Poi viene ricordato che il Dipartimento del territorio ha aggiornato il Piano di gestione dei rifiuti e avviato una procedura pianificatoria a livello cantonale quale variante al Puc del Parco del Piano di Magadino. L’allestimento degli atti pianificatori “è di fatto ultimato” e "la messa in consultazione del progetto di variante del Puc per la fase di informazione e consultazione della popolazione e degli interessati avverrà al più tardi entro la fine del 2016”. Dopodiché il governo sottoporrà al parlamento la proposta definitiva della variante per approvazione. Quando saranno "consolidata la base pianificatoria e svolta la procedura edilizia per la realizzazione del nuovo impianto, l’attuale struttura sarà smantellata”.