Le Regioni Bernina, Engadina Bassa/Val Monastero e Maloja presentano una strategia congiunta per rafforzare le scuole professionali e contrastare lo spopolamento.
Nei Grigioni meridionali il numero di apprendisti è in continuo calo. Le Regioni Bernina, Engadina Bassa/Val Monastero e Maloja hanno mostrato ieri, durante un incontro informativo, come intendono gestire questa evoluzione.
In Engadina, in Bregaglia, nella Val Monastero e in Valposchiavo lo sviluppo è il medesimo: il numero di allievi nelle scuole professionali diminuisce. Stando a un'analisi delle tre regioni meridionali, la zona con la flessione maggiore è quella della Bassa Engadina/Val Monastero, dove si è passati da 261 allievi nel 2011 a 193 nel 2025. Nella regione Maloja si è passati da 337 a 323 allievi, in Valposchiavo da 139 a 131 nel giro di 15 anni. Il calo nel numero degli apprendisti va di pari passo con l'evoluzione demografica di queste regioni, anch'essa in negativo.
Le cifre sono state presentate ieri a Pontresina a un evento organizzato dalle Regioni Bernina, Engadina Bassa/Val Monastero e Maloja dal titolo "Salvaguardia del futuro della formazione professionale nell'arco sud dei Grigioni". Circa una settantina di persone del mondo politico e imprenditoriale erano presenti.
Punto di partenza
"Alla base di questa collaborazione c'è un incarico politico depositato in Gran Consiglio nel 2023, che chiedeva di rafforzare la formazione professionale in tutto il Canton Grigioni", ha spiegato la granconsigliera Gabriela Menghini-Inauen (UDC) a Keystone-ATS. Assieme ad altri rappresentanti politici e del mondo della formazione, fa parte del gruppo di pilotaggio di questo progetto inedito, che spinge un'intera parte del Cantone ad agire assieme. Una regione, è stato ricordato ieri, che è fra le più importanti a livello cantonale dal punto di vista economico. Il Comune di St. Moritz, ad esempio, è quello che versa l'importo maggiore nella perequazione finanziaria cantonale.
L'area di confine è confrontata con altre sfide, rispetto a Coira, dove secondo Menghini-Inauen ad oggi viene formato l'80% degli apprendisti. Da questo fatto le tre regioni si sono chieste come sia comunque possibile garantire, con classi più piccole, un'offerta formativa di qualità. "Dobbiamo presentarci come un'unica regione formativa", ha spiegato la granconsigliera durante il suo intervento.
La presidente della Regione Engadina Bassa/Val Monastero, Gabriella Binkert Becchetti, ha poi mostrato la vera importanza della formazione professionale: "Se si rafforzano le scuole professionali, si rafforzano anche i Comuni e le imprese e si contrasta lo spopolamento". Formazione, economia e sviluppo regionale sono dunque tre elementi strettamente connessi fra loro.
Quattro campi d'azione
Cosa intendono dunque fare le tre regioni per gestire l'attuale situazione? Rafforzare la collaborazione è uno degli ingredienti, ripetuti ieri più volte. "Dobbiamo abbandonare la mentalità della concorrenza. Se ci muoviamo gli uni contro gli altri, alla fine perderemo tutti. Se invece restiamo uniti, saremo anche politicamente più forti", ha argomentato Remo Püntener della Scuola professionale artigianale di Samedan. Altri ambiti di intervento sono una maggiore visibilità della formazione professionale e delle sedi formative, coinvolgere maggiormente le aziende e sviluppare l'offerta formativa.
Secondo Püntener, unendo le forze si potrebbero affrontare assieme temi futuri, come ad esempio la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale. "Tutte le scuole assieme potrebbero lavorare a strumenti che potrebbero essere utili a tutti", ha spiegato a Keystone-ATS.
Complimenti da Coira
In sala era presente anche il capo dell'Ufficio cantonale della formazione, Curdin Tuor, che si è complimentato per l'iniziativa e la motivazione di voler andare tutti nella stessa direzione. Lo stesso Ufficio tre anni fa aveva messo in dubbio il proseguimento dell'insegnamento di diverse professioni alla Scuola professionale di Poschiavo, l'unica in lingua italiana dei Grigioni. Il motivo risiedeva proprio nel numero insufficiente di studenti.
Seguendo le richieste dell'incarico parlamentare, anche Coira sta lavorando a una strategia per rafforzare la formazione professionale nei Grigioni. Secondo Tuor, i campi d'azione identificati dal gruppo di lavoro delle tre regioni meridionali non sono molto lontani da quelli dell'Ufficio cantonale.
"Cerchiamo di allinearci a questo processo per inserire la nostra visione nella strategia cantonale, in modo poi da crearne una unica", ha continuato la granconsigliera Menghini-Inauen. Nei prossimi mesi verranno organizzati degli incontri per definire delle misure concrete. La strategia dei Grigioni meridionali dovrebbe essere pronta entro la primavera del 2027.